Estratto del documento

Baudelaire: introduzione

Baudelaire nasce nel 1821 a Parigi, il padre è un uomo che appartiene all’alta borghesia francese, uomo raffinato che ama dipingere. Il padre diventa una figura idealizzata perché è anziano (ha 62 anni quando nasce Baudelaire) e muore nel 1827.

La madre decide di risposarsi nel 1828 e si sposa con un militare, che poi diventerà generale (Jacques Aupick). Baudelaire vive questa decisione della madre come un torto enorme, non solo perché si è risposata, ma soprattutto perché ha sposato un uomo completamente diverso da Baudelaire e dal padre che lui ha idealizzato: Aupick sprona il piccolo Baudelaire a fare sport e a comportarsi secondo una moralità fatta di virtù e valori borghesi. Questo genera da subito un’ostilità profonda.

Baudelaire studia al Collegio reale di Lione ed è uno studente brillante, nonostante venga descritto dagli insegnanti come un ragazzo insolente ed arrogante. Il patrigno ne vuole fare un avvocato (aveva ormai rinunciato a fargli intraprendere una carriera militare), ma Baudelaire non ha alcun interesse per la giurisprudenza e per l’università: lui ama frequentare i salotti in cui si parla di poesia = siamo negli anni ’40 dell’Ottocento => siamo già in una fase matura del Romanticismo francese.

Oltre alla vita letteraria, Baudelaire partecipa anche alla vita lussuosa, lui ama distinguersi dalla società borghese anche nell’abbigliamento (lui è ricco perché il padre lo era). L’abbigliamento ed il trucco diventano la possibilità di rompere la banalità borghese. Assume il tratto del dandy e scrive anche un “elogio del trucco” in “Il pittore della vita moderna” = trucco come possibilità di evadere la realtà, di coprirla di artificio.

Proprio perché inizia ad assumere uno stile di vita criticabile (spende molto, frequenta ambienti poco raccomandabili etc.), nel 1841 la famiglia lo manda nelle Indie per un lungo viaggio che lo allontani dalle cattive frequentazioni. Lui arriva all’isola di Maurice = qui sviluppa passione per l’alterità e l’esotismo + nasce una storia d’amore con la ragazza nera che serve la famiglia degli amici da cui è ospite => è sedotto proprio dall’alterità. Lui poi per 20 anni avrà un legame con Jeanne Duval (danzatrice ed attrice teatrale mulatta).

Questo mondo esotico è una sorta di paradiso perduto, dove sembra aver trovato una verità che il mondo ha sacrificato in nome dell’utilità, del denaro, del lavoro.

Questo viaggio però finisce, non arriva a Calcutta e rientra nel 1942 (è interessato alla modernità).

Baudelaire rientra a Parigi proprio nell’anno in cui diventa maggiorenne => ha diritto all’eredità del padre e inizia a vivere questa vita dispendiosissima dentro l’ambiente romantico (la novità era negli anni ’20 => siamo già in una stagione matura).

Creò scandalo e preoccupazioni nella famiglia, al punto che, convinta dal marito, la madre lo interdice tramite un procedimento legale => nel 1844 viene posto sotto la tutela legale del marito della madre. Gli verrà data una cifra piccola, troppo piccola, con cui deve arrivare a fine mese. E lui non riesce mai a farli durare fino a fine mese = non cambia comunque il suo modo di vivere.

Nel 1845 tenta il suicidio = ha capito che è stato giudicato incapace.

Baudelaire ha passato l’esistenza ad opporsi alla regolamentazione della vita, all’idea che la struttura dia un senso alla vita (istanza della filosofia borghese) e queste posizioni le ha pagate sulla propria pelle.

A questo punto pensa di dedicarsi in modo puntuale all’attività di critico (questo perché gli servono dei soldi): siamo in un momento di fioritura culturale). Si tratta di un’attività che lo interessa da sempre.

I Salon del 1845 e del 1846

Dal 1831 si era affermata l’abitudine di esporre le novità dell’anno al Louvre di Parigi (la mostra prendeva il nome di Salon) = lui partecipa e scrive i “Salon” del ’45 e del ’46 (prime riflessioni di critica letteraria).

Il “Salon” del 1845

Nel “Salon” del 1845 lui giudica quello che ha visto in ordine cronologico, in ordine di disciplina =>

  • Si inserisce in una produzione che all’epoca si esprimeva così (rispetto del genere e della tradizione).

L’originalità sta comunque nell’esaltare le opere di Delacroix che rappresentava l’avanguardia del tempo = Baudelaire ne esalta la capacità di toccare lo spettatore non tanto con la precisione del disegno ma con il colore. Per lavorare così sul colore, dice Baudelaire, deve dominare la tecnica come nessun altro. Gli altri invece avevano criticato la mancanza di tecnica di Delacroix => le opinioni di Baudelaire creano scandalo.

B. esalta anche i quadri di interni di Delacroix. Giudica le figure femminili che sembrano oggetti d’arte, più che rappresentazione mimetica del corpo di una donna.

=> Esalta i tratti solitamente giudicati difettosi in Delacroix.

I commenti d’arte di Baudelaire sono già in rottura con la lettura accademica.

Il “Salon” del 1846

Il “Salon” del 1846 inizia con delle considerazioni riguardanti il senso stesso della critica e prosegue con altre riguardanti il Romanticismo (non descrive le opere in ordine cronologico/di disciplina).

Baudelaire inizia sostenendo ciò che il Romanticismo (per lui “l’arte moderna”) non è: il Romanticismo non sia nella scelta dei soggetti, nell’io d’eccezione o nella natura + il Romanticismo non sta nel fatto che il romantico rispecchi la realtà e la natura delle cose senza mediazione (riproduzione di una verità esatta, rispetto al classicismo che la migliorava). Il Romanticismo è nella maniera di sentire => il sentire non dipende da soggetto/oggetto del desiderio; è l’aspirazione a qualcosa a caratterizzare il romanticismo, la tensione.

  • Non contano nemmeno le finalità dell’opera (es. istruire), ma conta solo la distanza fra il soggetto desiderante e l’oggetto desiderato.

Il Romanticismo ha capito che il bello (tensione ideale) prende forma in modo diverso nei vari secoli (la distanza e la tensione desiderante si configurano in modi diversi nei vari secoli) => il Romanticismo ha relativizzato il bello al presente.

Si deve partire dal luogo in cui viviamo (presente) per estrarre da lì lo slancio ideale e l’aspirazione.

Baudelaire è il primo a configurare in modo preciso la città come luogo dell’arte contemporanea => è vero che tutto va relativizzato al proprio presente, ma vuol dire quindi parlare della città moderna, delle fabbriche e del nero industriale.

La Fanfarlo

Baudelaire inizia a scrivere, ma le prime poesie non vengono accettate. All’epoca si pubblicava nelle riviste letterarie. Molti esitano a pubblicarlo per la perentorietà con cui afferma idee lontane da quelle comuni.

La prima opera pubblicata (1847) è la novella “La Fanfarlo”; lui si firma con il nome di sua madre = si tratta di un momento di incertezza, non sa cosa vuole affermare => incertezza dell’io è un tema romantico.

Nonostante questa incertezza, il fatto che si firmi con il nome della madre ha anche un altro significato: = il protagonista della novella è poeta degli anni ’40 a Parigi ed ha molti elementi di B., ma l’autore li supera => mostra con ironia i tratti di poeta romantico (quindi nella scelta di non firmarsi c’è anche l’intento di dimostrare di aver preso le distanze da una certa forma di Romanticismo).

In questa novella B. analizza cosa significhi fare il poeta. Il protagonista incarna i limiti del poeta romantico = è risibile perché si sente l’unico ad avere un’ispirazione verso l’ideale + cerca l’amore per risolvere questo desiderio, ma l’amore è deludente (non perché la donna scelta non è per lui, vd molte storie del romanticismo), ma perché è patetico il fatto che lo slancio vada verso qualcosa che non può soddisfare il desiderio. È come se questo romantico avesse tradito il romanticismo delle origini (romanticismo tedesco) = B. prende in giro il romanticismo nella versione francese (mediocre) che ha tradito le componenti interessanti del romanticismo originario.

Il protagonista Samuel Cramer sa scrivere opere in cui a distinguersi sono i temi ed il soggetto, non preoccupandosi invece della forma e dello stile => è un romanticismo che nasce morto in partenza.

Il giovane poeta frequenta gli ambienti parigini, ma arriva con un ritardo di 15 anni rispetto al momento di massimo cambiamento in termini culturali. A Parigi incontra una fanciulla di cui si era innamorato da giovane; lei però è sposata e delusa perché il marito la tradisce con l’attrice più bella e nota del momento che si chiama “Fanfarlo” (il nome, che è anche titolo della novella di Baudelaire, rimanda alle “trombette” => ironia suscitata dal degrado che questo nome attribuisce all’attrice).

Samuel, sperando che lei lo ricompensi unendosi a lui, si offre di intercettare l’attrice, farla innamorare di lui e distrarla dal marito della signora = siamo nella borghesia = i mariti seri si divertono con le attrici, ma le mogli sopportano.

A questo punto il critico scrive recensioni negative sulle pièce messe in scena dalla Fanfarlo per attirare la sua attenzione. Quando si incontrano lui si innamora dell’attrice = del suo impersonare di giorno in giorno personaggi diversi. (es. parte di Colombina) lui la vede recitare una pantomima = lei non parla, ma interpreta una maschera che danza e si muove in silenzio; in questa pantomima lei continua a cambiare ruolo e lì lei veniva abbracciata e baciata da moltissimi personaggi. Inoltre c’è anche una musica stravagante che permette l’evasione dello spettatore che segue queste trasformazioni artistiche = è attirato dal personaggio bizzarro che si allontana dalla realtà. In questa pantomima lei è bravissima => lui si innamora dell’attrice.

Lui riesce a conquistarla, ma questo innamoramento è il desiderio di un possesso (si ride del patetismo del romanticismo francese = illusione di raggiungere l’appagamento del desiderio tramite qualcosa che in realtà non può farlo). Una sera nel camerino (nel teatro, luogo dell’artificio per eccellenza) lei si offre a lui. Lui però non si appaga della nudità della donna reale che ama, ma rimpiange il suo desiderio che era per Colombina, per la maschera => sacrifica la donna all’attrice (irraggiungibile, intoccabile, il prodotto dell’arte).

=> Si mette al posto dell’oggetto del desiderio il desiderio stesso. Era il tratto inaccessibile dei personaggi a farlo innamorare, ora l’accessibilità del corpo della donna non lo interessa, lo stufa. Quello che rimpiange è quello che gli permetteva di immaginare cosa ci fosse dietro al costume. Lei, nel momento in cui si descrive la sua performance di attrice, viene paragonata al saltimbanco = colui che si muove sfruttando una competenza, ma che non ha un ruolo specifico in un’opera specifica => il saltimbanco è l’arte in generale, rimane indefinito, privo di contorni precisi.

Fanfarlo lascerà comunque il marito della borghese che si trasferirà in periferia con la moglie. Tra Samuel e Fanfarlo nasce una storia d’amore. Lui comincia a fare carriera, incoraggiato anche da lei, e a mantenere la famiglia => diventano borghesi => si ironizza sulla parabola della vita di questo poeta, ma la si vede anche con amarezza.

Il 1848 e Napoleone III

1848: a Parigi scoppiano dei moti rivoluzionari di grande intensità = gli operai iniziano a porre istanze sociali e politiche.

Si tratta di una rivoluzione che si scontra con la borghesia del tempo. Baudelaire incita gli operai ad uccidere il patrigno = lui non crede che sia possibile un cambiamento reale: lui è convinto che tutti gli uomini vivano questa vita a metà (mancata soddisfazione della tensione del desiderio) e quindi è convinto che nessun cambiamento sociale o politico possa cambiare le cose (=> tanto vale che la sommossa porti a qualcosa, come la morte del patrigno).

Nel suo tempo è la borghesia a rappresentare il sistema che soffoca l’aspirazione umana ad un sistema altro, ma questo vale per tutti i sistemi => lui non ce l’ha necessariamente con la borghesia. Anche la politica è contingente, non si cambia nulla cambiando quello = si tratta sempre di sospensioni e distrazioni da una vita che è dolorosa di per sé.

Questa componente di rivoluzione sociale, invece, era stata importante per il primo romanticismo francese (Hugo e Lamartine).

1851: Napoleone III viene eletto e poi lui si proclamerà imperatore = espressione di una borghesia finanziaria che riesce ad arricchirsi prepotentemente e manipolare la realtà politica. Lui consegnerà Parigi nelle mani di Haussmann (prefetto di Parigi) = elimina le viuzze dove era facilissimo fare le barricate e costruisce i boulevards (grandi assi stradali) in cui risulta più difficile fare delle barricate.

  • Siamo in un momento in cui cambia anche la conformazione urbanistica di Parigi e Baudelaire assiste a questo cambiamento.

Mercier: aveva inventato il genere della descrizione della città passeggiando con un fine anche moralistico = spiegare perché certi quartieri erano malfamati e anche come fosse possibile intervenire per migliorare la situazione.

Baudelaire riprende questa idea: il poeta deve scendere dalla sua mansarda e attraversare la strada, fare i conti con il contemporaneo, estrarre dal male del suo tempo un fiore.

A lui poi non interessa il piano didattico = a lui interessa sollecitare un confronto con la modernità.

I crepuscoli

Baudelaire scrive due poesie (crepuscoli) che gli sono state chieste da Fernand Desnoyers per un’antologia di poesie dedicata alla foresta di Fontainebleau (l’antologia è del 1855). Baudelaire invece non vuole piegarsi alla richiesta di scrivere due testi di esaltazione della natura => nella risposta alla richiesta lui fa dell’ironia sul tema.

Nei due crepuscoli Baudelaire esprime i pensieri da cui viene assalito nel momento della sera => lui pensa alle città e confronta i boschi che avrebbero un qualche interesse se fossero simbolo di una realtà che ha un senso religioso, che porta oltre (le cattedrali medievali) con le città di oggi = le città sono i boschi – cattedrali della contemporaneità e il rumore della città è il lamento umano.

21/11/2016

Baudelaire esprime tutta la sua disillusione politica: disillusione nei confronti dei valori della società borghese (guadagno, ascesa sociale, risparmio) => disillusione nei confronti del mondo che si sta affermando.

Con Napoleone III è la ricca borghesia finanziaria a cambiare la città di Parigi. Baudelaire non si riconosce nel mondo in cui vive, anche se questo mondo è all’origine della sua stessa poesia.

Lettura di alcuni passi dei crepuscoli di cui sopra: si evidenzia la novità della città che potrebbe costituire una svolta per l’individuo, ma che non fa che aumentarne la disperazione. Il poeta che, fedele alla teoria espressa nei Salon del ’45 e del ’46, vuole una poesia moderna e romantica, capace di prendere spunto dal contingente in cui si incarna la vita stessa (la città), per poi produrre poesia.

Idea della natura come luogo privilegiato di espressione e di ispirazione del poeta (per il poeta romantico la natura è una sorta di confidente). Per Baudelaire questo non vale: lui conosce la città sia nel suo aspetto diurno (pieno attivismo), sia in quello notturno (divertimento mondano).

  1. “Crepuscolo della sera” = in questo momento della giornata il poeta esprime la propria insoddisfazione del mondo. Baudelaire ci racconta il suo modo di vivere la sera in città. Fin dal primo verso (“Ecco qui la sera”) è evidente il cambiamento; non ci parla di una sera metafisica (che porta alla pura riflessione), ma ci parla della sera cittadina, del momento della giornata in cui nelle città si animano alcune precise attività (è la sera durante la quale agisce il criminale, ma anche quella della vita mondana del borghese).

    La sera costituisce un momento privilegiato per chi ha lavorato tutto il giorno. Di notte emerge l’anima bestiale che c’è in ognuno, la ricerca di piacere e divertimento (prostituzione ovunque in città) = di giorno l’uomo accumula per poter vivere in una vita di agio, per poi invece dissiparlo la sera (ritratto della vita borghese del tempo). La città è un formicaio che di giorno produce e di notte consuma. La sera è il momento dello stordimento.

    Chi vive la città si abbruttisce e regredisce di sera. Sembra che ci sia complicità nel sistema: i ladri forzano dolcemente le casseforti (come se fossero riempite di giorno per essere svuotate la sera). La Parigi di Baudelaire è anche quella dei poveri e dei malati: alla fine del componimento troviamo l’immagine dell’ospedale (questo perché tale situazione è l’indice reale della condizione umana, al di là del divertimento dei pochi).

    Di notte diventa più forte anche il dolore di chi è malato e di chi sta morendo. Il malato che soffre non desidera altro di poter tornare a casa, ma deve aver capito cosa è la vita per aver qualcuno che li attende a casa; la maggior parte della gente, invece, non sa cosa sia la vita = la lascia scorrere nel lavoro, nel divertimento. Pochissimi si sono guardati per quello che sono, gli altri non hanno mai vissuto.

    Qui Baudelaire stravolge l’idea della pace della sera tipica del Romanticismo.

    Per Baudelaire la città, che potrebbe costituire un punto di incontro e di svolta per le persone, contiene un’umanità ferita che si affanna per dimenticare.

  2. “Crepuscolo del mattino” (c’è nelle dispense). Il titolo

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 24
Forme del ridere: polisemia del comico nelle lettere francesi (terzo modulo: Baudelaire) Pag. 1 Forme del ridere: polisemia del comico nelle lettere francesi (terzo modulo: Baudelaire) Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Forme del ridere: polisemia del comico nelle lettere francesi (terzo modulo: Baudelaire) Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Forme del ridere: polisemia del comico nelle lettere francesi (terzo modulo: Baudelaire) Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Forme del ridere: polisemia del comico nelle lettere francesi (terzo modulo: Baudelaire) Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Forme del ridere: polisemia del comico nelle lettere francesi (terzo modulo: Baudelaire) Pag. 21
1 su 24
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaS95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Preda Alessandro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community