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Concetti Chiave

  • All'inizio dell'era cristiana, i Gentili erano in attesa di un messaggio religioso, influenzati da una fusione di cultura greca e spirito religioso orientale.
  • Il cristianesimo fu inizialmente percepito come una setta del giudaismo, con scarsa attenzione da parte del mondo non cristiano.
  • Solo dopo un secolo dall'inizio della predicazione, il cristianesimo si rivelò come l'unica religione capace di oltrepassare le altre presenti nel Mediterraneo.
  • Le filosofie religiose gentili, come il neoplatonismo, si opposero al cristianesimo, ma non riuscirono a coinvolgere le masse come invece fece la nuova religione.
  • Il cristianesimo parlava al cuore delle persone, dimostrando una forza unica e trascendente rispetto alle filosofie religiose tradizionali.

Qual è l'inizio dell'era cristiana?

Nel periodo in cui ebbe inizio l'era cristiana gli animi dei Gentili, ignari di quanto stava accadendo, apparivano tuttavia desiderosi e quasi in attesa di un messaggio religioso. Già le guerre di Alessandro avevano portato i greci in Oriente, dove erano i centri di irraggiamento religioso dell'antichità; e lì cominciò a formarsi una mistura (ove più, ove meno riuscita) di spirito religioso e di cultura greca. Poi nei secoli seguenti, gli interessi religiosi prevalsero sempre più su quelli puramente speculativi; e qualcosa di questa mentalità cominciò a passare anche in Occidente, influendo sulle masse popolari (attraverso i culti orientali importati nel Pantheon romano) e, indirettamente, sulla stessa cultura romana ellenizzante del periodo imperiale: che, infatti, abbiamo visto colorirsi di tinte religiose. I risultati filosofici più cospicui del nuovo atteggiamento si vedono però in Oriente: qui si organizzano potenti sistemi filosofico-religiosi, il cui influsso, del resto, pretende di allargarsi ben oltre la sfera culturale.

La diffusione del cristianesimo

La religione capace di rigenerare la civiltà e, agli occhi del credente, l'umanità medesima, all'inizio non parve che una delle tante che fiorivano intorno al bacino del Mediterraneo orientale. A tutta prima, anzi, quasi nessuno si accorse che esistesse: fu creduta uno sviluppo particolare del giudaismo, e le prime persecuzioni contro i cristiani intendevano essere persecuzioni anti-ebraiche, quali erano soliti praticare i potentati già nell'antichità. Solo dopo un secolo e più dall'inizio della predicazione del Cristo il mondo non cristiano si avvide che la nuova "setta" era veramente l'unica capace - per una forza inspiegabile - di scalzare tutte le altre: e le ultime filosofie religiose dei Gentili, il neoplatonismo in particolare, si volsero deliberatamente contro il cristianesimo. Ma tali filosofie non potevano più cattivare, ormai, che la mente di pochi intellettuali: il cristianesimo, invece, parlava al cuore di tutti, e finirà col vincere anche sul piano della filosofia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le aspettative religiose dei Gentili all'inizio dell'era cristiana?
  2. All'inizio dell'era cristiana, i Gentili sembravano desiderosi e in attesa di un messaggio religioso, influenzati da una mistura di spirito religioso e cultura greca, che si era sviluppata in Oriente a seguito delle guerre di Alessandro (testo).

  3. Come venne percepito il cristianesimo nei suoi primi anni di diffusione?
  4. Inizialmente, il cristianesimo fu visto come una semplice evoluzione del giudaismo e non attirò l'attenzione generale; solo dopo un secolo si riconobbe la sua capacità unica di superare le altre religioni (testo).

  5. Qual è stata la reazione delle filosofie religiose gentili nei confronti del cristianesimo?
  6. Le filosofie religiose gentili, in particolare il neoplatonismo, si opposero deliberatamente al cristianesimo, ma quest'ultimo riuscì a parlare al cuore delle masse, prevalendo anche sul piano filosofico (testo).

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