Concetti Chiave
- Il regno dei Savoia rappresentava per Cavour un successo, ma i democratici miravano a rilanciare l'azione patriottica nello Stato pontificio e nel Regno delle Due Sicilie.
- Francesco Crispi e Rosolino Pilo organizzarono un'insurrezione antiborbonica in Sicilia nel 1860, con Garibaldi che assunse il comando della spedizione dei Mille.
- La spedizione dei Mille, partita il 5 maggio 1860, comprendeva oltre 1000 volontari provenienti da diverse regioni italiane e mirava a sostenere un'insurrezione già in corso.
- Garibaldi, dopo aver sbarcato a Marsala, sconfisse le truppe borboniche e conquistò Palermo, assumendo la dittatura provvisoria dell'isola.
- Il successo dell'impresa dei Mille fu dovuto al sostegno dei contadini, che vedevano in Garibaldi un'opportunità per cambiare la loro condizione sociale e liberarsi dall'oppressione borbonica.
Il regno dei Savoia e i democratici
Un regno dei Savoia in Italia centro-settentrionale ingrandito e rafforzato poteva considerarsi, per Cavour, almeno per il momento, un successo sufficiente. Non così per i democratici, che si proponevano di rilanciare l'azione patriottica dello Stato pontificio e del Regno delle Due Sicilie, dove nel maggio 1859, alla morte di Ferdinando II, era succeduto il giovane Francesco II.
L'insurrezione siciliana e Garibaldi
L'occasione fu loro offerta, nella primavera del 1860, da Francesco Crispi e Rosolino Pilo, due patrioti di idee mazziniane, esuli a Torino, che stavano organizzando un atto insurrezionale in Sicilia. Ricordando l'esperienza fallita di Pisacane, pianificarono più attentamente la spedizione. Rosolino Pilo tornò in Sicilia a prendere le redini di un'insurrezione antiborbonica scoppiata nell'aprile 1860, che era stata soffocata a Palermo ma era rimasta viva nelle campagne; Francesco Crispi restò al Nord per organizzare una spedizione di volontari e convincere Garibaldi ad assumerne il comando. Il 5 maggio 1860, Garibaldi salpò alla volta della Sicilia dallo scoglio di Quarto, in Liguria, con poco più di 1000 volontari. Iniziava così la spedizione dei Mille: erano professionisti, intellettuali, studenti, ma anche artigiani e operai; provenivano da Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana e Sicilia.
La spedizione dei Mille
Cavour, preoccupato per le possibili conseguenze internazionali dell'impresa, tentò di ostacolarla, o almeno così fece credere, per non allarmare i francesi.
Protetto a distanza da navi inglesi, l'esercito di Garibaldi sbarcò a Marsala, dove reclutò volontari locali e unì le sue forze agli insorti. Il 15 maggio, i Mille e i nuovi volontari sconfissero le truppe borboniche a Calatafimi. Il 27 maggio Garibaldi entrava a Palermo e il 27 luglio l'intera isola, eccetto il forte di Messina, era nelle mani garibaldine.
Garibaldi e la dittatura provvisoria
Garibaldi assunse la dittatura provvisoria dell'isola, abolì la tassa sul macinato che pesava sui contadini e i dazi sui cereali ed emanò un decreto che prometteva la distribuzione delle terre demaniali a tutti i combattenti.
Il successo dell'impresa dei Mille
L'impresa dei Mille fu la prima tra le molte proposte dai democratici italiani, ad avere successo e questo perchè la spedizione era nata non per provocare un'insurrezione, ma per sostenere un'insurrezione popolare già in atto. I contadini accettarono Garibaldi non solo per abbattere il governo assoluto e oppressivo dei Borbone, ma anche per la possibilità di cambiare la società, di porre fine alla loro miseria e di fare giustizia dei soprusi subiti dai latifondisti. Sembrò una logica conseguenza quindi assalire le case dei notabili e occuparne le terre.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la posizione di Cavour riguardo al regno dei Savoia e ai democratici?
- Chi furono i principali protagonisti dell'insurrezione siciliana del 1860?
- Quali furono i risultati della spedizione dei Mille guidata da Garibaldi?
- Quali misure adottò Garibaldi durante la sua dittatura provvisoria in Sicilia?
Cavour considerava il regno dei Savoia in Italia centro-settentrionale un successo sufficiente, mentre i democratici miravano a rilanciare l'azione patriottica dello Stato pontificio e del Regno delle Due Sicilie, evidenziando una divergenza di obiettivi tra le due fazioni.
I principali protagonisti furono Francesco Crispi e Rosolino Pilo, due patrioti mazziniani che organizzarono l'insurrezione antiborbonica in Sicilia, con Pilo che tornò sull'isola per guidare l'azione e Crispi che reclutò Garibaldi al Nord.
La spedizione dei Mille portò a una serie di vittorie, culminando con l'ingresso di Garibaldi a Palermo il 27 maggio 1860 e il controllo dell'intera isola, eccetto Messina, entro il 27 luglio, grazie anche al supporto di volontari locali.
Garibaldi abolì la tassa sul macinato e i dazi sui cereali, e promise la distribuzione delle terre demaniali ai combattenti, cercando di migliorare le condizioni dei contadini e rispondere alle loro aspirazioni di giustizia sociale.