Concetti Chiave
- Il Re utilizza il voto sospensivo per opporsi a varie minacce, come la confiscazione dei beni dei principi emigrati e l'arruolamento di nuovi militari per la guardia nazionale.
- Il Club dei giacobini evolve da semplice riunione di deputati a partito politico, cercando di promuovere una seconda rivoluzione e assumendo un ruolo autonomo rispetto all'Assemblea.
- Brissot emerge come leader dei girondini, proponendo funzioni aggiuntive per l'Assemblea e sostenendo la necessità di una guerra rivoluzionaria contro l'Austria.
- I giacobini si dividono su questioni di guerra, con Brissot favorevole a una crociata per la libertà universale e Robespierre contrario per timore di una dittatura militare.
- La Costituzione prevede che la Francia non intraprenderà guerre all'estero, in contrasto con le idee espresse da Brissot e dal suo gruppo.
Il re e il voto sospensivo
Durante questo periodo il Re esercita più volte il voto sospensivo, mantenendo anche i rapporti con potenze straniere cercando una via d’uscita a questa situazione. Pone il veto alla minaccia ai principi emigrati all’estero di vedersi confiscati i beni se non rientrati in patria; su un’ulteriore attuazione della Costituzione civile del clero, che minacciava i preti refrattari di privarli della pensione se non avessero giurato sulla costituzione, poi anche la minaccia di deportazione; sul decreto che prevede l’arruolamento di 20mila federati, militari che avrebbero formato la nuova “guardia nazionale”, nuovo esercito rivoluzionario fedele all’assemblea che avvenne sostituito la guardia del re.
Il club dei giacobini
La sempre maggiore cristallizzazione delle contrapposizioni fa cambiare strategia al Club dei giacobini, un partito parlamentare ante litteram. Infatti l’Assemblea era divisa in uffici uguali, ma dato che i deputati vi erano ripartiti casualmente, si poneva il problema delle aggregazioni politiche. Ciò avveniva appunto attraverso i “club”, riunione di accoliti di una stessa linea politica. I giacobini, da riunione di deputati che discute dell’attività dell’Assemblea, si iniziano a organizzare come partito politico anche all’esterno, dandosi il compito di portare avanti una seconda rivoluzione. Club che assume autonomia propria, quasi un’assemblea parallela con proprio progetto politico che va oltre la sola componente maggioritaria dei deputati.
Brissot e i girondini
Brissot si erge quasi a suo leader, rivendicando dei compiti che comprendono funzioni ulteriori rispetto alla solo legislativa, che quindi mettono in dubbio il monopolio dell’attività dell’Assemblea nazionale. È compito dei giacobini sottomettere la condotta dei funzionari pubblici a censura di un tribunale dell’opinione pubblica; denunciare le leggi malvagie dell’Assemblea; ricercare i mezzi per ottenerne revoca. Brissot e i deputati che lo seguono iniziano a comporre un’ulteriore corrente all’interno dei giacobini stessi, i girondini. Il fronte giacobini si spaccherà del tutto durante il dibattito se portare o meno guerra all’Austria che fa politica antirivoluzionari, in cui Brissot è protagonista. Egli parla della necessità di fare una “nuova crociata” rivoluzionaria per la libertà universale, portando assistenza ai rivoltosi del resto d’Europa e distruggere i focolai reazionari all’estero, dove anche si rifugiavano i principi emigrati. Il costituente giacobini Robespierre è invece contrario ad una guerra, temendo la dittatura militare e non condividendo gli interessi principalmente borghesi portati avanti da Brissot. In Costituzione poi si prevedeva che la Francia non avrebbe portato guerra all’estero.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del re durante il periodo di crisi politica?
- Come si evolve il Club dei giacobini nel contesto politico dell'epoca?
- Quali sono le divergenze tra Brissot e Robespierre riguardo alla guerra?
Il re esercita il voto sospensivo per opporsi a misure che minacciano i principi emigrati e i preti refrattari, cercando di mantenere relazioni con potenze straniere e di proteggere i suoi interessi (come indicato nel testo).
I giacobini si trasformano da un gruppo di discussione tra deputati a un partito politico autonomo, con l'obiettivo di portare avanti una seconda rivoluzione e di influenzare l'Assemblea nazionale (come descritto nel testo).
Brissot sostiene la necessità di una guerra contro l'Austria per promuovere la libertà universale, mentre Robespierre è contrario, temendo una dittatura militare e non condividendo gli interessi borghesi di Brissot (come evidenziato nel testo).