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Concetti Chiave

  • Il mesofillo fogliare è composto da parenchima a palizzata e parenchima lacunoso, con funzioni specifiche per la fotosintesi e la circolazione dei gas.
  • Il picciolo funge da collegamento tra la foglia e il fusto, con una struttura eustelica che favorisce gli scambi e una certa flessibilità per il movimento delle foglie.
  • Le foglie isolaterali presentano un mesofillo omogeneo e nervature generalmente parallelinervie, tipiche delle monocotiledoni, senza differenze tra le epidermidi.
  • Le foglie di conifere sono adattate a condizioni estreme, con epidermide monostratificata e stomi infossati, per ottimizzare il risparmio idrico.
  • Le foglie delle piante C4, come il mais, hanno un mesofillo uniforme e una struttura a corona attorno ai fasci conduttori, differente rispetto alle foglie delle piante C3.

Qual è la struttura del mesofillo fogliare?

Nella foglia è inoltre presente il mesofillo, che comprende tutti i tessuti che vanno dall’epidermide superiore fino all’epidermide inferiore, in cui sono immersi i fasci conduttori. A seconda di come sono disposti i tessuti abbiamo:

1- Foglie dorso-ventrali, con una netta distinzione tra i tessuti del mesofillo fogliare, che è diviso in:

o Parenchima a palizzata, che cattura la luce, ed è il tessuto clorofilliano disposto subito sotto l’epidermide. Le cellule sono parallele tra loro e perpendicolari all’epidermide superiore. È ricco di cloroplasti (tessuto fotosintetico);

o Parenchima lacunoso, ha la funzione di far circolare i gas, e presenta cellule di forma

isodiametrica, munite di cloroplasti, ma in quantità inferiore rispetto alle cellule del parenchima a palizzata. Presenta ampi spazi intercellulari, per garantire un adeguato rifornimento di aria.

I fasci cribro-vascolari delle foglie sono sempre collaterali chiusi, in quanto essendo strutture primarie, che non vanno in struttura secondaria, non necessitano del cambio.

Attorno al fascio è presente un fascio di fibre scelerenchimatiche.

Essendo la foglia in comunicazione con il fusto è molto importante la continuità dei tessuti conduttori. Nelle foglie i tessuti conduttori costituiscono le nervature, che ramificano in vario modo la lamina fogliare. Nella fase di collegamento del fusto alla foglia ci sono le tracce fogliari. La lacuna fogliare invece è la zona di tessuto parenchimatico di riempimento al di sopra della traccia fogliare.

Le nervature possono essere uninervie, se è presente una sola nervatura centrale e indivisa, oppure plurinervie, e in base alla disposizione si dividono in retinervie, palminervie, penninervie, parallelinervie.

Come già detto, i tessuti conduttori della foglia presentano una porzione xilematica, in posizione adassiale, ovvero verso l’alto, e una porzione floematica, in posizione abassiale, ovvero verso il basso. Sono generalmente circondati da guaina del fascio (più o meno rafforzata da collenchimi/sclerenchimi, per sostenere la lamina). Si ricorda inoltre la presenza di cellule mucillaginose per trattenere l’acqua.

Funzioni e struttura del picciolo

Il collegamento vero e proprio tra foglia e fusto è effettuato dal picciolo, che ha struttura simile ad un fusto primario. Si tratta di una struttura eustelica, con al centro del midollo centrale due ulteriori fasci conduttori, al fine di ottimizzare gli scambi foglia-pianta e viceversa. Il picciolo non è molto rigido, in esso troviamo del collenchima, in quanto deve garantire una certa flessibilità. Le funzioni del picciolo sono:

- Collegare la lamina fogliare al fusto;

- Galleggiamento (in alcune piante acquatiche, dove diventa cavo);

- Movimento delle foglie (pulvino motore).

Caratteristiche delle foglie isolaterali

2- Foglie isolaterali, in cui non c’è differenza tra le due epidermidi e il mesofillo fogliare è omogeneo.

Le cellule sono tutte uguali, ricche di plastidi, e lasciano degli spazi tra loro in cui possono circolare i gas. In questa tipologia di foglie, nella maggior parte dei casi, le nervature sono parallelinervie. Solitamente vi è la mancanza della guaina meccanica, possono invece essere presenti degli accumuli di fibre sotto e sopra il fascio.

Nell’illustrazione: Schema di sezione trasversale di foglia isolaterale. 1: epidermide, 2: stomi; 3: camera sottostomatica; 4: floema; 5: xilema; 6: fibre sclerenchimatiche; 7: parenchima clorofilliano.

Questa tipologia di foglie è tipica delle monocotiledoni, spesso nella parte esterna vi è la mineralizzazione, ovvero una modificazione di parete cellulare che consiste nella presenza di minerali. È una forma di protezione contro gli erbivori.

Adattamenti delle foglie di conifere

3- Foglia di Conifere (Gimnosperme)

Si deve adattare ad ambienti estremi, sia dal punto di vista di disponibilità idrica che per temperatura.

Presenta quindi adattamenti atti al risparmio idrico. Questi adattamenti sono:

o Epidermide monostratificata;

o Cuticolarizzazione elevata o strati di cere;

o Stomi infossati;

o Mesofillo uniforme;

o Possono essere presenti canali resiniferi;

o Endoderma disposto ad anello, ovvero un irrigidimento;

o Al centro dell’ago, unica nervatura con due fasci conduttori: xilema e floema);

o I fasci conduttori sono circondati da tracheidi e cellule parenchimatiche che permettono scambi di soluzioni nutritive.

Anatomia delle foglie C4

4- Foglie di piante C4 Si definiscono piante C4 alcune specie di piante dei climi caldi ma con disponibilità idrica, come ad esempio il mais, il sorgo e la canna da zucchero, che usufruiscono di una via differente per la fissazione della CO2 (uno dei passaggi necessari per portare a termine il processo fotosintetico). Le foglie di queste piante sono dette ad anatomia Kranz o a corona. Le cellule del mesofillo e della guaina formano 2 strati concentrici attorno ai fasci conduttori. Le cellule della guaina sono ricche di cloroplasti, i quali sono diversi da quelli del mesofillo con grana poco sviluppati.

Si nota come le piante C4 abbiano foglie isolaterali con il mesofillo uniforme (a differenza delle C3, che presentano foglie dorso-ventrali), e come le C4 abbiamo dei plastidi all’interno delle cellule della guaina del fascio (plastidi che non sono presenti nelle C3).

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura del mesofillo fogliare e le sue funzioni?
  2. Il mesofillo fogliare è composto da parenchima a palizzata, che cattura la luce, e parenchima lacunoso, che facilita la circolazione dei gas. I fasci cribro-vascolari sono collaterali chiusi e le nervature possono essere uninervie o plurinervie, a seconda della loro disposizione.

  3. Qual è il ruolo del picciolo nella foglia?
  4. Il picciolo collega la foglia al fusto e ha una struttura eustelica con fasci conduttori centrali. Le sue funzioni includono il galleggiamento in alcune piante acquatiche e il movimento delle foglie, garantendo anche flessibilità grazie alla presenza di collenchima.

  5. Cosa caratterizza le foglie isolaterali?
  6. Le foglie isolaterali presentano epidermidi identiche e un mesofillo omogeneo, con nervature parallelinervie. Sono tipiche delle monocotiledoni e possono avere accumuli di fibre, ma mancano di guaina meccanica.

  7. Quali adattamenti hanno le foglie di conifere per ambienti estremi?
  8. Le foglie di conifere hanno un'epidermide monostratificata, una cuticolarizzazione elevata, stomi infossati e un mesofillo uniforme. Presentano anche canali resiniferi e un endoderma ad anello per resistere a condizioni di scarsa disponibilità idrica e temperature estreme.

  9. In cosa si differenziano le foglie delle piante C4 rispetto a quelle delle piante C3?
  10. Le foglie delle piante C4, come il mais e la canna da zucchero, hanno un mesofillo uniforme e una struttura a corona attorno ai fasci conduttori, con plastidi diversi rispetto alle piante C3, che presentano foglie dorso-ventrali.

Domande e risposte

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