Appunti di corporate governance e finanza aziendale
a.a. 2021/22 [DATA] Urbini Alessia [Indirizzo della società]
Metodi di analisi finanziari
Discounted Cash Flow: il valore di ogni attività, reale o finanziaria, è pari al valore attuale dei flussi di cassa attesi generati dall’attività stessa.
DCF → flusso di cassa scontanti.
NB: mi consente di calcolare il fair value della attività.
[prima ho il denaro, meglio è posso investirlo subito] → Tasso di sconto: differisce in base a rischiosità.
Quali flussi di cassa?
Dipende dal tipo di titolo:
- Obbligazioni: dividendi attesi + capital gain (valore di vendita – valore di acquisto).
- Azioni: cedole + interessi.
- Impresa/progetto/divisione di azioni: FCFF (free cash flow to the firm).
Valutazione relativa
Non è possibile calcolare il FV sulla base delle caratteristiche intrinseche dell’attività, ma posso osservare come il mercato valuta attività simile a quella in analisi.
NB: uso di multipli *
Esempio: confronto di multipli relativi alla singola impresa e del mercato.
0 0 ( = ) * 1 1 [dovrebbero uguagliarsi]
Schema riassuntivo del corso
Impresa: insieme di attività reali tangibili e intangibili.
Per finanziarsi: si vendono diritti sulle attività e sui flussi che esse generano → vendita di attività finanziarie → passività finanziarie.
Esempio: azioni, obbligazioni, prestiti.
Finanza aziendale
Di cosa si occupa la finanza aziendale? Gestione finanziaria delle imprese.
Chi è il manager finanziario? Responsabile della gestione finanziaria di impresa, scelte di investimento e finanziamento → in base alle dimensioni, il numero di soggetti può variare → (nelle piccole, è uno solo).
NB: CFO: tesoriere vs controller, direttore finanziario.
Tesoriere: raccolta e gestione dei fondi → soggetto responsabile della gestione.
Controller: uso dei fondi finanziaria presente nelle imprese di grandi dimensioni → NB: CEO e CFO in genere sono distinte.
Amministratori esecutivi o non esecutivi: in base a presenza o meno di delega o funzioni di garanzia, la maggior parte di amministratori non esecutivi siano indipendenti → massimizzazione del valore dell’impresa e il prezzo corrente delle azioni.
Obiettivo: azionisti godono di diritti residuali: porta a benefici anche per gli altri stakeholders → criterio facilmente monitorabile → riflette effetti di BP e LP.
Come vengono perseguiti
Scelte di finanziamento e investimento. Come vengono perseguiti? 2 tipi di fondi:
- Interni, generati dalla gestione.
- Esterni, raccolti tramite azioni e obbligazioni.
Politica distributiva + struttura finanziaria = scelte di finanziamento. Scelta? Definisce la politica distributiva.
Una volta capito l’obiettivo, procedo poi a comprendere la modalità/struttura corretta (dei dividendi).
Schema riassuntivo
I mercati finanziari
- Mercato primario: quotazione di titoli per la prima volta (OPA o aumento di capitale).
- Mercato secondario: seconda.
- Mercato OTC: regole definite dalle controparti coinvolte.
*Mercati regolamentati: stesse regole per le controparti (1° e 2°).
Ruolo: fornire liquidità agli investitori, possibilità di vendere titoli all’occorrenza ➢ ridurre rischio con diversificazione e modifica dei loro profili di rischi ➢.
Distinzione tra proprietà e controllo
Proprietà = controllo.
Pre rivoluzione: le imprese erano di piccola dimensione e si riusciva a gestire bene mezzi di produzione e gestione aziendale.
Proprietà ≠ controllo.
Rivoluzione industriale: aumento delle dimensioni → problema: come gestire l’impresa?
*Corporate governance: cerca, in un contesto di separazione tra proprietà e controllo, equilibrio tra i vari interessi in gioco che garantisca una gestione efficiente tutelando i vari diritti/interessi.
Delinea meccanismi di governo che regolano i rapporti tra gli attori della società → varie definizioni →.
Sistemi di governance
- Paesi dell’Europa continentale: struttura a proprietà famigliare, proprietà viene concentrata nei famigliari/fondatori.
- Paesi anglosassone: struttura a proprietà diffusa, esistono piccoli proprietari.
Conflitti azionisti-manager
Conflitti azionisti-manager: ricalca struttura principal-agent, tipici di sistemi di governance anglosassone → nascono da asimmetria informativa.
Problema di agenzia: azionisti: principal; manager: agent.
Quando nascono?
- Manager non cerca di massimizzare il valore dell’impresa.
- Manager si adoperano per migliorare la loro reputazione.
- Esempi: accresco risorse di cassa per nascondere eventuali perdite; scelta di progetti solo perché ampliano dimensione dell’impresa.
- Azionisti sostengono costi per controllare e influenzare i loro comportamenti.
NB: correlazione tra gestione efficiente e valore delle azioni.
Costi di agenzia: perdite che sorgono quando gli agent non operano esclusivamente nell’interesse dei loro agent.
Risoluzione del conflitto
Fonti esterne.
Mercato dei prodotti finali: dissesti in termini di costi/ricavo.
- Forza agisce in funzione del grado di concorrenza del mercato.
- Uguaglianza di costi di agenzia rende nulla la forza di questo mercato.
Mercato dei manager: attenzione alla reputazione.
- Perseguendo interessi individuali, l’azienda ne risente in termini di performance.
- Con una cattiva performance, non sei “ben visto” nel tuo mercato.
- Scarsa “liquidità”: difficoltà di sostituzione dei livelli superiori.
Mercato del controllo delle imprese: azione solo in presenza di forte correlazione tra prezzo delle imprese e grado di efficienza con cui l’impresa è gestita, evita scalata ostile.
- Azione solo nel modello anglosassone.
- Via più efficiente.
Fonti interne
- Monitoring: monitoraggio delle performance.
- Adverse selection 1: reporting.
- Sistemi di incentivi: risolve problemi di Moral hazard 2.
Monitoring: chi se ne occupa?
- Analisti interni / azionisti? Inefficacie.
- Problema di free riding (sono pratiche costose e non si ha interesse ad “attivarle poiché se risultano problematiche il tutto va a beneficio di tutti gli altri azionisti, nessuno controlla sperando che altri lo facciano).
- Altri problemi.
- Assenza di interesse economico, solo al dividendi.
- Non è la loro prima fonte di guadagno.
- Non sempre sono vicini geograficamente alla società.
- Non tutti sono provvisti di competenze.
- CdA? Inefficacie parzialmente, se estranei all’azienda.
- Scarso coinvolgimento, non se ne possiede un numero considerevole.
- Nominati da CdA: influenza interna.
- Investitori istituzionali: efficacie.
- Valorizzazione delle proprie posizioni.
- Hanno competenze per farlo.
- Banche: efficacie.
- Alto interesse alla restituzione dei fondi + solidità dell’impresa.
- Analisti finanziari 3.
La remunerazione: come si compone?
- Fissa: scarso effetto.
- Schema classico:
- Parte fissa.
- Parte variabile: bonus, stock option, parte che giustifica l’aumento delle retribuzioni manageriali: fondi addizionali garantiti al raggiungimento di target definiti in termini di performance.
I bonus.
1 situazione in cui una variazione delle condizioni di un contratto provoca una selezione nella platea dei contraenti che risulta sfavorevole per la parte che ha modificato le condizioni a proprio vantaggio.
2 assenza di informazioni corrette sull’evoluzione e conclusione del rapporto.
3 Chi analizza titoli in una società di investimento valutando valutazione.
I bonus: elementi
2 elementi:
- Misura di performance: come misuro? Valori contabili al tempo corrente, tasso di crescita annuale degli utili, EVA, ROI, profitto economico.
- Standard di performance: soglie, finché non si raggiunge una soglia del 2% al ROI, non erogo bonus.
- Spesso sono fissati estremi dei bonus ottenibili.
- Zona di incentivo: range tra soglia critica e valore massimo.
NB: incentivo ad ottica di BP.
NB: molto mutevoli: option call European.
Le stock option
Sottostante: azioni per cui il manager lavora ➔ strike price = valore corrente azione ➔ allineamento degli interessi.
Risparmio in termini di costi all’azienda ➔ diffuse in modello di governance anglosassone o prive di dissesti finanziari ➔ alta propensione al rischio rispetto a modelli famigliari.
Svantaggi/Criticità:
- Esposizione al rischio di mercato: non sempre c’è relazione tra valore e comportamento del manager.
- Rischio = incertezza illimitata: influenza positiva (↑ rischio = ↑ valore).
- Distribuendo dividendi, si riduce il valore delle azioni e delle stock option.
Funzionamento stock option: 12-10 = 2 = max( − −; 0).
Capitalizzazione e attualizzazione
Capitalizzazione: valore al tempo futuro (1 = * + ) 0.
Con cambio di tasso… − → (1 ) (1 ) = * + * + 1 2 +2 0 1 2.
Attualizzazione: valore al tempo corrente = (1+).
Varie considerazioni
- Periodo di attualizzazione, periodo VA.
- R come costo-opportunità del capitale: rendimento offerto da attività finanziaria presente sul mercato alternativa a quella che sto valutando con medesimo rischio.
- VA tasso di mercato .
- Valore attuale di più flussi di cassa è uguale alla somma dei flussi di cassa attualizzati [principio di additività].
Le rendite
Le rendite: flussi di cassa pagati in periodi predeterminati.
Periodiche: orizzonte temporali definito.
Perpetue: no fine.
- Flusso di cassa costante → flusso di cassa costante.
- Flusso di cassa crescente (g) → flusso di cassa crescente.
Rendita perpetua costante: R = (1+) −1 (1+).
Rendita perpetua crescente: R: 1 = (1+) −.
Flusso di cassa crescente secondo un tasso di crescita g → g=0 con flusso e flusso costante → differenza tra rendita perpetura e una differita di t periodi → 1+R 1 * (1 − ) rendite periodiche crescenti: − 1+.
Non si usa! →.
La valutazione delle obbligazioni
Titoli di debito a lungo termine emessi da una impresa per finanziare i propri investimenti.
Cosa sono
P: prezzo pagato al tempo 0.
C: cedole – flussi di pagamenti futuri generati a favore dell’acquirente.
Elementi principali
- Valore pagato alla scadenza del contratto. V. nominale: [VN] [base di calcolo delle cedole].
- Cedola: pagamento periodico.
- Tasso di interesse cedolare = *.
- Tasso di mercato [r]: rendimento offerto da titoli appartenenti alla stessa classe di rischio dell’obbligazione considerata [costo opportunità del capitale: rendimento a cui rinuncio, influenza negativamente il prezzo →].
Emissione
Emissione a premio: P>VN con tasso cedolare > tasso di mercato. Beneficio dell’investitore supera il costo opportunità → OB con scadenza maggiore ha prezzo maggiore →.
Emissione sotto la pari: P<VN con tasso cedolare < tasso di mercato. OB con scadenza maggiore ha prezzo minore →.
Emissione alla pari: P=VN con tasso cedolare = tasso di mercato.
Il segno di P-VN dipende dal segno di c-r ➢.
Valutazione delle obbligazioni
Valutazione delle obbligazioni: flussi di cassa scontati.
Il valore attuale di un flusso di pagamenti futuri è pari alla somma dei flussi attuali di ogni singolo pagamento → = ∑ + (1(1 + )^ + )=1.
Usando formule delle rendite periodiche costanti… 1 * (1 − )+ (1 (1 + ) + ).
Rendimento alla scadenza: P noto, ma ho ignoto il tasso di rendimento alla scadenza. Procedo a tentativi.
Esempio: avendo il tasso cedolare, basta moltiplicarlo per VN ed ottengo l’importo della cedola.
VA=Prezzo.
Emissione a premio.
Esempio con c=r P=Vn → con variazione di r: considero pagamenti già effettuati.
Esempio di Yield to Maturity: parto dal 10%, e sostituisco nella formula, procedo a tentativi.
Confronti tra obbligazioni
Confronto tra 2 obbligazioni.
Ca=Cb Ta>Tb ra=rb Va=Vb.
Relazione tra Pa e Pb?
- Se c>r Pa>Pb →.
- Se c<r Pa<Pb →.
Se Ca>Cb allora Pa>Pb r=C.
Relazione inversa tra c e r: con scadenze diverse, non posso dire nulla sul prezzo senza analizzare c e r.
Effetto durata: durata ≠ a parità di cedola, con scadenze diverse, la più sensibile alla variazione del tasso di interesse quella con scadenza maggiore.
Effetto cedola: a parità di scadenza, chi ha la cedola minore, è più sensibile al tasso di interesse, meno compensazione della variazione →.
Obbligazione in contesto variabile: relazione negativa con tasso di mercato ➢.
La duration: durata media finanziaria
La duration: durata media finanziaria.
Descrive rischio di tasso di interesse: misura la sensibilità del prezzo ai cambiamenti dei tassi di interesse ➢ interesse ➢ D=rischio.
Media ponderata di quando i cash-flow diventano disponibili ➢.
Formula: (1+)=1∑) ) )[1 * ( + 2 * ( + ⋯ + * ( = * 1 2 espressa in numero di anni →.
Duration modificata: 1+ descrive il rischio legato al tasso di interesse →.
Delta (P)/P: ()− * = − − * () 1+ usato per verificare, a seguito di una variazione di tasso, se la duration è corretta → descrive la variazione percentuale del prezzo →.
NB: titoli zero coupon hanno duration pari alla sua durata effettiva.
Il rischio di credito
Rischio di credito: possibilità che l’emittente non sia in grado di restituire i fondi presi a prestito.
Valutazione: agenzie di rating.
Rating: giudizio sul rischio di credito espresso in lettere alfabetiche con logiche di raddoppio delle stesse ed aggiunta di +/- →.
Rating ESG: considera anche info non tangibili [ambiente, governance, social], complemento del rating tradizionale → usato nella finanza sostenibile →.
La valutazione delle azioni
Titolo che rappresenta una quota di proprietà di una società. Chi la detiene ha diritto di ricevere una quota dei suoi profitti.
Cosa sono
Valutazione DCF: attualizzazione dei flussi di cassa al tasso di mercato →.
Forme di remunerazione
2 forme di remunerazione:
- Dividendi: parte degli utili che una società decide di distribuire.
- Capital gain: guadagno/perdita in conto capitale al momento di vendita dell’azione [ ] − −1.
Formula
Formula + = ∑ (1 (1+ ) + )0 =1.
3 casi da considerare:
- Orizzonte di valutazione infinito.
- Dividendi aumentano sempre ad un tasso costante.
- Tasso di crescita dei dividenti nullo.
Orizzonte temporale infinito
Detengo le azioni per un numero di anni infinito.
1. Orizzonte temporale infinito: ∞)PLim(T → /(1 + r) = 0T T.
Per cui il prezzo dell’azione è dato da: P0=Σ(t=1;T)Dt/(1+r)t.
Il prezzo di un azione dipende dal valore dei dividendi attesi ➢.
Trascuriamo capital gain: e considero solo i dividendi attesi, la nostra ipotesi non è così distorta ➢.
Quindi: uso formule rendita perpetua.
Tasso di crescita dei dividendi nullo
Tasso di crescita dei dividendi nullo: T 1 = 0 formule rendita perpetua costante →.
???? Se b=0, D1=E1(1-b)=E1*tasso di ritenzione: 1-payout.
Dividendo crescente ad un tasso di crescita costante
Dividendo crescente ad un tasso di crescita costante – modello di Gordon.
Coincide con rendita perpetua crescente applicato alle azioni → con r>g 1 =0 −.
r>g: assicura che prezzo di una azione sia sempre positivo.
Ragioni:
- Prezzo sia positivo.
- Prezzo al minimo può essere 0.
- G: non può essere maggiore del tasso di crescita dell’economia [se si verificasse, ci troveremmo in casi di crescita all’infinito più del sistema economico].
*Applicazione: esclusa alle imprese tecnologiche o chi non distribuisce dividendi.
Calcolo del tasso di crescita
Calcolo del tasso di crescita = * .
b: tasso di ritenzione degli utili.
Tasso che ci dice quanta parte degli utili viene trattenuta per autofinanziamento →.
(1-b): tasso di distribuzione degli utili →.
Cosa ci dice?
Utili crescono se aumenta autofinanziamento e se fa investimenti profittevoli ➢ solo in caso di payout costante !!!
Applicazione: altra formula: scomposizione del prezzo in due componenti 1 = + 0.
VAOC: valore attuale delle opportunità di crescita.
− = 0 è leg
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