Concetti Chiave
- La caduta di Luigi Filippo nel 1848 portò a una situazione di incertezza politica in Francia, con vari pretendenti al trono e una repubblica fragile.
- Luigi Napoleone, dopo essere rientrato a Parigi, ottenne una vittoria schiacciante alle elezioni presidenziali grazie al supporto popolare e a una debole opposizione.
- Il colpo di stato del 1851 fu accolto con sollievo dalla popolazione, che si schierò a favore di Luigi Napoleone, accettando il suo regime autoritario.
- Napoleone III fu incoronato imperatore attraverso un plebiscito popolare che confermò la sua ascesa al trono, rievocando l'epopea napoleonica.
- Nonostante la mancanza di fortuna del suo predecessore, Napoleone III si distinse per intelligenza e ambizione, attuando una politica interna ed estera significativa.
La caduta di Luigi Filippo
Quando, nel 1848, Luigi Filippo d'Orleans fu costretto ad abdicare, le sorti della Francia sembravano orientate verso un regime repubblicano. A Bruxelles era apparso un breve scritto, il "Manifesto comunista", indirizzato da Carlo Marx e Federico Engels ai proletari di tutto il mondo. La repubblica nata dalla piccola rivoluzione del 1848 era incerta nei programmi, non aveva capi che potevano assicurarle una base elettorale, era minata dai malcontenti monarchici che sorgevano da tre parti: quella dei Borboni, che portava come pretendente il conte di Chambord, quella degli Orleans e quella dei Bonaparte che aveva come suo vessillo Carlo Luigi Napoleone, nipote dell'imperatore.
L'ascesa di Luigi Napoleone
Luigi Napoleone rientrò a Parigi e si presentò come candidato per l'Assemblea Costituente. Fu eletto da quattro dipartimenti. Presentatosi Luigi Napoleone come candidato alla presidenza della Repubblica, ottenne una vittoria schiacciante. Inviò una spedizione in aiuto di Pio IX e contro i rivoluzionari romani. Davanti alle sue pose da autocrate l'Assemblea Legislativa si allarmò e tentò di reagire: Luigi Napoleone sapeva di avere dalla sua parte il popolo, e i suoi avversari lo sapevano quanto lui. L'opposizione fu così debole e discorde e il colpo di stato del 1851 fu accolto quasi con sollievo.
Il colpo di stato del 1851
L'Assemblea fu sciolta, i capi dell'opposizione arrestati, l'esercito messo in allarme, debellate le società segrete. Due settimane dopo il popolo era chiamato a suffragare con il suo voto il nuovo stato delle cose, e si ebbe una manifestazione unanime di solidarietà con il dittatore, che diveniva presidente per un decennio, con poteri assoluti. Ancora una volta il popolo piegava il collo sotto il duro pugno del tiranno, felice di poter volgere la sua ammirazione o il suo odio verso una sola persona e non verso quell'astrazione che è lo stato democratico.
L'incoronazione di Napoleone III
In ogni modo si cercò di rievocare visibilmente un'epopea che in Francia nessuno si rassegnava a ritenere ormai sepolta. Il presidente si fece offrire ufficialmente la corona imperiale e non trovò nessuna opposizione, anzi, il plebiscito popolare che ratificò la decisione fu assolutamente unanime. Saliva così al trono Napoleone III; terzo perché si riteneva valida l'abdicazione di Napoleone I in favore del figlio. Napoleone II, vissuto sempre a Vienna con il titolo di duca di Reichstadt, era morto di tubercolosi a poco più di vent'anni, quando tutto il suo essere tendeva all'emulazione della gloria paterna. Napoleone III non aveva certo la tempra nè l'eccezionale fortuna del suo grande predecessore, era però un uomo intelligente e capace, oltre che ambizioso, e la sua politica interna ed esterna non fu che una conferma di queste doti.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze dell'abdicazione di Luigi Filippo d'Orleans nel 1848?
- Come si affermò Luigi Napoleone dopo la sua elezione?
- Quali furono le reazioni del popolo al colpo di stato del 1851?
- In che modo Napoleone III cercò di legittimare il suo potere?
L'abdicazione di Luigi Filippo portò a un periodo di incertezza in Francia, con la nascita di una repubblica priva di leader forti e minacciata da malcontenti monarchici, come i Borboni, gli Orleans e i Bonaparte.
Luigi Napoleone, dopo essere stato eletto all'Assemblea Costituente e alla presidenza della Repubblica, si mostrò come un autocrate, ottenendo il sostegno popolare e affrontando un'opposizione debole, culminando nel colpo di stato del 1851.
Il colpo di stato del 1851 fu accolto con sollievo dal popolo, che si schierò in massa a favore di Luigi Napoleone, accettando la sua ascesa a presidente con poteri assoluti e mostrando una preferenza per un leader forte piuttosto che per un sistema democratico astratto.
Napoleone III cercò di legittimare il suo potere attraverso un plebiscito popolare che ratificò la sua incoronazione imperiale, evocando un'epopea storica e ottenendo un consenso unanime, nonostante non avesse la stessa grandezza del suo predecessore, Napoleone I.