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Concetti Chiave

  • Foscolo trascorse un periodo in Francia tra il 1804 e il 1805, prima di tornare in Italia, dove incontrò Manzoni a Parigi.
  • Nel 1806, Foscolo rispose a una critica di Guillon sui "Sepolcri", dando inizio a una polemica letteraria che continuò per tutta l'estate del 1807.
  • Nel 1807, pubblicò I Sepolcri e lavorò a diverse opere, tra cui la traduzione di "A sentimental journey through France and Italy" di Sterne, fondamentale per il suo sviluppo poetico.
  • Foscolo considerava la lingua italiana particolarmente adatta per la traduzione delle opere classiche, pur riconoscendo i suoi limiti nella complessità del contenuto originale.
  • Nella traduzione, Foscolo puntava a trasmettere la passione e il significato autentico dell'originale, piuttosto che limitarsi a traduzioni letterali.

Foscolo tra Francia e Italia

Nel 1803, dopo aver pubblicato la Chioma di Berenice, Foscolo trascorre la seconda metà del 1804 e il 1805 in Francia con vari spostamenti a causa degli incarichi militari che gli venivano affidati.

Tuttavia, avuto il permesso del generale Pino, egli tornò in Italia, passando per Parigi per salutare Manzoni che lo accolse con freddezza, e subito dopo si recò a Venezia, dalla sorella e dalla madre.

Polemiche letterarie e risposte

Sempre nel 1806, fu ospite di Isabella Teodochi Albrizzi a cui confidò di aver terminato un'Epistola sui Sepolcri dedicata al Pindemonte. In questo stesso periodo, sul "Giornale Italiano" di Milano, il poeta francese Guillon pubblicò un articolo di stroncatura dei Sepolcri ma quasi immediatamente Foscolo rispose con una "Lettera a Monsieur Guill sulla sua incompetenza a giudicare i poeti italiani".

La polemica durò tutta l'estate del 1807 con risposte e controrisposte da entrambe le parti.

Nel 1807 uscirono I Sepolcri. Versi di Ugo Foscolo e Ippolito Pindemonte.

Opere e traduzioni di Foscolo

Ma, nello stesso anno, il poeta lavorò ad altre opere:

-Curò le "opere di Raimondo Montecuccoli (scritti militari di un maresciallo vissuto nel 600)

-Pubblicò "le osservazioni sul poema del Bardo" (Il bardo della selva di Monti) e le riflessioni su "Il Bardo di Tommaso Grey (in cui vengono confrontate le traduzioni di Berchet con quelle di Dalmistro) opera che, tuttavia, non viene firmata dal Foscolo, come ribellione e dissenso alla celebrazione di Bonaparte.

-Opera più importante, la traduzione di "A sentimentali journey through France and Italy" (viaggio sentimentale attraverso l'Italia e la Francia) di Laurence Sterne, opera modello per Foscolo, soprattutto per l'ortis (storia di lauretta).

-Ancora, produce l'abbozzo di un testo in prosa, "All' Oceano", ossia un'epistola in versi indirizzata a Vincenzo Monti, dove il poeta si rappresenta sulle coste francesi ad attraversare con gli occhi l'oceano. E' un'interpretazione molto suggestiva che Foscolo fa del mare, influenzato dalla lettura di Longino, che apprezza anche se ne critica la troppa oscurità. Egli descrive l'Oceano come mare sterminato, lo stesso mare che ritroviamo nei Sepolcri con le connotazioni del sublime.

-Un altro lavoro decisivo per l'affinarsi della poesia foscoliana, oltre ovviamente alla traduzione di Sterne, è L'Eperimento di traduzione dell'Iliade di Omero. Tuttavia, nonostante Foscolo lavorò a questo progetto fino agli anni dell'esilio, non giunse mai alla realizzazione di un poema completamente tradotto infatti ciò che resta sono frammenti con numerose varianti che sono stati raccolti nella traduzione dell'Iliade curata da Gennaro Barbarisi in cui sono raccolte anche altre versino di Cesarotti e Monti e vari commenti filologici. Di Foscolo, abbiamo "Su la traduzione del Cenno di Giove" (Giove, è un topos che troveremo anche nei Sepolcri in cui vi è un immagine legata al segno di Giove).

Foscolo e la traduzione?

Per comprendere a pieno come procede il lavoro di traduzione del Foscolo, dobbiamo avvicinarci al suo scritto, "Intendimento al traduttore" in cui Foscolo afferma che:

- la lingua italiana è la più adatta a realizzare la traduzione delle lingue classiche

anche se non può contenerne interamente la complessità

- le immagini, lo stile e la passione (elemento che troviamo anche ne La Chioma di Berenice) sono gli elementi di ogni poesia e che, sebbene ci si voglia avvicinare quanto più possibile alla versione originali, nelle traduzioni l'armonia si perde, l'andamento della struttura poetica cambia.

-egli, nella sua opera di traduzione cerca sempre di basarci non prettamente sui vocaboli originali (come la viarie traduzioni letterali del Cesarotti e del Monti), ma tenta di trovare il vero significato e di replicarne la passione dell'originale.

Infatti, egli sostiene che se in un testo tradotto non si carpisce la passione dell'originale è sempre colpa del traduttore.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto del soggiorno di Foscolo in Francia?
  2. Foscolo trascorse la seconda metà del 1804 e il 1805 in Francia per motivi militari, ma tornò in Italia dopo aver salutato Manzoni a Parigi, dove fu accolto con freddezza.

  3. Come si sviluppò la polemica sui "Sepolcri"?
  4. Nel 1806, Foscolo rispose a una stroncatura del poeta francese Guillon sui "Sepolcri" con una lettera, dando inizio a una polemica che durò tutta l'estate del 1807, caratterizzata da risposte e controrisposte.

  5. Quali opere importanti scrisse Foscolo nel 1807?
  6. Nel 1807, Foscolo curò le opere di Montecuccoli, pubblicò osservazioni su "Il Bardo" e tradusse "A sentimental journey through France and Italy" di Sterne, un'opera che influenzò profondamente il suo lavoro.

  7. Qual è l'approccio di Foscolo alla traduzione?
  8. Foscolo riteneva che la lingua italiana fosse adatta per tradurre le lingue classiche, ma riconosceva che la complessità originale non poteva essere completamente riprodotta, cercando di catturare la passione e il significato piuttosto che limitarsi a traduzioni letterali.

  9. Qual è il significato della passione nella traduzione secondo Foscolo?
  10. Foscolo sosteneva che la mancanza di passione in una traduzione è sempre colpa del traduttore, enfatizzando l'importanza di replicare l'emozione e l'armonia dell'originale, piuttosto che attenersi rigidamente ai vocaboli.

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