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Filosofia del linguaggio

Lezione iniziale: informazioni organizzative

Contenuti del corso

L'insegnamento affronta diverse questioni fondamentali riunite intorno alle seguenti macro-categorie:

  • Linguaggio e comunicazione
    • Il linguaggio è il risultato del nostro bisogno di comunicare?
    • Si è evoluto nella nostra specie per favorire la comunicazione?
    • Le caratteristiche fondamentali del linguaggio favoriscono la sua funzione di strumento di trasmissione di informazioni e conoscenze?
  • Evoluzione del linguaggio
    • Quando il linguaggio si è evoluto nella nostra specie?
    • Quali componenti del linguaggio umano sono presenti nei sistemi di comunicazioni animali o nelle abilità cognitive di altre specie?
    • Quali sono i processi evolutivi che ne hanno guidato l'evoluzione?
  • Linguaggio e società
    • Le società con bisogni comunicativi complessi hanno lingue più complesse?
    • C'è una gerarchia di complessità delle lingue?
    • Si può dire che le lingue parlate nelle società ad alto livello tecnologico sono più complesse di quelle parlate in società tradizionali di raccoglitori?
  • Lingue, linguaggio e pensiero
    • Il linguaggio serve a organizzare il pensiero?
    • Esso ci fornisce delle categorie necessarie per categorizzare il mondo e l'esperienza?
    • In che misura parlare lingue diverse conduce a ragionare e a concettualizzare il mondo in modo diverso?

Modalità di svolgimento del corso

Il corso si svolgerà in aula con streaming in diretta per gli studenti che non possono partecipare a causa delle limitazioni di capienza delle aule. Le lezioni non saranno registrate. Tuttavia, i materiali caricati sul sito e-learning del corso sono sufficienti per la preparazione dell'esame.

Programma d'esame e modalità di esame

  • L'esame verterà sui contenuti caricati sul sito e-learning del corso. Non sono previsti libri di testo.
  • L'esame è scritto con domande aperte.
  • Modelli di domande aperte verranno resi disponibili mano a mano che il corso avanza.
  • Sono previste simulazioni di esame (No parziali ma 1 o 2 simulazioni, esami analoghi senza correzione specifica ma lui poi spiega come si sarebbe dovuto rispondere).
  • Orale possibile su nostra richiesta, può aumentare o diminuire il voto dello scritto di massimo 3 punti.

Prima parte del corso: quanto un linguaggio è un sistema ottimale e ottimizzato per comunicazione?

Lezione 1

Nomi composti e avverbi

Il linguaggio è un sistema ottimale per la comunicazione? Le regole grammaticali sono pensate per favorire le situazioni comunicative?

Nomi composti = forma verbale e un nome semplice.

Esempio concreto 1: Morfologia (= disciplina che studia le forme linguistiche, le norme che regolano la struttura, la flessione, la composizione e la derivazione delle parole) Parole composte (verbo + nome) Es. Mangiapreti, cantastorie, portabandiera, spazzaneve, portamonete, lanciafiamme.

Il verbo è la seconda persona dell'imperativo e non la terza singolare dell'indicativo. È una regola implicita: la conosciamo senza averci effettivamente pensato. C'è un vantaggio per cui usiamo una forma verbale piuttosto che un'altra? Avrebbe più senso usare l'indicativo (imperativo → comandi. Indicativo→ descrizione). Quindi le regole grammaticali non sembrano essere direttamente plasmate da esigenze comunicative.

Avverbi

Esempio concreto 2: Sintassi (=studia i diversi modi in cui i codici dei linguaggi si uniscono tra loro per formare una proposizione).

Es1. "Immediatamente le persone pensarono che Gianni sarebbe partito" L'avverbio immediatamente modifica il verbo pensare (le persone pensarono immediatamente e non Gianni sarebbe partito immediatamente). Non c'è una regola sul fatto che l'avverbio modifichi il verbo più vicino (questa regola favorirebbe la comunicazione perché basterebbe individuare il verbo più vicino per capire).

Infatti → Es2. "Lentamente la persona che camminava si alzò": si è alzata lentamente (alzarsi non è il verbo più vicino). Es3. "Rumorosamente le persone che protestavano si calmarono" → la frase ci sembra strana perché colleghiamo rumorosamente a calmarsi (significato anomalo), mentre ci suona corretta la frase "improvvisamente le persone che protestavano si calmarono".

Quindi qual è la regola (inconscia, meccanismi automatici che applichiamo ma che non siamo in grado di rendere espliciti)? Una regola basata sulla vicinanza sembrerebbe funzionale perché, in caso di potenziale ambiguità (come quando ci sono due verbi), aiuterebbe chi ascolta a capire subito a quale verbo si riferisce l'avverbio. Ma questa regola non è corretta. Qual è la regola corretta? Per capirlo dobbiamo introdurre la nozione di costituente.

Costituente: sequenza di parole che formano delle unità naturali dentro la frase. Un metodo che ci aiuta a individuare i costituenti è il test della frase scissa. Se una sequenza di parole può stare dopo il verbo essere (copula) e prima della congiunzione "che" in una frase scissa, questa forma un costituente nella frase di partenza. → Il costituente più grande è la frase stessa.

Es. "Gianni dice che tu vincerai la gara"

Quindi la regola è: → avverbio può modificare un verbo se l'avverbio fa parte del costituente più piccolo che contiene il verbo.

Es. In "lentamente la persona che camminava si alzò", la persona che camminava è il costituente più piccolo che contiene il verbo, ma non contiene l'avverbio quindi lentamente non può modificare camminava. Il costituente più piccolo che contiene il verbo alzarsi è la frase intera, che contiene l'avverbio e quindi lentamente può modificare si alzò.

Nella grammatica quindi conta l'organizzazione per costituenti piuttosto che l'ordine lineare. Questa è una nozione astratta. Una regola basata sull'ordine lineare sarebbe più adatta a un sistema comunicativo.

Non c'è una chiara ragione comunicativa che può spiegare perché le regole grammaticali sono fatte come sono fatte. Le regole grammaticali non sono plasmate da esigenze comunicative.

Lezione 2

Il rapinatore e il caso Walkman

Ci sono cose che sappiamo senza essere consapevoli di saperle. Abbiamo visto che ci sono regole linguistiche di cui non siamo consapevoli ma che applichiamo senza difficoltà (formazione di parole composte e modificazione avverbiale).

Esperimento del rapinatore

Dopo aver visto il video di 45 secondi di una rapina, scrivi tutto quello che ricordi del volto del rapinatore (5 min): Statura normale, fisico non troppo magro, viso squadrato e quasi rugoso, baffi scuri, capelli medio lunghi scuri e un po' mossi, occhi scuri, camicia e giacca scura, indossa un anello. - Secondo me è il 6esperimento relativo al Verbal Overshadowing (è un fenomeno in cui dare una descrizione verbale di un volto compromette il riconoscimento di quel volto).

Esperimento relativo alla psicologia giuridica. La verbalizzazione del volto (descriverlo) riduce significativamente la prestazione (il volto viene riconosciuto meno facilmente). Descrivere verbalmente qualcosa peggiora il riconoscimento della cosa che è stata descritta. La descrizione si sovrappone adombrando il ricordo originario. Inoltre si passa da una dimensione in cui il volto è rappresentato globalmente a una in cui è rappresentato più analiticamente nelle sue diverse parti, ciò può non essere di aiuto. Sapere qualcosa non equivale a descrivere quello che si sa. "Certe cose è meglio non dirle".

Se nel verbal overshadowing la modificazione del contenuto della memoria attraverso il linguaggio non è intenzionale, ci sono tecniche di manipolazione esplicita.

  • 1°Esperimento: Incidente stradale

Mostra come attraverso il linguaggio si può modificare il contenuto di memoria. Si racconta una storia con diapositive in cui una macchina supera un'altra mentre vi è un segnale stradale di dare precedenza. I partecipanti scrivevano poi su un questionario attraverso cui si cercava di manipolare la prestazione successiva per metà dei partecipanti il questionario conteneva la domanda "La macchina rossa è stata sorpassata mentre era ferma al segnale di stop?" La domanda era fuorviante, perché il segnale stradale nella diapositiva era un segnale di precedenza, non un segnale di stop. Per l'altra metà dei partecipanti, la domanda era "La macchina rossa è stata sorpassata mentre era ferma al segnale di precedenza?".

Dopo 20 minuti a fare altro, gli venivano mostrate una coppia di diapositive identiche se non per il dettaglio relativo al cartello stradale (uno aveva uno stop e uno il segnale di precedenza) e i partecipanti dovevo dire quale fosse la diapositiva corretta che avevano visualizzato inizialmente. Nel questionario la domanda manipolativa faceva crollare le risposte corrette dal 70% al 40%. Questo dimostra che attraverso l'uso del linguaggio si può manipolare il contenuto di memoria.

  • 2°Esperimento: Incidente stradale

La manipolazione può anche essere più sottile di così e può essere attuata da una scelta di tipo puramente grammaticale. In un diverso esperimento, non c'era il questionario esca ma dopo aver fatto vedere ai partecipanti le diapositive che illustravano il medesimo incidente stradale, si chiedeva loro: "Hai visto un segnale di stop?" oppure "Hai visto il segnale di stop?". L'uso dell'articolo il presuppone la presenza di un segnale di stop, mentre l'uso di un non comporta questa presupposizione. I partecipanti a cui è veniva chiesto "Hai visto un segnale di stop?" hanno risposto "sì" in media il 6% delle volte. Questa percentuale è più che raddoppiata nei partecipanti a cui è era stato chiesto "Hai visto il segnale di stop?".

Presi insiemi i due esperimenti sembrano suggerire che è davvero possibile cambiare il contenuto del ricordo attraverso certe specifiche scelte linguistiche.

CasOs Walkman

Walkman → Strumento per ascoltare musica in mobilità negli anni '80. Qual è il plurale della parola Walkman? Walkmen o walkmans? Nessuno dei due suona bene nel parlato. È una parola composta. Nell'inglese, la testa morfologica (la parola che determina i caratteri della parola composta) è quella che sta alla fine. È questa che viene posta al plurale.

Es. Sidewalk (marciapiedi) => Sidewalks | Wallpaper => Wallpapers | Housewife (casalinga) => Housewives Workman (uomo che lavora)=> Workmen.

La parola Walkman non rispetta la regola perché non c'è una testa morfologica (non è un uomo che cammina). Di conseguenza non ha un plurale grammaticalmente corretto (perché la parola stessa non lo è). I dirigenti della SONY hanno stabilito che il plurale è "two walkman portable stereos".

Walkman è generalmente diventato un nome comune (quindi usato anche per dispositivi simili di altre marche). Questo passaggio ad alcune compagnie crea problemi (perché i concorrenti possono iniziare a usare lo stesso nome).

Memoria episodica: identificare un episodio (dove, cosa e quando).

Memoria a lungo termine: vi sono le mie conoscenze del mondo.

Memoria a breve termine: mantenimento dell'informazione per pochissimo tempo, mentre usiamo il ricordo per svolgere un'azione a breve (tipo nel linguaggio, ricordo l'inizio della frase per poterla processare).

Memoria di lavoro

Lezione 3

Ambiguità lessicali

Rapporto tra linguaggio e comunicazione. Il linguaggio è stato plasmato dalle sue necessità comunicative? Le lingue sono forgiate dai loro utilizzatori per assolvere fini comunicativi?

Noam Chomsky

Il principale sostenitore dell'antitesi è → fondatore della linguistica moderna, uno dei fondatori delle scienze cognitive. Secondo lui il linguaggio non si è evoluto primariamente per la comunicazione (quindi la sua funzione non è primariamente comunicare). Crede che il linguaggio abbia grossi difetti per la comunicazione. Il linguaggio in quale misura è ambiguo? Chomsky dice che è il linguaggio è altamente ambiguo. Secondo lui, probabilmente la funzione principale del linguaggio è quella di permettere un'organizzazione interna dei pensieri e poi l'hanno utilizzato per comunicare. Tutto si può usare per comunicare, ma non tutto ciò che si usa per comunicare è lì originariamente per favorire la comunicazione. Ci sono diverse opinioni sia a favore che contrarie.

Se il linguaggio è fatto per comunicare ci si aspetta che le lingue siano fatte in modo tale da assolvere efficacemente a questa funzione. Come si è visto in realtà le regole grammaticali non sembrano basate su esigenze comunicative.

Cos'è la comunicazione? È la trasmissione di un contenuto da un mittente a uno o più riceventi. È più efficace tanto più il pensiero che si vuole trasmettere giunge in modo unitario e chiaro. Bisognerebbe perciò evitare le ambiguità.

Esempio: "Gianni ha tenuto il libro nella valigia". Può essere inteso come il luogo in cui ha tenuto il libro o come l'atto di tenere il libro che era nella valigia (buttandone un altro). Polisemia: diversi significati collegati uno con l'altro. Inoltre, una stessa forma fonologica (lo stesso suono a pronunciare la parola) può avere diversi usi ("a" ne ha 7!).

Il numero di combinazioni possibili con le lettere dell'alfabeto è milioni di volte superiore rispetto alle parole realmente esistenti. Si potrebbe avere una forma diversa per ogni significato, ma non è così.

Perché le lingue sono ambigue? Vi sono diversi tipi di ambiguità (Lessicali, Strutturali e Linguistiche).

Ambiguità lessicali = singola forma fonologica ha diversi significati (per significato può essere anche grammaticale, tipo "Ha molti soldi").

Differenza tra vaghezza e ambiguità:

  • Vaghezza: non c'è un numero preciso, c'è una continuità per cui ci sono sfumature di un significato. Es. Alto, potrebbe essere 1.87 come 1.95.
  • Ambiguità: più significati, del tutto diversi.

Le ambiguità si potrebbero eliminare assegnando ad ogni parola un proprio significato, ma per quanto il lessico possa essere ricco non ci potrà mai essere una parola per ogni singolo concetto.

Es. "Ieri ho comprato un maglione rosso", supponendo io abbia diversi maglioni rossi, volendo riferirmi a uno specifico, potrei dire "quello è il maglione rosso che ho comprato ieri", ma noi abbiamo il concetto di maglione e di rosso ma non di "ho comprato ieri".

→ Ambiguità lessicale disambiguate nello scritto:

  • Anno vs Hanno
  • Ai vs Hai
  • Cieco vs Ceco
  • Da vs Dà

→ Ambiguità lessicali disambiguate nello scritto, stessa parte del discorso (potenzialmente più difficili da gestire):

  • Botte Filosofia del Linguaggio
  • Pesca
  • Fiera
  • Lira
  • Credenza
  • Borsa
  • Miglio
  • Riso

→ Ambiguità lessicali non disambiguate nello scritto, diversa parte del discorso (più comuni e di più facile individuazione perché si capisce se si parla di un verbo, di un nome, un aggettivo o altro):

  • Russa
  • Faccia
  • Sale
  • Parte
  • Fine
  • Costa
  • Dai
  • Salutare
  • Porta

Non ci sono segnali che laddove ci sono delle ambiguità, l'evoluzione della lingua vada a eliminarle, se succede è semplicemente perché alcuni significati siano meno utilizzati nel periodo storico successivo. Con il tempo potrebbero scomparire (per esempio "lira", non più usata come moneta), ma sono casi rari. Spesso anzi invece che scomparire le ambiguità vengono create. Non sembra esserci una tendenza alla diminuzione delle ambiguità lessicali.

Perché? Vi sono anche dei vantaggi, ma non hanno a che fare con la comunicazione.

Digressione.. Il fenomeno del mondo piccolo

In un articolo del 1969 due sociologi hanno individuato il numero di intermediari che in media collegano due persone che vivono negli Stati Uniti (criterio per definire il grado di conoscenza: bigliettini di Natale). I gradi di separazione sono mediamente sei. Qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari (negli USA).

Sigman e Cecchi

In uno studio del 2002 si è scoperto che i gradi di separazione medi tra due parole in un vocabolario di 66.000 parole è sette (legami per esempio bello/brutto, albero/quercia, pagina/libro).

SUPER CONNETTORIA creare il fenomeno del mondo piccolo sono i (nodi con un enorme numero di connettori).

Nel lessico i super-connettori sono le ambiguità lessicali. Vantaggi:

  • Le ambiguità lessicali fanno in modo che il sistema del linguaggio sia più coeso.
  • Il lessico sia organizzato in una rappresentazione compatta. Fanno sì che Vantaggio cognitivo (dobbiamo navigare tra meno parole per trovare la parola giusta). Svantaggio comunicativo.

Altra ipotesi: le parole più facili da pronunciare sono brevi e hanno una struttura fonologica semplice, ma vi è un numero limitato di combinazioni con queste caratteristiche.

→ Permette di riutilizzare suoni più facilmente producibili (ciò di fatto favorirebbe anche la comunicazione).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IsaIsa.30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Cecchetto Carlo.
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