Concetti Chiave

  • L'Impero d'Occidente si ridusse alla sola Italia, che fu poi invasa e saccheggiata dai Visigoti di Alarico nel 410 e dai Vandali nel 455.
  • Le popolazioni nomadi degli Unni, guidati da Attila, rappresentarono una minaccia significativa per l'Impero romano, causando devastazioni in Oriente e Occidente.
  • Nel 451, la battaglia dei Campi Catalaunici segnò l'ultima grande vittoria per l'Impero romano d'Occidente, con la sconfitta degli Unni da parte del generale Ezio.
  • Attila invase l'Italia nel 452, ma fu fermato dal papa Leone I Magno, che lo persuase a ritirarsi, portando alla successiva dissoluzione del suo impero.
  • La deposizione di Romolo Augusto nel 476 da parte di Odoacre segnò la fine dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo, con l'Italia che si sottomise all'Impero romano d'Oriente.

La caduta di Roma

L'Impero d'Occidente si trovò così ridotto alla sola Italia. Ben presto però anch'essa fu invasa e devastata: la stessa Roma fu conquistata e depredata.

I Visigoti di Alarico saccheggiarono Roma nel 410, probabilmente risparmiando, per quanto possibile, la popolazione. Ma l'eco dell'evento tra i contemporanei fu immenso: la "città eterna", infatti, non aveva subito attacchi stranieri da ottocento anni, dall'assedio gallico del 390 a.C., e si pensava che fosse inviolabile. Tuttavia l'evento era destinato a ripetersi di lì a poco: i Vandali di Genserico depredarono nuovamente Roma nel 455.

L'invasione degli Unni

Oltre ai popoli di stirpe germanica, tra i barbari rientravano anche alcune popolazioni nomadi provenienti dalle lontane steppe dell'Asia, come gli Unni, che appartenevano alla stirpe mongolica. Questi, avanzando continuamente verso ovest, a loro volta avevano spinto i popoli germanici verso i confini dell'Impero romano. La loro potente cavalleria, abituata a lunghi spostamenti, costituì una seria minaccia per l'Impero e il loro re Attila fu ricordato come uno dei più crudeli e spietati invasori della sto ria. Considerato un vero e proprio "flagello di Dio", egli compì numerose incursioni, stragi e deportazioni in Oriente e in Occidente.

La disfatta di Attila

Nel 451, dopo un decennio di scorrerie devastanti nell'Europa centro occidentale, finalmente gli Unni di Attila subirono una grave disfatta nella battaglia dei Campi Catalaunici (Châlons-sur-Marne, in Francia) per mano del generale Ezio, capo delle truppe imperiali d'Occidente e dei suoi alleati Franchi e Visigoti. Si trattava dell'ultima grande vittoria dell'Impero romano d'Occidente.

L'anno seguente Attila invase l'Italia da est, distruggendo sul suo cammino le città costiere venete; occupò Milano e marciò su Roma. Venne fermato da un incontro, presso Mantova, con il papa Leone I Magno, che nel 452 lo persuase a tornare indietro.

Tornato in Pannonia nel suo campo centrale, Attila morì due anni dopo e il suo fragile impero si dissolse.

La nascita di Venezia

Nel frattempo piccoli gruppi di Veneti, per sfuggire agli Unni, si erano rifugiati su alcuni isolotti della laguna veneta, unendosi ai pochi pescatori del luogo e dando vita al primo nucleo di quella che, nei secoli successivi, sarebbe diventata una potente città-Stato: Venezia.

La fine dell'Impero d'Occidente

Anche l'Italia, che fino ad allora era stata colpita soltanto da assalti e incursioni di breve durata, finì per cadere nelle mani dei barbari. Nel 476 Odoacre, capo dei soldati di stirpe germanica, compì un gesto inatteso: depose dal trono il giovanissimo imperatore d'Occidente.

Costui si chiamava Romolo Augusto, soprannominato Augustolo ("piccolo Augusto") proprio per la sua giovane età, e fu mandato in esilio. Odoacre assunse personalmente il comando, ma inviò a Costantinopoli le insegne imperiali, tra cui lo scettro e la corona. Questo gesto significava che l'Italia, sotto il governo di Odoacre, si sottometteva all'Impero romano d'Oriente e che l'Impero romano d'Occidente non esisteva più.

Con il 476 si è soliti dunque far cominciare una nuova epoca storica, il Medioevo, cioè l'età di mezzo tra quella antica e quella moderna.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto del saccheggio di Roma da parte dei Visigoti nel 410?
  2. Il saccheggio di Roma da parte dei Visigoti nel 410 segnò un evento di enorme rilevanza, poiché la "città eterna" non subiva attacchi stranieri da ottocento anni, facendola apparire inviolabile. Questo evento aprì la strada a ulteriori invasioni, come quella dei Vandali nel 455.

  3. Chi erano gli Unni e quale minaccia rappresentavano per l'Impero romano?
  4. Gli Unni, di stirpe mongolica, erano popolazioni nomadi che avanzavano verso ovest, spingendo i popoli germanici verso i confini dell'Impero romano. La loro potente cavalleria e il re Attila, considerato un "flagello di Dio", costituirono una seria minaccia per l'Impero.

  5. Qual è stata la conseguenza della battaglia dei Campi Catalaunici nel 451?
  6. La battaglia dei Campi Catalaunici nel 451 rappresentò l'ultima grande vittoria dell'Impero romano d'Occidente, in cui gli Unni di Attila furono sconfitti dal generale Ezio e dai suoi alleati, segnando un momento cruciale nella difesa dell'Impero.

  7. Cosa rappresenta la deposizione di Romolo Augusto nel 476?
  8. La deposizione di Romolo Augusto nel 476 da parte di Odoacre segnò la fine dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo, poiché Odoacre inviò le insegne imperiali a Costantinopoli, indicando la sottomissione dell'Italia all'Impero romano d'Oriente.

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