Concetti Chiave
- La forza elettromotrice di un generatore è la differenza di potenziale ai suoi poli a circuito aperto, calcolata come il lavoro per portare una carica positiva diviso per la carica stessa.
- Nei generatori reali, la differenza di potenziale effettiva è inferiore alla forza elettromotrice a causa della resistenza interna, con la formula finale che evidenzia questa relazione.
- Un generatore ideale fornisce una differenza di potenziale uguale alla sua forza elettromotrice solo quando la resistenza interna è zero.
- L'Amperometro misura l'intensità di corrente in serie, mentre il Voltmetro misura la differenza di potenziale in parallelo, con specifiche resistenze interne per ottimizzare le misurazioni.
- L'effetto Joule si verifica quando un conduttore si riscalda per effetto della corrente e il calore dissipato può essere calcolato in base all'energia potenziale elettrica delle cariche.
La forza elettromotrice e la differenza di potenziale di un generatore
Si definisce Forza elettromotrice di un generatore la differenza di potenziale esistente fra i suoi poli a circuito aperto.
Questa è pari al rapporto tra il lavoro compiuto dal generatore per portare una carica,
La sua unità di misura è il Volt.
Come faccia il generatore a compiere tale lavoro dipende dal tipo di generatore. Un generatore ideale è in grado di fornire a un circuito una differenza di potenziale esattamente pari alla sua forza elettromotrice.
Come faccio a calcolare quale è la differenza di potenziale effettiva fornita da un generatore reale con resistenza interna
Per la II legge di kirchoff partendo dal punto A:
Quindi
Per la I pegge di Ohm:
Mettendole insieme si ottiene:
Ciò significa che la differenza di potenziale fra i poli di un generatore reale, a circuito chiuso, è minore della forza elettro motrice.
Esse risultano uguali solo se
La forza elettromotrice è la differenza di potenziale che si misura ai morsetti del generatore a circuito aperto in quanto un circuito aperto è assimilabile a un circuito con resistenza infinita a nel limite
Strumenti di misura
L'Amperometro: permette di misurare l’intensità di corrente, deve essere inserito in serie perché deve essere attraversato dalla stessa corrente continua, deve avere una resistenza interna più piccola possibile.
Il Voltmetro: permette di misurare la diff di potenziale, deve essere inserito in parallelo, deve avere una resistenza interna più grande possibile.
L’effetto Joule
Avviene quando un conduttore metallico viene attraversato dalla corrente elettrica e si riscalda. Dal punto di vista microscopico è dovuto agli urti degli elettroni di conduzione contro gli ioni del reticolo e contro gli altri elettroni. (Applicazioni: asciugacapelli, saldatore).
Dal punto di vista quantitativo il calore dissipato da un conduttore per effetto Joule può essere calcolato tenendo conto del fatto che esso è pari all’energia potenziale elettrica delle cariche, ovvero al lavoro compiuto dal generatore.
La potenza elettrica dissipata per effetto J.
Domande da interrogazione
- Cos'è la forza elettromotrice di un generatore e come si calcola?
- Come si determina la differenza di potenziale effettiva di un generatore reale?
- Qual è il principio dell'effetto Joule e come si calcola il calore dissipato?
La forza elettromotrice (F.em) di un generatore è la differenza di potenziale fra i suoi poli a circuito aperto, calcolata come il lavoro compiuto per portare una carica positiva dal polo negativo al polo positivo diviso per la carica stessa. La formula è [math]F.em = ΔL/Δq[/math] e la sua unità di misura è il Volt.
La differenza di potenziale effettiva di un generatore reale, che ha una resistenza interna [math]r[/math], si calcola utilizzando la II legge di Kirchhoff. La formula finale è [math]VA-VB=(R/(R+r))fem[/math], che mostra che la differenza di potenziale è minore della forza elettromotrice, a meno che [math]r=0[/math] (generatore ideale).
L'effetto Joule si verifica quando un conduttore metallico attraversato dalla corrente si riscalda a causa degli urti degli elettroni contro gli ioni del reticolo. Il calore dissipato può essere calcolato con la formula [math]L=ΔV q=ΔV i Δt[/math], e la potenza dissipata è data da [math]P=L/Δt=ΔV i=i^2R[/math].