Concetti Chiave
- La legge di Say, formulata da Jean-Baptiste Say, sostiene che l'offerta crea la domanda, affermando che la produzione e la vendita si equilibrano naturalmente.
- Il concetto di finanza naturale implica che lo Stato debba limitarsi a servizi istituzionali, evitando interventi che alterano l'equilibrio del mercato.
- I sostenitori del laissez faire credono che il mercato possa risolvere autonomamente gli squilibri economici senza necessità di intervento statale.
- L'élite finanziaria promuove la deregolamentazione, sostenendo che le normative statali debbano essere abolite per favorire il neoliberismo e contenere la spesa pubblica.
- Secondo i monetaristi, l'intervento pubblico provoca il crowding-out, sottraendo risorse all'iniziativa privata e scoraggiando gli investimenti nel settore privato.
La legge di Say
Il francese Say formulò la “legge degli sbocchi” che fu accettata fino all’inizio del XX secolo.
Secondo la legge di Say l’offerta crea la domanda; Say sostiene che gli imprenditori possono produrre i beni che vogliono senza porsi il problema di venderli: i beni acquistati (domanda) sono sempre uguali ai beni prodotti (offerta) e tutta la produzione viene venduta. Ciò che resta invenduto temporaneamente viene venduto attraverso la riduzione del prezzo.
Il concetto di finanza naturale
Partendo dalla legge di Say nasce il concetto di finanza naturale. La finanza neutrale si basa sul laissez faire.
Lo Stato deve limitarsi a coprire i servizi istituzionali (difesa dall’esterno, giustizia, ordine pubblico), senza intervenire nel sistema economico. L’intervento statale è dannoso perché cambia il naturale equilibrio del mercato. Neanche in momenti di crisi lo stato può spendere più di quanto incassa.
Che cos'è il laissez faire e il mercato?
I sostenitori del laissex faire non negano che nel sistema economico si verifichino squilibri (sovrapproduzione, disoccupazione, cattivo utilizzo delle risorse..) ma sostengono che siano temporanei e che il mercato può (e deve) superare da solo senza bisogno di intervento statale.
Il mercato si autoregola senza intervento dello stato e il mercato non vuole che lo stato regolamenti nulla.
L'élite finanziaria e la deregolamentazione
L’élite finanziaria ritiene che lo Stato e la UE non debbano regolamentare i fenomeni economici. C’è una deregolamentazione: se un settore è regolato dallo stato, devono essere abolite le regole. Viene quindi ridotta la sovranità per le direttive dell’UE che spinge per il neoliberismo.
Poiché lo Stato non deve effettuare interventi massicci, i sostenitori della finanza neutrale sostengono che la spesa pubblica debba essere contenuta e quindi non si debba ricorrere al debito pubblico.
Le spese non possono superare le entrate. Lo stato non deve intervenire in economia aumentando la spesa e quindi spendere più di quanto incassa. Bisogna mantenere le entrate basse, evitare l’inasprimento fiscale; (es. USA, UK…le imposte sul reddito sono 20%).
Il laissez faire e lo Stato sociale
Oggi il laissez faire risponde ai problemi creati dallo Stato sociale. In particolare, per i monetaristi l’intervento pubblico causa il crowding-out (effetto di spiazzamento) perché “spiazza” l’iniziativa privata, sottraendo risorse che potrebbero esser impiegate con più profitto dal mercato. La spesa pubblica assorbe della ricchezza che viene sottratta al privato perché gli investimenti pubblici sono in concorrenza con i privati. L’imprenditore privato non investe se sa che in quel settore c’è lo stato: lo stato non deve investire perché concorre con i privati e li scoraggia.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale della legge di Say?
- Qual è il ruolo dello Stato secondo il concetto di finanza naturale?
- Come si posizionano i sostenitori del laissez faire riguardo agli squilibri economici?
- Qual è l'impatto della spesa pubblica secondo i monetaristi?
La legge di Say afferma che l'offerta crea la domanda, sostenendo che gli imprenditori possono produrre beni senza preoccuparsi di venderli, poiché la domanda sarà sempre uguale all'offerta.
Secondo la finanza naturale, lo Stato deve limitarsi a fornire servizi istituzionali e non deve intervenire nel sistema economico, poiché tale intervento altera l'equilibrio naturale del mercato.
I sostenitori del laissez faire riconoscono gli squilibri economici come temporanei e credono che il mercato possa autoregolarsi senza necessità di intervento statale.
I monetaristi sostengono che la spesa pubblica causa il crowding-out, spiazzando l'iniziativa privata e sottraendo risorse che potrebbero essere utilizzate più proficuamente dal mercato.