Concetti Chiave
- Enea, figlio di Anchise e Venere, fugge da Troia e conquista il Lazio dopo aver ucciso Turno, re dei Rutuli.
- Ascanio, figlio di Enea, fonda Albalonga, dove regna la sua discendenza, incluso il usurpatore Amulio.
- Romolo e Remo nascono da Rea Silvia e Marte, ma Amulio tenta di eliminarli facendoli abbandonare nel Tevere.
- I gemelli sono salvati da una lupa e da un pastore, crescono forti e vendicano la madre uccidendo Amulio.
- Romolo fonda Roma sul Palatino, ma uccide Remo in un accesso di rabbia dopo che quest'ultimo lo deride durante il rito di fondazione.
La fuga di Enea
Secondo la leggenda Enea, figlio di Anchise e di Venere, fuggì da Troia nei giorni della distruzione e viaggiò a lungo per il Mediterraneo, approdando infine alla foce del Tevere. Combattè contro Turno, re dei Rutuli, lo uccise e conquistò il Lazio. Suo figlio Ascanio fondò la città di Albalonga, sulla quale regnarono per lungo tempo i suoi discendenti. Uno di questi, uno di questi, Amulio, cacciò dal trono il fratello Numitore e si impadronì del potere, costrinse ancora Rea Silvia, figlia di Numitore, a consacrarsi alla dea Vesta. Le vestali non potevano sposarsi: pertanto Amulio era certo che la discendenza del fratello si sarebbe spenta con la giovane sacerdotessa. Egli avrebbe potuto, quindi, regnare senza contrasti.
La nascita di Romolo e Remo
Ma da Rea e dal dio Marte nacquero due gemelli Romolo e Remo. L’usurpatore allora agì spietatamente: fece seppellire viva la madre e comandò che i due bambini, deposti in una cesta, fossero abbandonati alla corrente del Tevere. Le acque limacciose del fiume, non li travolsero e il canestro si arenò sulla sponda sabbiosa. Una lupa li allattò, Un pastore poi li accolse e li tenne con se per molti anni. Romolo e Remo diventarono giovani robusti, audaci e forti. Conosciuta la loro vera origine, vendicarono la madre, uccidendo Amulio, e posero sul trono di Alba il vecchio nonno Numitore.
La fondazione di Roma
Decisero poi di fondare una città lungo il Tevere, là dove avevano trascorso la fanciullezza. Tutti e due desideravano dare alla nuova sede il proprio nome, per renderlo immortale. E, secondo il costume etrusco, spiarono il volo degli uccelli. Un gruppo di avvoltoi apparve alto nel cielo agli occhi di Romolo: gli dei attribuivano a lui il grande onore. Così egli tracciò con l’aratro sul Palatino un grande solco quadrato: il perimetro della futura città. Ma il rito fu contaminato da un delitto. Remo dileggiò il fratello e cadde, ucciso da Romolo, furente per l’affronto subito. Era il 21 aprile del 753 a.C.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine di Romolo e Remo secondo la leggenda?
- Come avvenne la fondazione di Roma?
- Qual è il significato del 21 aprile 753 a.C. nella storia di Roma?
Romolo e Remo nacquero da Rea Silvia, figlia di Numitore, e dal dio Marte, dopo che Amulio, usurpatore del trono, fece seppellire viva la madre e abbandonò i gemelli nel Tevere (come riportato nel testo).
Romolo e Remo decisero di fondare una città lungo il Tevere, dove avevano trascorso la fanciullezza. Romolo, dopo aver visto un gruppo di avvoltoi, tracciò il perimetro della futura città sul Palatino, ma uccise Remo in un accesso di furia dopo che questi lo dileggiò (secondo il racconto).
Il 21 aprile 753 a.C. è la data in cui Romolo fondò Roma, segnando l'inizio della città, ma anche un tragico evento, poiché in quel giorno uccise il fratello Remo (come descritto nel testo).