Concetti Chiave
- L'anticlassicismo rifiuta l'impostazione classica, dando spazio a generi come la commedia, che non seguono il canone bembiano e presentano strutture più aperte.
- La commedia è un genere spesso trascurato, caratterizzato da lieto fine e messaggi morali, e rappresenta una forma di intrattenimento dirompente e volgare.
- Il romanzo storico, come "Il nome della rosa" di Umberto Eco, combina contesti storici reali con contenuti inventati, rimanendo considerato un genere secondario.
- La tragedia, secondo Aristotele, provoca terrore e sgomento per purificare l'animo, mentre la commedia offre una visione sovversiva che rompe gli schemi sociali.
- Il poema cavalleresco torna in auge con protagonisti aristocratici, esaltando valori come coraggio e fedeltà, mentre la storia d'amore cortese bilancia le narrazioni attraverso temi universali.
L'anticlassicismo e la commedia
L'anticlassicismo rifiuta l'impostazione classica e avrà una serie di implicazioni sui generi letterari considerati perduti o secondari, come la commedia. In esso troveranno espressione tutti quei generi che non hanno spazio all'interno del canone definito da Pietro Bembo, i quali non hanno una struttura chiusa come la poesia lirica e quindi non possono rifarsi allo schema bembiano.
La commedia, in particolare, è scomparsa perché c'è quasi sempre un lieto fine che vuole comunicare al pubblico una morale. Si tratta di un genere passato in secondo piano perché dirompente, in quanto si tratta di una rappresentazione in cui il pubblico non è composto ma ride e assiste a spettacoli anche volgari. Sia il medioevo con l'attenzione sulla religiosità che il rinascimento con la ricerca dei classici non permettono a questo genere che rompe gli schemi di prevalere, in quanto esso rappresenta l'altro lato del classicismo.
Il romanzo storico e le emozioni
Un altro genere che fa parte di quelli secondari è il romanzo storico, ambientato in un contesto storico reale ma caratterizzato da contenuti inventati. Un esempio di romanzo storico è "il nome della rosa" di Umberto Eco.
Tragedia e commedia a confronto
Quindi la prevalenza di alcuni generi piuttosto che altri dipende dalle sensazioni che questi suscitano nel pubblico. Per esempio, secondo Aristotele la tragedia serve a suscitare terrore e sgomento, tramite i quali l'animo umano si purifica. Si tratta di emozioni che nella vita l'essere umano non vuole provare, e che completano il bagaglio di emozioni in materie fittizie.
Se nella tragedia il colpevole è punito e ci insegna che per un comportamento antisociale si viene puniti, la commedia è sovversiva, ed è una rappresentazione in cui saltano gli schemi sociali. Un esempio sono le commedie plautine, ricche di inganni impuniti e basate sull'esaltazione di comportamenti antisociali.
Il ritorno del poema cavalleresco
In questo periodo ritorna il poema cavalleresco, che ha come personaggi principali cavalieri, di più alto ceto sociale rispetto ai fanti. Per questo motivo si tratta di un poema aristocratico. Le caratteristiche dei personaggi principali del poema cavalleresco sono coraggio, integrità morale, virtù, fedeltà e capacità di compiere imprese soprannaturali che gli altri non riescono a compiere.
La storia d'amore cortese
Un altro filone che viene riscoperto in questo periodo è la storia d'amore cortese, che presenta determinate caratteristiche tra cui l'ambientazione tra aristocratici, l'esaltazione di valori morali, la fedeltà e le capacità superiori dei personaggi. L'aggiunta della componente amorosa serve a bilanciare la pesantezza delle storie essendo un tema universale.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'anticlassicismo nella letteratura?
- Perché la commedia è considerata un genere secondario?
- Qual è la differenza tra tragedia e commedia secondo Aristotele?
- Quali sono le caratteristiche del poema cavalleresco e della storia d'amore cortese?
L'anticlassicismo rifiuta l'impostazione classica e porta alla marginalizzazione di generi come la commedia, che non si conformano al canone bembiano e alla struttura chiusa della poesia lirica.
La commedia è vista come un genere secondario perché presenta sempre un lieto fine e una morale, risultando dirompente e volgare, e non riesce a prevalere a causa dell'attenzione medievale sulla religiosità e della ricerca rinascimentale dei classici.
La tragedia suscita terrore e sgomento, purificando l'animo umano, mentre la commedia è sovversiva e rompe gli schemi sociali, come dimostrano le commedie plautine che esaltano comportamenti antisociali.
Il poema cavalleresco presenta cavalieri aristocratici con virtù e capacità soprannaturali, mentre la storia d'amore cortese esalta valori morali e la fedeltà, bilanciando la pesantezza delle narrazioni con un tema universale.