Concetti Chiave
- La dicotomia tra fenomeni materiali e immateriali, introdotta da Dilthey, è influenzata da Cartesio, che distingue tra res cogitans e res extensa, ponendo le basi per la scienza moderna.
- Alhazen evidenzia che la nostra esperienza di un oggetto è limitata, percependo solo una forma in relazione a caratteristiche totali, dove la percezione del colore è un esempio di questa distinzione.
- Galileo è pionieristico nella classificazione delle qualità, distinguendo tra qualità primarie, oggettive e condivisibili, e qualità secondarie, soggettive e legate al percipiente.
- Le qualità primarie, come peso e lunghezza, riflettono le caratteristiche fisiche degli oggetti, mentre le qualità secondarie, come colore e odore, variano da soggetto a soggetto.
- La psicologia della Gestalt propone un approccio che inverte il paradigma aristotelico, partendo dalla percezione psichica per poi collegarla al mondo fisico.
La dicotomia tra fenomeni materiali e immateriali
Questi termini coniati da Dilthey riflettono una dicotomia ancora viva oggi e nata nel XVII secolo che divide con un vuoto incolmabile la scienza dei fenomeni materiali e quella dei fenomeni immateriali. Uno dei massimi responsabili di questa dicotomia è sicuramente Cartesio che divide fra res cogitans – non osservabile scientificamente – e res extensa. Anche Galileo distinguendo tra qualità primarie e secondarie pone un pilastro del criterio di oggettività, il quale è indice di ciò che può essere studiato scientificamente o no.
Qual è il ruolo di Alhazen nella percezione?
Con Alhazen si trascura che quando noi facciamo esperienza di una cosa facciamo esperienza di caratteristiche incommensurabilmente minori rispetto alle caratteristiche totali dell’oggetto → noi otteniamo solo la forma (carattere spirituale) dell’oggetto. Alhazen tuttavia sostiene che la forma è già presente nel mondo fisico. Questo sottile equilibrio non rende ragione del fatto che il vissuto psichico è qualcosa di originario, immediato. Es percezione del colore è caratterizzato da essere diverso dalle proprietà dell’onda elettromagnetica che genera nello psichismo di quel colore. In questo es ciò che è originario è la percezione del colore, non l’onda elettromagnetica. La psicologia della Gestalt rovescia il paradigma aristotelico, ossia si parte dallo psichismo al quale si collega poi un mondo fisico.
Qualità primarie e secondarie secondo Galileo
Qualità psichiche
Galileo è stato il primo a distinguere delle proprietà primarie e secondarie.
Primarie: legate alle caratteristiche fisiche degli oggetti e su queste ci troviamo tutti d’accordo, es peso, lunghezza, numero ecc. Quando noi rappresentiamo queste caratteristiche facciamo esperienza delle qualità primarie, ossia le qualità fisiche – la rappresentazione del mondo esterno.
Secondarie: quelle che non risiedono nell’oggetto, quanto nel percipiente, es colore, odore… queste sono modi soggettivi di esperire l’oggetto. Prova di questo sono le differenti esperienze che diversi soggetti hanno di uno stesso oggetto. Sono caratteristiche non assimilabili agli stimoli fisici degli oggetti.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale dicotomia discussa nel testo e chi ne è un importante esponente?
- Qual è il contributo di Alhazen alla comprensione della percezione?
- Come distingue Galileo le qualità primarie da quelle secondarie?
La dicotomia tra fenomeni materiali e immateriali, coniato da Dilthey, è evidenziata nel testo, e Cartesio è citato come uno dei principali esponenti di questa divisione, distinguendo tra res cogitans e res extensa.
Alhazen sostiene che la nostra esperienza di un oggetto è limitata a caratteristiche minori rispetto a quelle totali, affermando che la forma dell'oggetto è già presente nel mondo fisico, e che la percezione, come nel caso del colore, è originaria e distinta dalle proprietà fisiche.
Galileo distingue le qualità primarie, legate a caratteristiche fisiche oggettive come peso e lunghezza, dalle qualità secondarie, che sono soggettive e risiedono nel percipiente, come il colore e l'odore, evidenziando che queste ultime non sono assimilabili agli stimoli fisici.