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Concetti Chiave

  • La Macedonia, situata a nord della Grecia, era caratterizzata da un governo monarchico e una popolazione di pastori e contadini sotto un'aristocrazia militare.
  • Filippo II, influenzato dalla sua permanenza a Tebe, riorganizzò l'esercito creando la falange macedone, una formazione innovativa con lunghe lance per tenere impegnati i nemici.
  • Con le sue conquiste, Filippo II mirava a unire la Grecia sotto il suo comando, presentandosi come un re di stirpe greca pronto a offrire pace e protezione.
  • La battaglia di Cheronea nel 338 a.C. segnò una decisiva vittoria macedone, portando alla creazione della lega di Corinto, sottomessa a Filippo II.
  • Dopo l'assassinio di Filippo II nel 336 a.C., il figlio Alessandro, appena ventenne, salì al trono, ereditando un impero in espansione.

La Macedonia e il suo contesto

La Macedonia situata a nord della Grecia, era sempre rimasta in disparte dalle vicende politiche che avevano interessato nel corso degli anni Sparta ed Atene. Il territorio era prevalentemente montuoso e le città non numerose. La popolazione era composta da pastori e da contadini che lavoravano per conto di un’ aristocrazia militare. Il governo era affidato ad un re che veniva scelto fra gli aristocratici i quali invece di considerarsi sudditi, si consideravano amici del monarca. In caso di guerra i contadini combattevano nella fanteria, mentre i nobili formavano la cavalleria pesante ed un avevano un peso non indifferente nelle decisioni politiche. I Greci consideravano i Macedoni come barbari per due motivi:1) avevano un’organizzazione politica diversa dalla poleis greca 2) solo marginalmente la loro stirpe era greca.

Filippo II e la riorganizzazione militare

Alloprché Filippo II salì al trono la situazione cambiò. Da giovane aveva a Tebe, come ostaggio e qui aveva conosciuto il genio militare di Epaminonda, capo dell’esercito Tebano. Per questo motivo, una volta diventato re la sua prima preoccupazione fu quella di riorganizzare l’esercito. Il suo nome è rimasto legato alla falange macedone, formata da sedici file di soldati, dotati di lance lunghe anche sei metri. La tattica era quella non di cercare di sgominare subito il nemico, bensì di tenerlo impegnato a lungo, con conseguenze disastrose per l’avversario ma modeste per l’esercito macedone.

Conquiste e politica di Filippo II

Appoggiandosi alle falangi, Filippo II cominciò le sue conquiste, occupando una buona parte della penisola balcanica, garantendosi così uno sbocco sul mare. Il suo obiettivo era quello conquistare anche la Grecia, presentandosi, però, come un re di stirpe greca e quindi pronto ad offrire pace e protezione. Quando, durante un conflitto fra poleis fu saccheggiato il tempio di Apollo a Delfi, Filippo II intervenite in qualità di paladino della religione ed occupò la Tracia e la Beozia, due regioni proprio nel cuore della penisola greca. Ad Atene questa mossa non piacque e nella città si formarono due partiti:

1) I filomacedoni di idea pacifista, disposti ad accettare l’egemonia macedone

2) Gli anti macedoni di idee radicali che sostenevano la necessità di difendere l’autonomia delle polis. Il loro capo era Demostene il quale aveva capito bene che con l’arrivo dei Macedoni la Grecia avrebbe dovutoi rinunciare ai propri valori.

La battaglia di Cheronea e le sue conseguenze

L’esercito ateniese e tebano e quello macedone si affrontarono a Cheronea, in Beozia nel 338 a.C. Fu una grande sconfitta: l’esercito ateniese fu sconfitto dalla falange, mentre quello tebano fu travolto dalla cavalleria macedone, guidata da Alessandro, figlio di Filippo II, il quale aveva appena 18 anni.

La lega di Corinto e l'assassinio di Filippo II

A seguito di questa sconfitta, si Filippo II propose di formare la lega di Corinto, formata da tutti i rappresentanti della poleis e il cui scopo era quello di garantire la pace. In realtà la lega era autonoma solo in teoria perché di fatto era sottomessa a Filippo II. Infatti egli intendeva assicurarsi la fedeltà dell’esercito della lega per poi procedere alla conquista della Persia.

Filippo II non poté realizzare questo progetto perché nel 336 a.:, e cioè due anni dopo la battaglia di Cheronea fu assassinato e sul trono salì il figlio Alessandro, di appena 20 anni.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le caratteristiche principali della Macedonia prima dell'ascesa di Filippo II?
  2. La Macedonia era un territorio montuoso con una popolazione di pastori e contadini, governata da un re scelto tra gli aristocratici. I Macedoni erano considerati barbari dai Greci a causa della loro diversa organizzazione politica e della loro limitata stirpe greca.

  3. Come influenzò l'esperienza di Filippo II a Tebe la sua riorganizzazione militare?
  4. Filippo II, avendo vissuto come ostaggio a Tebe e appreso le tattiche di Epaminonda, riorganizzò l'esercito macedone, creando la falange, una formazione militare innovativa con soldati armati di lance lunghe, che cambiò le sorti delle battaglie.

  5. Quale strategia adottò Filippo II per conquistare la Grecia?
  6. Filippo II si presentò come un re di stirpe greca, promettendo pace e protezione, e approfittò dei conflitti tra le poleis per espandere il suo dominio, occupando regioni chiave come la Tracia e la Beozia.

  7. Quali furono le conseguenze della battaglia di Cheronea?
  8. La battaglia di Cheronea nel 338 a.C. portò a una grande sconfitta per gli Ateniesi e i Tebani, consolidando il potere di Filippo II e portando alla creazione della lega di Corinto, che, sebbene apparisse autonoma, era in realtà sotto il controllo di Filippo.

  9. Quale fu il destino di Filippo II e come influenzò la successione al trono?
  10. Filippo II fu assassinato nel 336 a.C., due anni dopo la battaglia di Cheronea, e il suo trono passò al figlio Alessandro, che aveva solo 20 anni, segnando l'inizio di una nuova era per la Macedonia e le sue ambizioni imperiali.

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