Concetti Chiave
- Il pensiero di Galileo Galilei ha sfidato le concezioni aristoteliche e ha sostenuto il copernicanesimo, affrontando notevoli resistenze da parte della Chiesa e degli intellettuali del tempo.
- Le osservazioni telescopiche di Galileo, come le irregolarità della Luna e le fasi di Venere, hanno confermato le sue teorie eliocentriche e messo in discussione la teoria geocentrica.
- Galileo ha distinto tra la rivelazione divina nelle Sacre Scritture e le leggi naturali, sostenendo che la scienza deve indagare l'universo senza essere vincolata ai testi religiosi.
- Il concetto di esperienza per Galileo si basa sull'osservazione scientifica potenziata dagli strumenti, come il cannocchiale, ampliando così il campo di studio della scienza.
- La matematizzazione dell'esperienza è cruciale per Galileo, in quanto consente di misurare e analizzare i fenomeni naturali, proponendo spiegazioni scientifiche coerenti.
Galileo e la sua battaglia
In questo appunto di filosofia moderna viene descritto in modo molto approfondito il pensiero filosofico del celebre filosofo Galileo Galilei che dovette battersi tantissimo per affermare le sue idee, le quali furono oggetto di polemiche in seno alla Chiesa per ciò che descrivevano.
Galileo Galilei non limitò il suo impegno alla ricerca sperimentale e alla riflessione sulla scienza, ma intraprese anche una battaglia per l'affermazione del copernicanesimo, questa battaglia incontrò molte resistenze da parte degli intellettuali della Chiesa, tanto che nel 1663 fu costretto ad abiurare pubblicamente le tesi eliocentriche. Non per questo Galileo Galilei rinunciò alle sue idee, nell'opera Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze confuta, infatti, molti principi della fisica aristotelica e fornisce quindi argomenti a favore del copernicanesimo.
Osservazioni telescopiche rivoluzionarie
Le osservazioni telescopiche di Galilei rafforzarono il copernicanesimo. Egli infatti riprodusse il cannocchiale nella sua officina e scrutandovi il cielo in cerca di conferme per le teorie eliocentriche osservò fenomeni che intaccavano le convinzioni aristoteliche:
- vide che la superficie lunare presenta delle irregolarità, al pari di quella della terra, non esisteva quindi nessuna opposizione tra il mondo celeste e quello sublunare, la scoperta delle macchie lunari confermò ulteriormente l'analogia fra il mondo terrestre e il cielo.
vide che - vide i satelliti di Giove e ne dedusse che la terra e la luna non rappresentavano un'eccezione e non esiste un unico centro dei moti celesti.
- vide che Venere presenta quelle fasi che erano state negate dalla fisica peripatetica.
Resistenze e accettazione delle scoperte
Di fronte a queste scoperte ci furono molte resistenze conservatrici che andarono dal puro e semplice rifiuto dello strumento per partito preso, all'obiezione filosofica secondo cui i sensi essendo già perfetti non possono essere potenziati da nessuno strumento umano.
Ciò è comprensibile in un'epoca poco abituata alle innovazioni tecnologiche. In genere però le scoperte telescopiche furono accolte anche dagli avversari del copernicanesimo. Ciò significava per gli innovatori la fine della teoria geocentrica.
Galileo e le Sacre Scritture
Nell'epoca della controriforma un'autorità dalla quale non si poteva prescindere erano le Sacre Scritture di cui alcuni passi come quelli del libro di Giosuè possono essere letti in senso anticopernicano ("Fermati o sole" presupponendo il movimento del sole). La posizione di Galileo Galilei riguardo a questi problemi è chiarita nelle cosiddette "lettere copernicane" dove Galileo dice che Dio si manifesta in due modi:
- attraverso l'universo a cui dà delle leggi che è compito delle scienze indagare
- con la rivelazione nelle sacre scritture.
La Bibbia, tuttavia, contiene moniti e precetti etici, morali e religiosi, ma non scientifici, quindi il fatto che una teoria vada contro le sacre scritture non significa che sia falsa.
Esperienza e strumenti scientifici
Secondo Galileo Galilei la filosofia naturale, anche se deve rifiutare l'autorità dei vecchi filosofi deve tuttavia dare grande spazio all'esperienza. L'importanza dell'esperienza già individuata dagli autori precedenti assume però un carattere nuovo all'interno dell'indagine scientifica galileiana che si differenzia dalla tradizione aristotelica.
Quando parla di esperienza, Galileo Galilei, non si riferisce alla semplice esperienza di ogni giorno, ma all'osservazione condotta attraverso i sensi. I sensi però possono essere potenziati da strumenti umani per esempio il cannocchiale, con il cannocchiale infatti Galilei rese enormemente più grandi le prospettive degli scienziati e dei confini del mondo indagabile con la scienza, confini che comprendono anche il mondo celeste, l'unificazione tra mondo terrestre e mondo celeste è dunque ora possibile in quanto, grazie al cannocchiale, il mondo dell'esperienza comprende adesso anche il cielo.
La ridefinizione dell'esperienza da parte di Galileo Galilei e l'ampliamento del suo contenuto, ossia del campo di oggetti da essa esperibile, non gli impedì però di avere la consapevolezza che i sensi possono sbagliarsi e che i dati dell'osservazione possono essere soggetti a diversi interpretazioni per saggiare la validità delle quali non c'è altro modo che sottoporli all'esame della ragione.

Matematizzazione dell'esperienza
Il mezzo privilegiato con cui lo scienziato filtra i dati dell'osservazione superando l'indeterminatezza e la soggettività della percezione sensibile è la matematizzazione dell'esperienza. Ciò avviene in modi diversi: in primo luogo si prendono in considerazione le qualità geometriche, poi si individuano i principali aspetti osservabili del fenomeno e se ne fa effettivo oggetto di osservazione quindi si cerca di misurarli, ovvero di trasformare in quantità e numeri ben precisi. Questo metodo riporta sul piano del procedere la distinzione ontologica tra qualità primarie (figura, grandezza, numero ecc...) e qualità secondarie o sensibili (colori, odori, sapori).
Dalla dottrina di Galileo Galilei emerse quindi la moderna nozione di "fatto scientifico" secondo cui la scienza mira a proporre una coerente spiegazione del fenomeno al fine di individuare una "legge" secondo la quale si producono e si svolgono i fenomeni in modo che sia possibile la previsione di come essi si svolgeranno in natura. Ciò che interessa a Galileo però non è come per gli aristotelici la ricerca della causa prima di un fenomeno ma semplicemente come il fenomeno si produce: la sua legge di svolgimento.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale battaglia di Galileo Galilei nel contesto della sua filosofia?
- Come le osservazioni telescopiche di Galileo hanno influenzato il pensiero scientifico?
- Qual è la posizione di Galileo riguardo alle Sacre Scritture e alla scienza?
- In che modo Galileo ridefinì il concetto di esperienza nella scienza?
- Qual è il metodo di Galileo per superare l'indeterminatezza della percezione sensibile?
Galileo Galilei si batté per l'affermazione del copernicanesimo, affrontando resistenze significative da parte della Chiesa, tanto da essere costretto ad abiurare le sue tesi eliocentriche nel 1663, ma continuò a sostenere le sue idee, come evidenziato nella sua opera "Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze".
Le osservazioni telescopiche di Galileo, come le irregolarità della superficie lunare e i satelliti di Giove, hanno confermato il copernicanesimo e messo in discussione le convinzioni aristoteliche, segnando la fine della teoria geocentrica.
Galileo sostenne che la Bibbia contiene precetti etici e morali, ma non scientifici, affermando che Dio si manifesta sia attraverso l'universo che attraverso la rivelazione, e che una teoria scientifica può essere valida anche se contraria alle Sacre Scritture.
Galileo ridefinì l'esperienza come osservazione condotta attraverso i sensi, potenziati da strumenti come il cannocchiale, ampliando così il campo di indagine scientifica per includere anche il mondo celeste.
Galileo utilizzò la matematizzazione dell'esperienza, trasformando le osservazioni in dati quantitativi e misurabili, per formulare leggi scientifiche che spiegano i fenomeni naturali, spostando l'attenzione dalla causa prima al modo in cui i fenomeni si producono.