Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'ascesa dello stato assoluto ha visto un sovrano detenere il potere totale, esentando le classi sociali elevate da tasse e leggi comuni.
  • Il declino dell'assolutismo ha portato alla nascita dello Stato liberale, caratterizzato dall'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e dalla separazione dei poteri.
  • Lo Stato di diritto, evoluzione dello Stato liberale, richiede che anche gli organi di potere rispettino le leggi, garantendo maggiore protezione ai cittadini.
  • La democrazia moderna si distingue per il suffragio universale, in cui il Parlamento rappresenta anche le classi popolari e le decisioni sono prese a maggioranza.
  • Lo stato sociale è emerso per affrontare le disuguaglianze economiche, intervenendo attivamente nell'economia attraverso servizi assistenziali sostenuti da risorse fiscali.

L'ascesa dello stato assoluto

Organizzazione politica sviluppatasi in Europa attorno al 1500, in cui un sovrano deteneva il potere sul territorio e sui suoi abitanti. Il sovrano legava a sé le classi sociali più eminenti concedendo loro privilegi economi e giuridici, come l’esenzione dal pagamento delle tasse. Nello Stato assoluto, quindi, le diverse classi sociali non sottostavano alle stesse regole; tutto il potere era nelle mani del sovrano, che lo esercitava a suo piacimento e senza doverne rispondere. Da lui solo dipendevano l’esercito e tutte le cariche pubbliche.

Secondo l’idea assolutista ogni cittadino era un “suddito”. Privo di ogni diritto, questi poteva essere imprigionato, torturato e ucciso non in applicazione di una legge, ma per il solo volere del sovrano.

Inoltre, perché l’organizzazione fosse stabile, era necessaria una cospicua esazione di denaro, che quasi sempre gravava sulle classi sociali più povere.

Il declino dell'assolutismo

Nell'Ottocento la forma di stato assolutista fu sostituita dallo Stato liberale, diffusasi in seguito alla Rivoluzione francese, quando cioè cominciarono ad affermarsi i principi di libertà e di uguaglianza dei cittadini.
Forma di stato diffusasi a partire dal XVII secolo in rifiuto ai regimi assolutisti, affermatasi in più di un caso attraverso i moti rivoluzionari delle classi borghesi.

Caratteristica fondamentale dello Stato liberale è il principio secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Una Costituzione ne stabilisce i diritti rispetto agli enti governativi, che perciò trovano un limite al proprio potere.

Tipica dello Stato liberale è inoltre l’applicazione del principio di separazione dei poteri, ideato nel primo Settecento dall’illuminista Montesquieu. Secondo tale principio i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario sono affidati a diverse persone o enti, così che nessuno possa abusare della propria carica.

Il diritto di voto è concesso solitamente alle classi più ricche della popolazione.

Sul piano economico lo Stato liberale garantisce la libertà di iniziativa economica di ogni cittadino, e non interviene nella ripartizione delle ricchezze.

Evoluzione verso lo stato di diritto

La forma di stato liberale ha subito nel tempo trasformazioni che hanno portato al cosiddetto Stato di diritto, nel quale i cittadini possono contare su una maggior protezione.

Lo Stato di diritto si è sviluppato in seguito al processo che, dal XVIII secolo, ha portato alla dissoluzione dell’assolutismo.

Evoluzione della forma liberale, lo Stato di diritto ha la principale caratteristica di estendere l’obbligo di rispettare le leggi anche agli organi che rivestono il potere.

Come nello Stato liberale si promuovono i diritti di libertà ed uguaglianza dei cittadini e il principio di separazione dei poteri.

Quali sono le caratteristiche della democrazia moderna?

Lo forma di stato detta democrazia (da “dêmos”, popolo) si è realizzata solo nel 1900, ed oggi caratterizza la maggior parte dei paesi più ricchi al mondo, compresa l’Italia.

Nello stato democratico vige il suffragio universale (tutti i cittadini hanno diritto di voto) e il Parlamento, diversamente dal passato, rappresenta anche le classi popolari.

Le decisioni sono prese a maggioranza, mediante votazioni. Nel sistema democratico è perciò salvaguardato il diritto di ogni cittadino di partecipare attivamente alla politica nazionale.

Il totalitarismo del XX secolo

La definizione di Stato totalitario viene attribuita ad alcune situazioni verificatesi nel XX secolo, dalla Germania di Hitler, all’Italia di Mussolini, al regime comunista nell’ex Unione Sovietica.

In tutti questi casi il potere era concentrato nelle mani di un partito dominante, che non ammetteva alcuna forma di opposizione al suo esercizio. Per mantenere il proprio predominio questo impiegava massicciamente l’intimidazione, la violenza e il terrore. Ma poiché tali strumenti non erano sempre sufficienti, cercava il consenso dei cittadini obbligandoli a partecipare ad eventi di propaganda dei valori del regime.

Il totalitarismo impediva qualsiasi applicazione della democrazia, si prefiggeva di controllare ogni aspetto della vita dei cittadini, fronteggiava gli avversari politici imprigionandoli o uccidendoli.

L'intervento dello stato sociale

Affermatosi con la diffusione del modello democratico, lo Stato sociale ha come principale caratteristica l’intervento della Pubblica amministrazione nel settore economico. Lo stato non si limita a tutelare le libertà e le proprietà dei cittadini, ma cerca di eliminare le disuguaglianze economiche aiutando in particolar modo i meno abbienti.

A tal scopo offre una serie di servizi assistenziali, il cui risvolto negativo è il notevole impiego di risorse finanziarie, per lo più provenienti dal prelievo fiscale.

Lo stato sociale, che ha avuto la sua massima espansione tra il 1950 e il 1970, ha perciò portato in molti paesi alla cessazione dell’intervento della Pubblica amministrazione nell’economia nazionale.

Il socialismo e la sua eredità

L’idea socialista ha origine nel pensiero del filosofo tedesco Karl Marx (1818-1883) ed è stata applicata per la prima volta nell’Unione Sovietica dopo la rivoluzione del 1917.

Obiettivo dello stato socialista non è la libertà individuale, bensì l’uguaglianza economica e sociale dei cittadini.

Lo stato detiene la proprietà di tutti gli organi e mezzi di produzione (fabbriche, terreni, macchinari, ...), e si riserva il potere di decidere cosa, come quanto e quando produrre.

I cittadini detengono solo formalmente la sovranità, in quanto sono chiamati a scegliere i propri rappresentanti negli enti governativi locali e nazionali. In realtà l’unico vero titolare del potere è però il partito comunista, il solo ammesso.

Per questo motivo lo stato socialista si configura similmente agli stati totalitari.

Il socialismo, diffusosi in passato in diversi paesi dell’Europa orientale, dell’Asia e dell’Africa, è stato poi rapidamente abbandonato. Oggi lo stato socialista di maggior rilievo è la Cina.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica dello stato assoluto?
  2. Lo stato assoluto è caratterizzato dal potere concentrato nelle mani di un sovrano, che esercita il suo dominio senza dover rispondere a leggi o istituzioni, trattando i cittadini come "sudditi" privi di diritti (testo).

  3. Come si è evoluto lo stato liberale nel XIX secolo?
  4. Lo stato liberale è emerso come risposta all'assolutismo, affermando i principi di libertà e uguaglianza, con una Costituzione che limita il potere governativo e promuove la separazione dei poteri (testo).

  5. Qual è la differenza tra stato di diritto e stato liberale?
  6. Lo stato di diritto, evoluzione dello stato liberale, estende l'obbligo di rispettare le leggi anche agli organi di potere, garantendo una maggiore protezione ai cittadini (testo).

  7. Quali sono le caratteristiche fondamentali della democrazia moderna?
  8. La democrazia moderna si basa sul suffragio universale e sulla rappresentanza delle classi popolari nel Parlamento, con decisioni prese a maggioranza, garantendo la partecipazione attiva dei cittadini (testo).

  9. In che modo il socialismo si differenzia dagli altri sistemi politici?
  10. Il socialismo, fondato sul pensiero di Karl Marx, mira all'uguaglianza economica e sociale, con lo stato che detiene la proprietà dei mezzi di produzione, configurandosi simile agli stati totalitari (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community