Concetti Chiave

  • Il romanzo è narrato in prima persona da Mattia Pascal, che racconta le sue esperienze attraverso un lungo flash-back.
  • I personaggi sono caratterizzati dalle loro reazioni e comportamenti, con Anselmo che stimola la riflessione di Adriano.
  • Mattia, pur essendo attratto dalla filosofia, si sente intrappolato dalle scoperte tecnologiche che hanno minato le certezze umane.
  • Adriano teme di perdere la libertà e, pur desiderando tornare a Miragno, rinuncia a riunirsi con la moglie per non perdere la propria identità.
  • Pirandello rifiuta il romanzo dell'800, privilegiando la mutevolezza della vita e la follia come strade per la vera realizzazione personale.

redir: https://www.skuola.net/libri/pirandello-mattia-pascal1464x.html

La morale ne "Il fu Mattia Pascal"
Il narratore di questo libro è autodiegetico, cioè in prima persona infatti è Mattia che narra le sue vicende in un lungo flash-back che parte dalla seconda premessa fino alle ultime pagine del romanzo. I personaggi vengono presentati soprattutto attraverso le loro reazioni, i loro comportamenti e i loro discorsi. Adriano non giudica molto bene Anselmo, pensa che sia un po' strampalato. Per quanto riguarda il sistema dei personaggi, Anselmo è quello che, con la sua filosofia, fa sempre riflettere Adriano. Comunque anche Mattia è predisposto alla filosofia(preferisce la riflessione all'azione), infatti quando fa il bibliotecario è interessato ai libri di filosofia:tra di lui ed essi c'è un rapporto di amore-odio perché gli interessano ma lo fanno sentire ancora di più in trappola. Secondo Mattia(come dice nella premessa)le scoperte tecnologiche hanno fatto crollare tutte le certezze che l'uomo aveva fino ad allora e lo hanno fatto allontanare dalla natura e dalla beatitudine.L'uomo,non avendo più di riferimento il cielo sulla sua testa, agisce senza uno scopo preciso perché si sente smarrito.Si sente smarrito perché grazie alle scoperte si è reso conto di non essere altro che una particella infinitesimale nell'immensità dell'universo.
Il motivo per cui Adriano non può fermarsi in una forma è perché ha paura di perdere la sua libertà, quindi va via da Roma e ritorna a Miragno per riprendersi la sua moglie, ma poi rinuncia, non perché questa era sposata e con una figlia, ma perché avrebbe perso la sua libertà. La condizione per essere libero è perdere l'identità, cioè rinunciare a vivere, perché senza un'identità precisa non si può vivere. Questo non è un romanzo di formazione, ma di regressione a uno stato di non vita. Pirandello si ribella al romanzo dell'800 perché non vuole vivere secondo le condizioni che impone la società, vuole realizzarsi veramente e per farlo deve essere mutevole. La vita è mutevole: non si può realizzare, se non con la follia. La forma è quello che ci attribuisce la società e che spesso nei romanzi di pirandello non corrisponde con quello che si è veramente. Quindi la forma è qualcosa che intrappola e vorremmo scapparne, ma senza una forma non si può vivere, abbiamo visto Adriano.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del narratore autodiegetico nel romanzo "Il fu Mattia Pascal"?
  2. Il narratore, Mattia, racconta le sue vicende in prima persona attraverso un lungo flash-back, permettendo al lettore di immergersi nella sua esperienza e nelle sue riflessioni, come evidenziato nel testo.

  3. Come si manifesta la ricerca della libertà nei personaggi di Pirandello?
  4. Adriano, ad esempio, teme di perdere la sua libertà e rinuncia a una vita stabile per non compromettere la sua identità, dimostrando che la libertà è legata alla perdita di una forma definita, come descritto nel testo.

  5. In che modo Pirandello si distacca dal romanzo dell'800?
  6. Pirandello si ribella alle convenzioni sociali del romanzo dell'800, cercando una realizzazione autentica attraverso la mutevolezza e la follia, piuttosto che conformarsi a una forma imposta dalla società, come sottolineato nel testo.

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