Concetti Chiave
- La maggioranza girondina è guidata da Brissot e rappresenta gli interessi della medio-alta borghesia con una politica moderata.
- Un centinaio di deputati giacobini, noti come montagnardi, si oppongono ai girondini e sostengono il ruolo centrale della Comune di Parigi.
- I girondini e i montagnardi si scontrano sul destino di Luigi XVI, con i girondini che propongono di risparmiargli la vita.
- La contesa culmina con la condanna a morte di Luigi XVI, che avviene nel gennaio 1793, rafforzando la posizione montagnarda.
- La composizione della maggioranza girondina include deputati provenienti dalle assemblee distrettuali e di dipartimento, segnando una continuità con l'esperienza rivoluzionaria.
La maggioranza girondina
La maggioranza è nelle mani dei deputati eletti nel Dipartimento della Gironda, con Brissot in testa. Repubblicani che portano avanti principalmente gli interessi della medio-alta borghesia, in una politica moderata. Molti dei deputati (400), di cui molti giacobini, sono arrivati dalle assemblee distrettuali e di dipartimento, facendosi ora rappresentanti degli interessi della periferia. Entreranno quindi in contrasto con coloro che sostenevano invece il ruolo della Comune di Parigi, che fungeva quasi da guida politica nazionale. 96 deputati erano ex costituenti. 189 provengono dalla vecchia Assemblea legislativa. Quindi c’è certa continuità con l’esperienza rivoluzionaria, anche se l’intento della Convenzione era di fare una nuova costituzione, eliminando le istituzioni della precedente.
Contrasti tra girondini e montagnardi
I girondini sono in maggioranza, non stabile, difatti si ricrea la pianura, che ora è denominata “palude”, che spesso però sostiene i girondini. Un centinaio di deputati si raggruppa intorno agli eletti a Parigi, cioè giacobini che mantengono contatti con la Comune e intendono difendere il suo ruolo politico centrale. Si tratta dei montagnardi, tra cui Robespierre. La maggiore contesa la si avrà appunto tra questi ultimi e i girondini, a partire dal dibattito sul destino da riservare alla persona del Re, ora che era stata eliminata la sua carica. I girondini vogliono risparmiargli la vita, o almeno rivolgersi al popolo (quindi anche detti “appellanti”). L’opinione montagnarda è invece di decapitare Luigi XVI, e sarà quella prevalente. La condanna viene eseguita nel gennaio 1793.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dei girondini nella Convenzione nazionale?
- Chi sono i montagnardi e quale posizione assumono rispetto ai girondini?
- Qual è la composizione della Convenzione e come si collega alla precedente Assemblea legislativa?
I girondini, guidati da Brissot, rappresentano principalmente gli interessi della medio-alta borghesia e adottano una politica moderata, in contrasto con la Comune di Parigi, che aspirava a un ruolo politico centrale.
I montagnardi, tra cui Robespierre, sono un gruppo di deputati giacobini che sostengono il ruolo della Comune di Parigi e si oppongono ai girondini, specialmente riguardo al destino di Luigi XVI, per il quale chiedono la condanna a morte.
La Convenzione è composta da 400 deputati, molti dei quali sono giacobini e provengono dalle assemblee distrettuali. Ci sono 96 ex costituenti e 189 membri della vecchia Assemblea legislativa, evidenziando una certa continuità con l'esperienza rivoluzionaria, nonostante l'intento di creare una nuova costituzione.