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Introduzione alla finanza aziendale

Capitolo 1 - Che cos'è la finanza aziendale

Vedremo che cos'è la finanza aziendale, l'obiettivo della finanza aziendale e tratteremo che cosa sono i mercati finanziari. Questo è un corso di finanza aziendale, di corporate, corporate vuol dire aziendale, e quindi dei mercati finanziari ce ne occuperemo solo nella seconda parte del corso, dal capitolo 9 in poi. Fino al capitolo 8 non siamo l'investitore, ma il manager della azienda.

Che cos'è la finanza aziendale? Alcuni degli argomenti principali di cui ci occuperemo sono l'investimento, il finanziamento e la liquidità; questo differisce un po' dalla contabilità perché dobbiamo occuparci anche della liquidità intesa come flussi di cassa.

Investimento e capital budgeting

L'investimento significa scegliere i progetti, gli investimenti più efficienti, i migliori. Quando intendiamo i progetti, intendiamo l'acquisto di un macchinario, di una azienda, di un brevetto, e questo fa riferimento alle decisioni di capital budgeting (ovvero i processi di valutazione di un investimento, ossia quel processo in cui decidiamo se un determinato progetto è conveniente economicamente).

Confrontiamo il costo dell'investimento con le entrate che il nostro investimento ci darà in termini incrementali e confrontiamo se c'è stata convenienza nel fare quell'investimento.

Finanziamento e struttura del capitale

Immaginiamo uno schema patrimoniale (sp), alla sinistra abbiamo gli investimenti, gli assets, e alla destra il finanziamento, ossia le fonti di finanziamento per l'investimento. Quando si sceglie la fonte di finanziamento per l'investimento si fa riferimento alla struttura del capitale o struttura finanziaria. La struttura del capitale significa la divisione delle nostre fonti di finanziamento tra le due principali modalità che possono esserci: il debito e l'equity (capitale netto).

Quindi la struttura del capitale è la modalità con cui le fonti di finanziamento per coprire gli investimenti sono suddivise tra DEBT (debito finanziario nel quale rientrano mutui, obbligazioni ma non i dividenti) e l'EQUITY, ossia le azioni, quindi il capitale netto.

Gestione della liquidità

Questo deve essere messo insieme alla liquidità, ai flussi di cassa, accertarsi di avere liquidità e scorte sufficienti; questo significa fare una buona pianificazione finanziaria di breve e di lungo termine. La pianificazione finanziaria è quella procedura con cui si cerca di stimare i flussi di cassa per il futuro quindi non rispetto al passato ma rispetto a quello che sarà il futuro. Si cerca di costruire un piano in cui mettiamo i flussi di cassa in entrata, i flussi di cassa in uscita e vediamo qual è il differenziale, se abbiamo generato o perso valore.

Questo è una sintesi di piccolo bilancio. Questo non è il bilancio che considereremo noi. Questo è uno sp in cui abbiamo alla nostra sinistra l'attivo e alla destra il passivo. L'attivo è diviso tra breve e a lungo termine che possono essere tangibili e intangibili (materiali e immateriali). Il passivo è diviso tra a breve, a medio lungo e capitale proprio (capitale netto - patrimonio netto - capitale di rischio - equity).

Noi non vediamo questo. La struttura del capitale che vediamo è banche, obbligazioni rispetto al capitale proprio. Quindi in passività a breve termine e a medio lungo termine sono comprese le passività sia commerciali, sia core, sia finanziarie. A noi nella struttura del capitale interesserà un altro prospetto nel quale isoliamo solo le passività di tipo finanziario, quindi i mutui, le obbligazioni, lo scoperto di conto corrente bancario e non i dividenti che saranno a parte.

Struttura del bilancio

In questa immagine questo prospetto ci divide le passività se scadono entro il breve termine o se scadono in lungo termine. Il limite per differenziare il breve e il lungo termine è l'anno.

Ma nel passivo non è esaustivo questo prospetto nel dirci quali sono le passività che contribuiscono alla lettera d) DEBT. Nel nostro corso passività non è sinonimo di debt in quanto vuol dire passività finanziaria. Nelle passività a breve termine ci sono sia passività finanziarie che passività core dette aziendali. Nelle passività a medio lungo termine ci sono sia passività finanziarie sia core.

Noi quindi procederemo con un altro tipo di riclassificazione; lo sp ha due tipi di riclassificazione, dove divideremo tra passività core indipendentemente dal fatto che siano di breve o di medio lungo termine e passività finanziarie o debt indipendentemente che siano di breve o medio lungo termine.

Per i fatti suoi in basso ci sta sempre l'equity, il capitale proprio, che è una voce che è distinta da tutte le altre. Attenzione perché qua la differenza tra le attività a breve termine e le passività a breve termine costituisce il capitale circolante netto.

In questo caso è > di 0 perché le attività di breve sono più grandi delle passività di breve. Non ci dobbiamo confondere quando faremo l'altro prospetto nel quale divideremo le attività core e le passività core. Anche in quel caso ci verrà data una differenza che però si chiamerà capitale circolante commerciale e vorrà dire una cosa completamente diversa dal capitale circolante netto.

Ragioniamo, questo capitale circolante netto, a parità di condizioni, è meglio che sia > di 0? > di 0, è meglio che sia positivo perché significa che ho dei debiti, delle passività da pagare entro l'anno e abbiamo sufficienti soldi per pagare questa passività. Nel caso fosse il contrario mi devo procurare il mancante come? O ricorrendo a nuove passività o al capitale proprio o vendendo alcune delle attività fisse. Naturalmente deve essere sì > di 0 ma non deve essere troppo grande perché se no vuol dire che le attività fisse sono poche e un'azienda che ha tante attività breve e poche fisse non è un'azienda che sta andando bene.

Ricorda che questo prospetto è un prospetto per liquidità ed esigibilità e che non sarà il prospetto che seguiremo noi, che sarà il secondo tipo di riclassificazione che sarà per pertinenza gestionale nel quale le poste verranno divise in altro modo. Arriveremo non alle attività a breve ma alle attività operative, non alle passività a breve ma alle passività operative, non alle attività fisse ma alle attività operative non correnti, non alle passività a medio lungo ma alle passività non operative mentre il capitale proprio rimarrà sempre vivo per i fatti suoi. (Core è sinonimo di caratteristico). Il capitale circolante commerciale è meglio che sia < di 0.

Capitolo 3 - Ripasso lezione precedente

Abbiamo iniziato ieri dicendo quali sono i meccanismi che riguardano la finanza aziendale focalizzandoci su 3 elementi base: l'investimento, il finanziamento e la liquidità.

L'investimento significa scegliere i progetti migliori e questo fa riferimento al capital budgeting; poi c'è il finanziamento, se l'investimento è la parte sinistra dello sp, il finanziamento è la parte destra (per come lo vedremo noi per pertinenza gestionale ossia in cui mettiamo nella nostra destra non tutte le passività ma solamente quelle che vengono definite come passività finanziarie e equity, quindi il cosiddetto debito finanziario e l'equity).

Un'altra cosa importante che poi vedremo nel capitolo 3 sarà la gestione della liquidità; quindi accertarsi di avere liquidità sufficiente e con la previsione finanziaria di medio breve lungo tempo. Il punto è che mentre con i bilanci ci accertiamo dello stato di salute della nostra azienda nell'anno che è appena passato, con la pianificazione è come se noi ci dovessimo mettere al 31/12/20 e dobbiamo capire cosa succederà nel futuro.

L'ultima immagine fa riferimento ad uno sp sintetico che non sarà quello che interessa a noi perché a noi interessa uno sp per pertinenza gestionale -> noi faremo i riclassificati, la riclassificazione degli sp e vedremo la riclassificazione per liquidità ed esigibilità che è il prospetto dell'immagine e poi ci sarà la riclassificazione per pertinenza gestionale che è quella che interessa in finanza.

Nel prospetto in foto vengono divise le attività tra breve e medio lungo termine e le passività tra breve e medio lungo termine mettendo il capitale proprio, l'equity per i fatti suoi. Il risultante tra le attività a breve e le passività a breve ci dà il capitale circolante netto che è un differenziale che a parità di condizioni deve essere >= 0. Se fosse < di 0 sarebbe una cosa preoccupante, dobbiamo cercare di rimarginare il debito o richiedendo agli azionisti, o ai debitori oppure vendendo le attività.

Quando faremo lo sp per pertinenza gestionale non sarà più attività a breve - passività a breve ma sarà attività core - passività core (caratteristiche) ed uscirà il capitale circolante commerciale che è meglio che sia negativo.

Elementi fondamentali della finanza aziendale

  • Capital budgeting -> In quali attività a lungo termine dovrebbe investire l'impresa; per noi è sinonimo di investimenti in attività immobilizzate quindi acquisto di un macchinario, di una attrezzatura, di un edificio e vedremo nei capitoli 6, 7, 8 come valutare questi prospetti, questi investimenti in azienda.
  • Struttura finanziaria -> Parte destra dello sp (nella parte sinistra ci sono gli investimenti e il capitale circolante commerciale), il modo in cui noi finanzieremo i nostri investimenti.
  • Capitale circolante netto -> Come dovrebbero essere investiti i flussi di cassa operativi a breve termine dell'impresa; una prima definizione è quella del capitale circolante netto. Tieni conto che la differenza tra attività a breve e passività a breve non deve essere eccessivamente grande perché significa che abbiamo poche attività fisse e un'azienda che ne ha poche non è un'azienda che sta operando al meglio. Quindi il ccn deve essere >= a 0 ma non deve avere valori troppo grandi. Mentre il ccc < 0.

Esempi e analisi

Esempio azienda: Totale attività: 870,3; Passività a breve: 632,7; visto che non ci sono attività finanziarie di medio lungo termine il resto è equity -> 237.6. La situazione dal punto di vista del ccn è favorevole. Però 160 è molto maggiore di 0, l'azienda potrebbe ridurre questo ccn e portarlo a valori più prossimi allo 0. Vuol dire che non stiamo investendo abbastanza nelle nostre attività.

Un altro esempio: Differenza tra debito ed equity. Il nostro sp, nella parte destra può avere o passività a breve a lungo ed equity oppure, se noi consideriamo la pertinenza gestionale, quindi il riclassificato che considereremo quando andiamo a riclassificare secondo le aree gestionali non avremo più passività e attività a breve ma core e non core (caratteristiche e non), quindi nella parte destra potrebbero esserci i dvf e poi la struttura finanziaria che è data dal debito dall'equity. Debito inteso come debt ovvero debito finanziario. Definizione molto importante.

A seconda che ci indebitiamo di più o ricorriamo al capitale netto l'azienda vale di più o di meno; in che modo? Spiegato dalla successiva slide.

Valore dell'azienda e finanza

Il valore della azienda può essere espresso in finanza come la sommatoria dei flussi che spettano agli azionisti e la sommatoria dei flussi che spettano agli obbligazionisti, alle banche. Quindi in questo grafico le due aziende valgono uguali. In una situazione di questo tipo indebitarsi e ricorrere all'equity è indifferente perché il valore totale della torta rimane 100. Problema è che consideriamo una azienda senza imposte quindi non c'è un terzo percettore di cassa: lo stato. Quindi in un mondo irreale dove una azienda non ha imposte è indifferente al fatto che sia finanziata con debt o equity. In un mondo reale bisogna considerare anche lo stato, le imposte.

Figure di riferimento nella finanza aziendale

Quali sono le figure di riferimento? Sotto il CFO ci sono il tesoriere e il controller; il tesoriere è responsabile della liquidità mentre il controller si occupa del controllo dei costi. Nelle piccole aziende esiste una figura che racchiude tutte queste tre figure.

Supponiamo di essere all'anno zero, quella a sinistra è parte dell'attivo della nostra azienda, la parte destra è come ci finanziamo. Sinistra sono attività di breve lungo termine, destra passività a breve lungo termine. In questo caso questo schema è già secondo la pertinenza gestionale, sinistra attività generiche e destra non solo passività generiche ma divise già in debt e equity. Al tempo zero come si muove l'azienda: l'azienda emette dei titoli e tramite questi può comprare diverse attività (azioni sottoscritte, freccia A, l'azienda investe, l'azienda produce valore ovvero genera flussi di cassa che è C; una volta generati i flussi di cassa sono le imposte, pagare i creditori banche e azionisti che ci hanno prestato i soldi, la parte restante viene trattenuta in azienda e poi si procede di nuovo come prima). Primo step: l'azienda richiede soldi, l'impresa investe in attività, si generano flussi di cassa, si paga lo stato, si pagano i creditori e quello che rimane lo reinvesto in autofinanziamento e così via si ricomincia.

Flussi di cassa e obiettivi finanziari

  • Flusso contabile vs flussi di cassa
  • Tempistica dei cash flow
  • Flussi di cassa e rischio
  • Obiettivo del management finanziario

Obiettivo della finanza: tutte quelle sopra. Tutte queste si avvicinano molto all'obiettivo ultimo della finanza aziendale.

Prima ancora di massimizzare il prezzo delle azioni c'è il massimizzare il valore della azienda. Il valore della azienda può essere circoscritto al prezzo delle azioni. Questa ottica fa riferimento a diversi decenni fa e fa riferimento all'ottica dell'azionista (shareholder value).

Nei giorni nostri si potrebbe modificare dicendo che oltre a massimizzare il prezzo delle azioni anche l'utilità di tutti gli altri portatori di interesse in azienda che si possono riassumere come stakeholders.

È stato considerato -> azionisti come fine unico della azienda perché a livello legale gli azionisti non hanno una priorità a ricevere flussi di cassa nel caso in cui genera soldi perché prima deve pagare le imposte e i creditori, poi, se eccede denaro, quello può essere dato agli azionisti. Si dice che essi sono proprietari residuali dell'impresa.

Noi abbiamo considerato il prezzo delle azioni ma questo è vero solo se siamo ENI, Lottomatica, FCA. Se siamo azienda Ferrero non quotata -> riuscire a massimizzare il valore di mercati del capitale proprio esistente. Capitale proprio di mercato esistente lo chiameremo equity value che è l'enterprise value (valore di mercato di tutti gli asset al netto dei debiti), ci dice quanto vale la nostra impresa.

Mercati finanziari

Mercati monetari -> sono i mercati dove si negoziano i titoli a breve scadenza (in finanza il limite tra la breve e la lunga scadenza non sono i 18 mesi ma è l'anno). Sono più autonomi, più liberi perché non c'è un livello di interconnessione particolarmente elevato. Se ne assume completamente il rischio: questo è ciò che fa la differenza di un market di tipo dealer e broker.

Mercato dealer: le persone si assumono completamente il rischio per le proprie iniziative.

Broker: acquista per nome di un cliente.

Agency market -> caso broker. In questo caso ci sono delle commissioni.

I vari mercati

  • Mercato monetario e di capitali -> si distinguono in base ai titoli che vengono negoziati
  • Mercato primario e secondario -> si distinguono per quando sono stati emessi quei determinati titoli
  • Mercato primario -> quotazione in borsa e l'IPO
  • Mercato secondario -> circolano titoli emessi in precedenza, si divide tra dealer e asta
  • OTC: mercati in cui c'è una negoziazione per conto proprio.

La borsa in Italia non è sviluppatissima. Requisiti minimi: quantità di capitale e la dimensione dell'attività.

Corporate governance

L'impresa

L'impresa è un mezzo per organizzare l'attività economica di molti individui.

Esistono tre forme giuridiche principali per un'impresa:

  • L'impresa individuale (sole proprietorship) è posseduta da una sola persona. È la più economica da costituire. Non occorrono statuti, regolamenti o atti. Non paga imposte sul reddito delle società. Tutti i profitti vengono tassati a titolo di reddito personale. Ha una responsabilità illimitata sui debiti e sulle obbligazioni commerciali. La vita dell'impresa individuale coincide con la vita del proprietario. Gli unici capitali investiti sono quelli del proprietario, quindi i mezzi finanziari provengono soltanto dal suo patrimonio personale.
  • La società di persone (partnership) è costituita da 2 o più persone. Si possono suddividere in due categorie: a) general partnership e b) limited partnership. In una general partnership tutti i soci si impegnano... [contenuto tronco].
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher F.ma98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Teti Emanuele.
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