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Ockham e la crisi della scolastica

Con la crisi della scolastica (l’impero e il papato scompaiono come istituzioni universali e si sviluppano autonomie politiche e la classe borghese), avanza uno spirito laico.

Per la metodologia e le teorie, Ockham dà l’avvio all’età moderna (vede come mondo d’indagine della ragione esclusivamente la natura: non c’è metafisica, solo filosofia, con la conseguente distruzione della pretesa conoscitiva della teologia).

La vita

1290/1349: in Inghilterra appartiene all’ordine francescano (tema pauperistico: povertà originaria di Cristo e gli apostoli; critiche alle ricchezze della Chiesa); viene condannato.

Affermazioni logico-ontologiche e dibattito sugli universali

  • Nominalismo ontologico: esistono solo cose singolari e individui, che hanno in sé il proprio fondamento; non esistono congeneri e specie.
  • Nominalismo logico: gli universali hanno solo valore logico-probabilistico (per generalizzazioni). Unica conoscenza possibile è l’esperienza sensibile.

La teoria della conoscenza

Conoscenza non complessa = concerne i singoli elementi e gli oggetti designati.

Conoscenza complessa = concerne le proposizioni composte di termini.

Intuitiva (o sensibile) = avverte se una cosa c’è o meno (nel contatto immediato con le cose, stabilisce dell’esistenza non l’essenza).

Astrattiva = prescinde dall’esistenza o meno di una cosa; ci dice quale essa sia (ha un grado di perfezione inferiore perché ci si allontana dalla realtà; stabilisce un’essenza come pure segno mentale – concetto generale, che coglie gli aspetti simili negli oggetti di cui faccio scienza).

Sensibile = è legata alle sensazioni.

Intellettuale = è legata all’intelletto.

Perfetta (del presente) = ha per oggetto una realtà presente e attuale (esperienza).

Imperfetta (del passato) = ha per oggetto una realtà passata.

Indimostrabilità della teologia

La teologia non è scienza perché va al di là dell’esperienza: si crea una totale asimmetria tra scienza (conoscenza razionale) e fede (credo et intelligo). Cercando di arrivare alla fede con un’argomentazione, si perde la fede. I miracoli sono ammissibili soltanto dalla fede, in quanto accettazione di una parola data.

Le verità rivelate non sono né oggetto di dimostrazioni (prove a posteriori o a priori) né di probabilità. Anzi se mi attengo alla ragione naturale, gli articoli di fede sono falsi. Non posso dire se Dio esiste e neanche come egli è (le sue caratteristiche). La ragione opera quindi solo in ambito empirico (limita la ragione, ma la svincola dalla fede).

Es.: Non è detto che una cosa che si muove sia mossa da altro: gli angeli e l’anima si muovono da soli. Se il fuoco è già fonte di calore perché devo spiegare da dove viene il calore?

Per spiegare i fenomeni naturali, rifacendosi all’esperienza, si ricorre così a cause naturali autonome. Non posso comunque dimostrare l’unicità, l’onnipotenza, l’immutabilità di Dio (dubitabile per il fatto che si è incarnato e da ente fuori del tempo è diventato un ente nel tempo).

La critica alla metafisica tradizionale

Il “rasoio” di Ockham e il volontarismo teologico

Con la volontà di criticare la Scolastica, Ockham crea un metodo conoscitivo detto “rasoio” di Ockham, con cui egli taglia una serie di conoscenza. Infatti, non bisogna moltiplicare gli enti al di là della loro necessità: per spiegare perché esiste un uomo non si deve ricorrere all’umanità.

Se per spiegare una cosa di cui faccio esperienza immediata, mi appello a enti di cui non faccio esperienza, non ho spiegato nulla. Demolisce la metafisica (= ricerca dei fondamenti): cade il concetto di sostanza perché infondato. Io faccio esperienza solo delle caratteristiche (qualità) degli oggetti ma mai dell’essenza che sta sotto. L’oggetto è solo un “fascio di impressioni”. (critica alle cause formali).

Inoltre dalla conoscenza dell’effetto non posso risalire alla conoscenza della causa e viceversa se non grazie a constatazioni empiriche. Non posso, infatti, affermare se esiste o meno un rapporto di necessità.

Es.: Adamo prima di entrare nell’acqua non sapeva che l’acqua era mortale. L’ha scoperto solo dopo una constatazione empirica.

Le relazioni causa-effetto hanno solo un valore probabilistico.

Non è dimostrabile l’esistenza di cause finali perché la natura agisce in modo uniforme (si esclude la possibilità di una scelta). Non è richiesta l’esistenza di una causa finale per spiegare un effetto perché inverto l’ordine naturale e non chiarisco i processi naturali (critica alle cause finali).

Es.: Non ha senso chiedersi perché esiste il fuoco (come causa finale).

La ragione spiega il come dei fenomeni, non il perché: la scienza è disantropocentrizzata.

Se io pensassi che Dio ha creato secondo un piano prestabilito, toglierei libertà a Dio: infatti, Egli poteva scegliere un altro ordine naturale o poteva cambiare le leggi. Quindi ogni essere individualmente dipende per la sua esistenza da Dio, che crea per sua libera scelta, senza un progetto (volontarismo teologico – libera volontà di Dio / contingentiamo – dipendenza diretta delle creature da Dio).

La conoscenza umana può operare solo all’interno della natura, oggetto dell’esperienza sensibile. Vengono descritte solo le cause efficienti oppure le generalizzazioni cui si perviene hanno solo un valore descrittivo non esplicativo.

(La filosofia cessa di essere un sistema perché non coglie più l’universale).

La critica alla fisica tradizionale e preludi di una nuova concezione del cosmo

  • Fisica di Democrito;
  • Anticipa la filosofia della scienza moderna.

Se non ha senso il concetto di sostanza, è priva di fondamento la differenza tra le sostanze e quindi anche la differenza tra mondo lunare e mondo sublunare. Le stesse cose si possono spiegare senza ricorrere a questa differenza. Possono esistere più mondi anche abitati.

Secondo Aristotele (teoria dei luoghi naturali), esistono determinazioni assolute spaziali (un solo basso, un solo alto, un solo centro). Secondo Ockham, un mondo ulteriore può avere un altro centro e un'altra circonferenza: dunque possono esistere più punti in cui la materia si è aggregata (determinazioni spaziali relative).

Come dirà Giordano Bruno, c’è una maggior coerenza fra l’infinità potenza di Dio e l’infinità dei mondi (infinità nella creazione, anche nel tempo). Mentre in Grecia, vi era l’idea di un infinito solo temporale, ora si passa da un infinito potenziale all’ipotesi di un infinito reale spaziale.

All’obiezione che l’infinito non può essere reale giacché in esso la parte sarebbe identica al tutto, Ockham risponde che il principio per cui il tutto è maggiore della

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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