Concetti Chiave
- Con Luigi XIV, a partire dal 1661, la monarchia assoluta si consolida grazie all'invio di intendenti, figure chiave nell'amministrazione e nel controllo del territorio.
- Gli intendenti, legati direttamente al Re, gestiscono questioni locali, imposte e ordine pubblico, relegando gli Stati generali a un ruolo marginale.
- Il periodo della monarchia assoluta classica vede un governo personale di Luigi XIV, che ignora le istituzioni che potrebbero contestare la sua autorità.
- Nonostante la centralizzazione del potere, cresce l'opposizione dei Parlamenti, che rivendicano un ruolo consultivo e la riconvocazione degli Stati generali.
- Sotto Filippo d’Orleans, vi è una parziale apertura verso i Parlamenti, che ottengono il potere di registrare le disposizioni regie, rappresentando gli interessi della nazione.
L'ascesa della monarchia assoluta
A partire dal 1661, con Luigi XIV (1661-1715), la monarchia va a rafforzare il suo carattere assoluto, con l’invio di intendenti nei territori, dei prefetti ante litteram.
Il ruolo degli intendenti
Amministratori che dipendevano direttamente dal Re, ma anche giudici che risolvevano le questioni in loco, detentori del potere di decidere sulle imposte quando non erano convocati gli Stati generali, controllandone anche la riscossione. Molto potenti in molti ambiti, si occupavano anche dell’ordine pubblico. Luigi XIV non consulta più gli Stati generali, ma fa soltanto affidamento agli intendenti. Quindi si ha il periodo della monarchia assoluta classica, un governo personale, anche se potenzialmente c’erano delle istituzioni che potevano metterne in dubbio l’autorità, ma non vengono mai ascoltate. Il potere di ratifica dei Parlamenti viene ridotto a pura formalità. Gli Stati generali non vengono mai convocati, e nemmeno gli Stati provinciali (che avevano ruolo di dare pareri sulle imposte).
La pressione fiscale e l'opposizione
Ma la pressione fiscale non è che rimane uguale. L’opposizione cresce da parte dei Parlamenti che, contrapponendosi da sempre agli Stati generali, rivendicano per sé il ruolo di consiglieri del Re, ma ora chiedono anche la loro riconvocazione. Con Filippo d’Orleans (1715-23) vengono in parte accontentati, con il nuovo Re che riconosce loro il potere di registrare le disposizioni regie, così come la non validità di quelle leggi riconosciute in modo costrittivo durante i letti di giustizia. Si tratta ora dell’unico organismo che rappresenta in qualche modo gli interessi della nazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo degli intendenti durante il regno di Luigi XIV?
- Come si manifesta l'opposizione dei Parlamenti alla monarchia assoluta?
- Qual è l'impatto della pressione fiscale durante il periodo della monarchia assoluta?
Gli intendenti erano amministratori che dipendevano direttamente dal Re e svolgevano funzioni di giudici e controllori delle imposte, gestendo anche l'ordine pubblico. Luigi XIV si affidava esclusivamente a loro, senza consultare gli Stati generali, consolidando così la monarchia assoluta (testo).
I Parlamenti, che si opponevano storicamente agli Stati generali, rivendicano il loro ruolo di consiglieri del Re e chiedono la riconvocazione degli Stati generali. Con Filippo d’Orleans, ottengono il potere di registrare le disposizioni regie, rappresentando così gli interessi della nazione (testo).
La pressione fiscale aumenta, generando un'opposizione crescente da parte dei Parlamenti, che si sentono privati del loro ruolo consultivo e cercano di far valere i propri diritti, evidenziando il malcontento verso la gestione fiscale del Re (testo).