Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Gadamer sostiene che l'essere è linguaggio, implicando che tutte le forme di vita e la realtà stessa possono essere comprese solo attraverso il linguaggio.
  • La filosofia presocratica, secondo Gadamer, non distingueva tra parole e cose, mentre Platone separa queste due entità, spostando la vera realtà su un piano ideale.
  • Il romanticismo e la dottrina cristiana, per Gadamer, contribuiscono a ricomporre l'unità tra linguaggio e realtà, superando la separazione platonica.
  • Le critiche all'ermeneutica di Gadamer includono la relativizzazione della conoscenza e l'accusa di idealismo, che ignora la necessità di una critica radicale delle ideologie.
  • La concezione ermeneutica di Gadamer è messa in discussione per la sua mancanza di un'ermeneutica libera dai vincoli della tradizione e dal suo approccio idealizzato.

Qual è il rapporto tra linguaggio e ontologia secondo Gadamer?

Con questa apodittica formula Gadamer non intende (solo) evidenziare, tautologicamente, come all’uomo risulti intellegibile ciò che è strutturato come linguaggio, ma intende dire, più profondamente, che l’essere è linguaggio, ossia che tutte le forme di vita sono linguaggio e come tali possono venir esperite e comprese. Il nostro «accesso alle cose» è linguistico, le cose fanno tutt’uno con il nostro linguaggio, il linguaggio fa tutt’uno con la nostra conoscenza concreta delle cose: «non c’è cosa dove vi è meno il linguaggio»; non c’è concezione strumentalistica del linguaggio: tutte le forme di vita e della realtà sono linguaggio e, come tali, possono essere comprese esclusivamente in forma linguistica. La realtà è di tipo ermeneutico: infatti, dire che l’essere è linguaggio significa dire che l’essere in generale e l’essere umano in particolare è interpretazione.

Platone e la separazione tra parole e idee

Secondo Gadamer, un’ontologia linguistica si ha pienamente nella filosofia presocratica, che non ha distinto tra “parole e cose” (Foucault→rottura tra parole e cose: età classica) in quanto il linguaggio era il linguaggio delle realtà, così la realtà era realtà attraverso il linguaggio; la divaricazione avviene, secondo Gadamer, con Platone (similmente a Nietzsche), che parla di un mondo delle idee, spostando la vera ed autentica realtà su un piano ideale, facendo del linguaggio uno strumento inadeguato proprio di questa realtà. Infatti, Platone ritiene che il linguaggio appartenga al momento della doxa, non della conoscenza autentica; è nel romanticismo che, a suo avviso, questa unità si ricompone (tuttavia, c’era stato un antesignano al romanticismo: nella dottrina cristiana c’è questa ricomposizione, secondo una visione storica della realtà e dell’Assoluto, che si storicizza; perciò, Gadamer indica all’inizio dell’Evangelo di Giovanni il principale riferimento a questa ricomposizione. Inoltre, sono presenti importanti indicazioni anche in qualche scritto minore di San Tommaso). Quindi, nella terza parte di Verità e metodo è presente una storia della filosofia del linguaggio, ma anche un’interpretazione ermeneutica del messaggio cristiano.

Critiche all'ermeneutica di Gadamer

Il possibile limite di questa indagine è stato rintracciato nella relativizzazione della conoscenza, per cui certe interpretazioni assolutistiche dell’ermeneutica (come quella di Vattimo) possono certamente portare al suo declino relativistico; Habermas tacciò l’ermeneutica di ricadere nel coscienzialismo, cioè in un idealismo (che affermava “tutto è idea e la realtà si coglie nell’idea”) laddove viene affermato «tutto è linguaggio e la realtà si coglie nel linguaggio». In essa manca completamente l’idea di un’ermeneutica libera dai vincoli della tradizione, fin troppo idealizzata a discapito di un necessario spirito illuministico, capace di muovere una critica dell’ideologia, cioè una critica radicale del presente e delle false conoscenze.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale del linguaggio secondo Gadamer?
  2. Gadamer sostiene che l'essere è linguaggio, affermando che tutte le forme di vita e la realtà possono essere comprese esclusivamente in forma linguistica, evidenziando l'intreccio tra linguaggio e conoscenza concreta delle cose.

  3. Come Platone ha influenzato la separazione tra parole e idee?
  4. Platone ha introdotto una distinzione tra il mondo delle idee e il linguaggio, considerandolo uno strumento inadeguato per cogliere la vera realtà, spostando così la comprensione della realtà su un piano ideale, secondo Gadamer.

  5. Quali sono le critiche principali all'ermeneutica di Gadamer?
  6. Le critiche si concentrano sulla relativizzazione della conoscenza e sul rischio di cadere in un idealismo, come evidenziato da Habermas, che accusa l'ermeneutica di non liberarsi dai vincoli della tradizione e di non adottare un approccio critico verso le false conoscenze.

  7. In che modo Gadamer ricollega il romanticismo alla sua visione del linguaggio?
  8. Gadamer vede nel romanticismo una ricomposizione dell'unità tra linguaggio e realtà, che era stata spezzata da Platone, e rintraccia questa ricomposizione anche nella dottrina cristiana, come indicato nell'Evangelo di Giovanni.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community