Concetti Chiave

  • Paul Gauguin, durante il suo soggiorno a Tahiti, dipinse "Ia Orana Maria", un'interpretazione unica dell'Annunciazione che mescola simboli cristiani e culti polinesiani.
  • Il dipinto presenta la Madonna con lineamenti tahitiani e un paesaggio esotico, suscitando scandalo per la fusione di elementi religiosi e culturali diversi.
  • Gauguin sviluppò il suo stile "Sintetismo" in Bretagna, caratterizzato da disegni piatti e colori definiti da nette linee di contorno, abbandonando il naturalismo.
  • Nel 1895, Gauguin si trasferì a Hiva Oa, cercando un ambiente ancora più remoto per la sua ricerca artistica, culminata nell'opera "Cavallo bianco".
  • L'influenza di Botticelli è evidente nelle opere di Gauguin, che portò con sé riproduzioni di dipinti del maestro fiorentino a Tahiti.

L'opera di Gauguin a Tahiti

Una insolita scena religiosa della storia dell’arte fu dipinta dal pittore francese Paul Gauguin (Parigi, 1848 - Hiva Oa, 1903) durante il suo soggiorno a Tahiti, un’isola della lontana Polinesia. Nel quadro Ia Orana Maria rappresentò l’Annunciazione, il momento in cui l’arcangelo Gabriele (che qui appare in secondo piano, oltre i rami di un arbusto fiorito) sta per pronunciare le parole di saluto «Ave Maria», rivolte alla Madonna e al piccolo Gesù Bambino. Le due figure sacre, sulla destra, si distinguono per l’aureola dorata che ne circonda la testa. Gauguin mescola e interpreta immagini cristiane e culti polinesiani: la Madonna è scalza, ha i lineamenti tahitiani e, al posto del tradizionale mantello blu, indossa un rosso pareo fiorito. Inoltre, non regge il Figlio in braccio ma sulle spalle. Al centro, due donne di Tahiti, a seno nudo, hanno le mani giunte in preghiera mentre ai loro piedi, in primo piano, troviamo come dono alcuni frutti tropicali. Anche il titolo dell’opera che compare in basso sulla tela sottolinea il significato religioso del dipinto: Ia Orana Maria è la traduzione di «Ave Maria» nella lingua dell’isola.

L'influenza di Botticelli

Evocare un Eden incontaminato. L’episodio raffigurato da Gauguin non ha più nulla di tradizionale: tutti i protagonisti, anche l’angelo, sono indigeni e il paesaggio esotico è riprodotto con colori irreali. Per questo l’opera suscitò scandalo, poiché mescolava figure e simboli provenienti da varie religioni e da varie fonti pittoriche. Quando Gauguin si recò a Tahiti portò con sé riproduzioni e stampe di varie opere, tra cui dei dipinti di Sandro Botticelli. Nell’opera si avverte, ad esempio, un vago richiamo a La Primavera del pittore fiorentino .

La vita di Gauguin

Cercando il Paradiso perduto Paul Gauguin arrivò tardi alla pittura e la sua vita fu difficile. Da bambino si trasferì a Lima, in Perù; tornato in Francia, a 17 anni si imbarcò come marinaio per il Sud America. Compì il giro del mondo e raggiunse il Circolo polare artico. Poi lavorò in Borsa, si sposò con una donna danese e diventò collezionista d’arte. Per questo motivo frequentò gli impressionisti e cominciò a dipingere. Abbandonò il lavoro e la famiglia e inseguì il suo sogno: fondare una «scuola dei Tropici», dove poter dipingere indisturbato uomini, animali e paesaggi dall’aspetto incontaminato. Nel 1891 vendette tutto e partì per Tahiti, alla ricerca del Paradiso perduto.

Il periodo in Bretagna

Per concentrarsi sulla sua ricerca, Gauguin fuggì dalle mode e dalla vita frenetica di Parigi. Inizialmente andò a stabilirsi in Bretagna, una regione di severe tradizioni contadine. Di quel mondo fatto di immagini semplici, dure, arcaiche, l’artista studiò le forme che interpretò con uno stile personale detto «Sintetismo»: il disegno era piatto e il colore chiuso dentro nette linee di contorno. In Bretagna Gauguin abolì ogni intento naturalistico: a differenza degli impressionisti non imitò più gli effetti di luce della natura, ma interpretò un’atmosfera, uno stato d’animo indefinibile come nel dipinto Il Cristo giallo. In quest’opera Gauguin esprime la religiosità popolare: un antico crocifisso ligneo di campagna è venerato da alcune contadine bretoni. Ai piedi della croce tre donne sono raccolte in preghiera, mentre in lontananza si apre un paesaggio composto da alberi rossi e casupole dai colori irreali. Qui Gauguin applica la tecnica detta «cloisonnisme», che consiste nel contornare con un marcato segno nero cose e persone e nel riempire lo spazio così definito con il colore (come nelle vetrate colorate delle cattedrali).

L'ultimo soggiorno a Hiva Oa

Nel 1895 Gauguin lasciò per sempre la Francia per trasferirsi in un luogo ancora più remoto e selvaggio della Polinesia: HivaOa, nelle Isole Marchesi. Nell’opera Cavallo bianco, caratteristica di questo suo ultimo soggiorno, dipinge uomini e animali intimamente immersi in un paesaggio lussureggiante

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'opera "Ia Orana Maria" di Gauguin?
  2. "Ia Orana Maria" rappresenta l'Annunciazione, mescolando immagini cristiane e culti polinesiani, con la Madonna che indossa un pareo fiorito e non regge il Figlio in braccio, ma sulle spalle, evidenziando l'influenza culturale di Tahiti (testo).

  3. Come ha influenzato Botticelli il lavoro di Gauguin?
  4. Gauguin portò con sé riproduzioni di opere di Botticelli a Tahiti, e nel suo dipinto si avverte un richiamo a "La Primavera", evidenziando l'influenza di stili e simboli provenienti da diverse tradizioni artistiche (testo).

  5. Qual è stata la vita di Gauguin prima di diventare pittore?
  6. Gauguin ha avuto una vita difficile, iniziando come marinaio e lavorando in Borsa, prima di dedicarsi all'arte e inseguire il sogno di fondare una "scuola dei Tropici" per dipingere paesaggi incontaminati (testo).

  7. Che stile artistico ha sviluppato Gauguin durante il suo periodo in Bretagna?
  8. In Bretagna, Gauguin ha sviluppato lo stile del "Sintetismo", caratterizzato da disegni piatti e colori chiusi dentro nette linee di contorno, abbandonando l'intento naturalistico degli impressionisti (testo).

  9. Quali temi emergono nell'ultimo soggiorno di Gauguin a Hiva Oa?
  10. Durante il suo ultimo soggiorno a Hiva Oa, Gauguin dipinse opere come "Cavallo bianco", che ritraggono uomini e animali immersi in un paesaggio lussureggiante, riflettendo la sua ricerca di un ambiente selvaggio e remoto (testo).

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