Concetti Chiave

  • Il passaggio dal grembo materno al mondo esterno richiede un adattamento attraverso movimenti involontari noti come riflessi primitivi, essenziali per la sopravvivenza.
  • I riflessi primitivi sono automatici e non richiedono controllo volontario, attivati da stimolazioni sensoriali che generano risposte motorie stereotipate.
  • Con il tempo, i riflessi primitivi vengono sostituiti da riflessi posturali più complessi, che permettono il controllo della postura e del movimento in relazione all'ambiente.
  • La lateralizzazione, che avviene dopo i 3 anni, porta alla percezione di un corpo simmetrico e alla dominanza di un emisfero cerebrale per le funzioni cognitive e motorie.
  • Intorno ai 12 anni, la formazione dello schema corporeo si completa, consentendo una maggiore consapevolezza del corpo e delle sue capacità motorie.

Indice

  1. Il passaggio dal grembo materno
  2. Evoluzione dei riflessi posturali
  3. Lateralizzazione e dominanza emisferica
  4. Fase del corpo rappresentato

Il passaggio dal grembo materno

Il profondo cambiamento che interviene nel passaggio da un ambiente protetto e isolato come il grembo materno a uno spazio aperto e soggetto a molti stimoli come il mondo esterno necessita di adeguate misure di adattamento che ci garantiscono la sopravvivenza, mediante una serie di movimenti involontari: I riflessi primitivi, detti anche riflessi neonatali, sono movimenti istintivi dettati da esigenze vitali come nutrirci o proteggerci da fonti di dolore. I riflessi hanno dunque un'importanza fondamentale, essi sono finalizzati a rispondere alla nuova situazione in cui ci troviamo e ai nuovi impulsi che ne derivano e sono primitivi in quanto, per compierli, non disponiamo ancora di esperienze motorie pregresse su cui basarci.

Essi appartengono alla categoria dei movimenti riflessi e dunque non presuppongono un controllo volontario. I riflessi primitivi sono alimentati dalle stimolazioni sensoriali. Queste vengono captate da un recettore e trasferite attraverso i circuiti nervosi a un effettore, generalmente un muscolo, che si contrae producendo il movimento.

Le risposte motorie prodotte sono stereotipate: solitamente, a uno stesso stimolo corrisponde un medesimo riflesso del nostro corpo, innato e inconsapevole.

Evoluzione dei riflessi posturali

Ecco perché la fase che corrisponde al manifestarsi di questi movimenti, che dira più o meno fino al compimento dei I riflessi primitivi vengono gradualmente sostituiti da abilità motorie più sofisticate e complesse: i riflessi posturali. Questi sono disciplinati da centri cerebrali superiori e permettono il controllo della postura, dell'equilibrio, della coordinazione e in generale del movimento in relazione all'ambiente e alle sue caratteristiche, prima fra tutte la forza di gravità.

Il corpo perfeziona a poco a poco le proprie funzioni e diventa un mezzo sempre più utile per esplorare e conoscere l'ambiente esterno, instaurando un legame con esso. La prima conquista utile per farlo è l'acquisizione del graduale controllo della mano, che ci permette alla fine di afferrare con decisione anche oggetti di piccole dimensioni. Camminare è un altro modo per entrare in piena comunicazione con lo spazio che abbiamo intorno.

Lateralizzazione e dominanza emisferica

Dopo i 3 anni il nostro comportamento motorio continua a cambiare e a procedere nella sua evoluzione. A questo punto, fino al Il corpo è dunque percepito come unità, ma anche come immagine simmetrica composta di due parti. Attraverso un processo detto di lateralizzazione, che verrà completato nella fase successiva, acquisiamo infatti la lateralità, ovvero la percezione del fatti che siamo forati da un emicorpo destro e da un emicorpo sinistro.

Al concetto di lateralità è legato quello di dominanza emisferica, con cui ci riferiamo al prelevare di uno dei du emisferi sull'altro nella gestione delle funzioni conoscitive, pratiche e di organizzazione del linguaggio. L'individuazione dell'emisfero dominate è uno degli snodi fondamentali del processo di formazione dello schema corporeo. Generalmente tra i 6 e gli 8 anni ci manifestiamo come destrimani o come mancini.

Fase del corpo rappresentato

In questa fase dello sviluppo psicomotorio acquisiamo una progressiva L'ultima fase è quella del corpo rappresentato. La cognizione che abbiamo di noi stessi, dell'ambiente circostante e delle relazioni che intercorrono tra essi è ormai quasi completa. La fase preoperatoria dell'azione, quella cioè che ci prepara al movimento, è pressoché conclusa e si può passare alla fase preparatoria. In essa, oltre alle percezioni, riveste un'importanza fondamentale l'esperienza.

Detto ciò, siamo in grado di formare l'atto motorio in maniera più ragionata e possiamo concepire in anticipo una rappresentazione mentale del movimento che andremo a compiere: il movimento segue a un progetto di esso che abbiamo già immaginato in astratto. Il risultato sarà quello di una maggiore coordinazione e di una maggiore precisione nell'esecuzione, determinate dalla premeditazione.

Intorno ai 12 anni la formazione dello schema corporeo è completata.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dei riflessi primitivi nel passaggio dal grembo materno al mondo esterno?
  2. I riflessi primitivi sono movimenti istintivi essenziali per la sopravvivenza, rispondendo a esigenze vitali come nutrirsi e proteggersi dal dolore, e sono fondamentali per adattarsi ai nuovi stimoli esterni (testo).

  3. Come si evolvono i riflessi primitivi nel corso dello sviluppo motorio?
  4. I riflessi primitivi vengono gradualmente sostituiti da riflessi posturali più complessi, che sono controllati da centri cerebrali superiori e permettono il controllo della postura, dell'equilibrio e della coordinazione (testo).

  5. Cosa si intende per lateralizzazione e dominanza emisferica?
  6. La lateralizzazione è il processo attraverso il quale si percepisce il corpo come composto da un emicorpo destro e uno sinistro, mentre la dominanza emisferica si riferisce alla prevalenza di un emisfero cerebrale nell'esecuzione di funzioni cognitive e pratiche (testo).

  7. Qual è la fase del corpo rappresentato nello sviluppo psicomotorio?
  8. Nella fase del corpo rappresentato, la cognizione di sé e dell'ambiente è quasi completa, permettendo di formare atti motori più ragionati e precisi, grazie alla capacità di immaginare in anticipo il movimento da compiere (testo).

  9. Quando si completa la formazione dello schema corporeo?
  10. La formazione dello schema corporeo si completa intorno ai 12 anni, momento in cui si raggiunge una maggiore coordinazione e precisione nei movimenti (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community