Concetti Chiave
- Il Rinascimento promuove una nuova visione dell'arte ispirata all'imitazione degli antichi, seguendo la legge di unità aristotelica in termini di azione, luogo e tempo.
- I trattati rinascimentali rinnovano i generi letterari, riportando in auge la tragedia e la commedia, e segnano l'emergere della saggistica moderna con figure come Machiavelli e Giucciardini.
- Pietro Bembo, con la sua opera "prese della volgar lingua", stabilisce regole per la lingua letteraria, creando un modello elitario che unisce poesia e prosa a Petrarca e Boccaccio.
- La cultura della contraddizione, attraverso opere come il "baldus" di Folengo, si oppone al classicismo utilizzando generi comici e realistici che parodiano le convenzioni tradizionali.
- Il contrasto tra Machiavelli, che invita all'azione per cambiare la realtà, e Giucciardini, che analizza la realtà in modo frammentato e si ritira a vita privata, evidenzia diverse visioni del mondo rinascimentale.
Qual è la nuova visione dell'arte rinascimentale?
Nel periodo rinascimentale si afferma una nuova visione dell’arte, questa infatti si ispira ad ideali basati sull’imitazione degli antichi. Per raggiungere l’equilibrio necessario bisogna rifarsi ad una “regola” ben precisa, la legge di unità aristotelica, infatti da qui inizieranno a circolare trattati sull’arte, sulla lingua e su i generi letterari. A partire del 1530 la poetica di Aristotele viene riconsiderata e posta come imput riguardo ogni discorso sull’arte, delineando tre ambiti di dibattito:
- La poesia confrontata alla storia e alla filosofia,
- Capre se la poesia abbia fini civili e morali o sia solo un’arte di diletto,
- Decidere quali regole applicare al poema eroico e quali alla tragedia, per quest’ultima valgono le tre unità aristoteliche o “leggi di unità”, in cui azione, luogo e tempo devono essere unitari, cioè l’azione deve essere unica e non devono esserci episodi secondari che la sminuiscano; il luogo di svolgimento deve essere unico, così come il tempo, le vicende devono svolgersi in un arco di massimo 24 ore.
L'influenza dei trattati e Machiavelli
Sulla scia dei trattati riguardo le arti anche i generi letterari si conformano ai modelli antichi; tornano in auge la tragedia e la commedia, il poema eroico segue le indicazioni delle poetica aristotelica. Infatti in questo periodo c’è un distacco dal poema cavalleresco che è considerato più incline alla fantasia che al rispetto degli avvenimenti storici. Il trattato si afferma in maniera imponente e con Machiavelli e Giucciardini si delinea e si diffonde la saggistica moderna, la quale è fondata sull’analisi di fenomeni storici contemporanei alla scrittura del saggio. Machiavelli, nel principe, attraverso una visione effettiva della realtà cerca di indurre il lettore a conoscere gli avvenimenti al fine di cambiarli, infatti dagli esempi dell’antichità e dalla conoscenza delle leggi generali il principe sarà in grado di agire correttamente. Giucciardini invece si pone in maniera opposta, rifiuta una regola generale e considera invece i frammenti in cui si articola la realtà, l’intellettuale si ritira a vita privata.
Facendo un parallelismo tra il principe e i ricordi si evince che il principe intende dare una svolta ed esortare i principi italiani, mentre nei ricordi si giunge ad una visione reale del mondo solo attraverso un ritiro a vita privata e attraverso la riflessione.
Pietro Bembo e la lingua letteraria
Tra i trattatisti del cinquecento spicca Pietro Bembo, il quale con la sua opera “prese della volgar lingua” diede una svolta alla riflessione linguistica del suo tempo. Nell’opera vi è raccontato un immaginario dialogo tra Clarlo Bembo, Giuliano de ‘ Medici, Ercole strozzi e Federico Fregoso, i quali danno ciascuno un proprio giudizio rispetto alla lingua letteraria. Questa lingua letteraria si basa su alcune regole fisse: si prendono a modello per la poesia Petrarca e per la prosa Boccaccio. Si va creando una concezione elitaria della cultura, mentre l’opera di Bembo fornisce agli intellettuali uno strumento linguistico unitario.
La cultura della contraddizione
Al classicismo e all’imitazione dei modelli di Petrarca e Boccaccio si oppongono generi comici e realistici, ad “effetto immediato”, in cui è frequente il dialetto e la parodia. Di questa controcorrente le maggiori opere sono il “baldus” di Folengo, scritto in latino maccheroni, lingua inventata, poema epico-cavalleresco; i “ragionamenti di “ di Pietro Aretino, trattato-parodia in cui due poco di buono discutono su come accaparrarsi i favori dei signori; e i “dialoghi rustici” di Ruzante, in cui Guizzarsi, contadino veneto, racconta in dialetto storie di contadini padovani. Queste tre opere fanno riferimento alla cultura della contraddizione, un fenomeno letterario che apparentemente aderisce al classicismo, ma realmente ha una visione distorta, tormentata e parodica. I maggiori esponenti sono Machiavelli e Ariosto.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale della nuova visione dell'arte rinascimentale?
- Come influiscono i trattati sull'arte e la letteratura durante il Rinascimento?
- Qual è il contributo di Pietro Bembo alla lingua letteraria?
- In che modo la cultura della contraddizione si oppone al classicismo?
- Qual è la differenza tra la visione di Machiavelli e quella di Giucciardini?
La nuova visione dell'arte rinascimentale si basa sull'imitazione degli antichi e sull'applicazione della legge di unità aristotelica, che richiede un'azione unica, un luogo e un tempo unici per le opere, come delineato nel testo.
I trattati influenzano profondamente i generi letterari, riportando in auge la tragedia e la commedia, e promuovendo una saggistica moderna che analizza fenomeni storici contemporanei, come evidenziato dall'opera di Machiavelli e Giucciardini.
Pietro Bembo, con la sua opera "prese della volgar lingua", stabilisce regole fisse per la lingua letteraria, prendendo a modello Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa, creando così una concezione elitaria della cultura.
La cultura della contraddizione si manifesta attraverso generi comici e realistici, utilizzando il dialetto e la parodia, come dimostrano opere come il "baldus" di Folengo e i "dialoghi rustici" di Ruzante, che offrono una visione distorta e parodica del classicismo.
Machiavelli cerca di esortare i principi italiani a cambiare la realtà attraverso la conoscenza degli avvenimenti, mentre Giucciardini rifiuta una regola generale, preferendo un approccio che considera i frammenti della realtà e promuove il ritiro a vita privata.