Concetti Chiave
- La filosofia medievale è profondamente influenzata dalla religione cristiana, con filosofi di varie fedi che ne assorbono i principi, come nel caso di Avicenna.
- La patristica, raccolta dei pensieri dei padri della chiesa, mira a difendere e diffondere la fede cristiana, senza una struttura sistematica definita.
- La scolastica emerge dopo l'anno mille, presentando un metodo filosofico e una struttura definita, differente dalla patristica, con pubblicazioni di trattati.
- La scolastica si articola in rami come nominalismo, concettualismo e realismo, affrontando questioni sulla natura di Dio e sul concetto di Universali.
- Tra i principali pensatori scolastici ci sono sant’Anselmo, Abelardo e San Tommaso, ciascuno rappresentante di diverse correnti filosofiche e teologiche.
Indice
Qual è il rapporto tra filosofia e religione cristiana?
La filosofia di questo periodo è unita da un filo conduttore, infatti, i filosofi, oltre a praticare filosofia nello stesso periodo, sono anche accumunati dalla religione cristiana. Anche i filosofi di diverse religioni, sono influenzati dalla filosofia cristiana (ad esempio il filosofo mussulmano Avicenna). Le fonti da cui si ispirano i filosofi, sono spesso comuni, come ad esempio lo fu Aristotele dopo l’anno mille. Per alcuni filosofi medievali la filosofia è considerata una serva della Teologia, della religione o della fede. Nel Medioevo ci furono varie correnti filosofiche, tra cui spiccano la patristica e, successivamente, la scolastica.
Patristica e difesa della fede
Esse prende il nome e riguarda i padri della chiesa, infatti comprende l’insieme dei loro pensieri (non ha una coerenza strutturale). Essa segue delle linee guida, infatti ha come obbiettivo la difesa e la diffusione della nuova religione cristiana (ad esempio la difesa dalle eresie=interpretazioni sbagliate). I padri della chiesa si occupano dei dogmi principali della religione, senza costituire un sistema metafisico che li inglobi tutti, perché ciò verrà fatto poi con la scolastica. La patristica è caratterizzata dall’asistematicità e dall’occasionalità.
Scolastica e metodo filosofico
Dopo l’anno mille ha inizio questo movimento teologico e filosofico che veniva insegnata nelle università medievali (=scole) dai capi scuola (=scolastici). Essa ha una propria struttura, dei metodi e un fondamento, al contrario della patristica. I filosofi pubblicano le loro idee tramite i trattati, al contrario della patristica, che pubblica degli insiemi di considerazioni. I più importanti pensatori furono sant’Anselmo (principale del realismo estremo), Abelardo (principale del concettualismo), San Tommaso (principale del realismo moderato), San Bonaventura (principale del misticismo), Roscellino (principale del nominalismo). La scolastica consiste nell’applicazione formale della filosofia alla teologia (la filosofia è una serva della teologia), nella tecnica di discussione delle questioni e nel principio metodico che la fede deve precedere e guidare costantemente la ragione (valido per tutta la filosofia medievale). Le radici della scolastica si trovano nei padri della chiesa, utilizzati come autorità secondo il principio dell’ipse dixit (=se una questione non è chiara, ci si affida ai padri della chiesa). Il principio verrà anche attribuito ad Aristotele, che sarà un importante riferimento per gli scolastici. La scolastica si occupa di mantenere una coerenza tra ciò che affermano gli altri filosofi. La scolastica è suddivisibile in quattro rami: nominalismo, concettualismo e realismo, che si divide in moderato ed estremo. La scolastica tratta la riflessione sulle caratteristiche di Dio e anche il problema degli Universali, che si occupa di capire come conciliare l’universalità di una definizione con l’oggetto definito. Il nominalismo afferma che le definizioni universali sono puri nomi=suoni e rientra nella teologia negativa perché si può sapere solo ciò che Dio non è. Il concettualismo afferma che i concetti universali esprimono le esigenze (=il funzionamento) della ragione e della logica. Il realismo moderato (o Aristotelico) afferma che i concetti universali rappresentano la natura delle cose, ossia sono la forma degli oggetti. Il realismo estremo (o Platonico) afferma che i concetti universali sono reali ed esistono materialmente e sono separati ma in relazione con la sostanza individuale. I realisti rientrano nella teologia positiva, ossia sono in grado di definire le caratteristiche di Dio.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra filosofia e religione cristiana nel periodo medievale?
- Cosa caratterizza la patristica e qual è il suo obiettivo principale?
- In che modo la scolastica si differenzia dalla patristica?
- Quali sono i principali rami della scolastica e le loro caratteristiche?
- Qual è il principio metodico fondamentale della scolastica?
La filosofia medievale è strettamente connessa alla religione cristiana, con filosofi di diverse fedi influenzati dalla filosofia cristiana, come dimostra il caso di Avicenna. Alcuni filosofi considerano la filosofia come una serva della Teologia e della fede.
La patristica, che si basa sui pensieri dei padri della chiesa, è caratterizzata da asistematicità e occasionalità, e ha come obiettivo la difesa e la diffusione della religione cristiana, affrontando anche le eresie.
A differenza della patristica, la scolastica ha una struttura definita e un metodo filosofico, con filosofi che pubblicano trattati e si occupano di mantenere coerenza tra le affermazioni di altri pensatori.
La scolastica si suddivide in nominalismo, concettualismo e realismo (moderato ed estremo), trattando questioni come le caratteristiche di Dio e il problema degli Universali, con approcci diversi riguardo alla natura delle definizioni universali.
Il principio metodico della scolastica afferma che la fede deve precedere e guidare la ragione, un concetto valido per tutta la filosofia medievale, con radici nei pensieri dei padri della chiesa e in Aristotele.