Concetti Chiave

  • Il Romanticismo, nato in Germania nel primo '800, esalta l'arte e il sentimento, superando la ragione illuministica e cercando una connessione con l'assoluto.
  • La filosofia di Fichte pone l'Io puro come principio originario, evidenziando un processo dialettico che porta alla libertà e all'auto-miglioramento dell'individuo.
  • Fichte distingue tra società e Stato, sostenendo che la società si autoregola attraverso la collaborazione umana, con il filosofo come guida nel progresso collettivo.
  • Schelling enfatizza la centralità della natura come fonte di meraviglia e unità tra spirito e natura, superando la separazione tra realtà materiale e spirito.
  • L'arte, per Schelling, è il mezzo attraverso cui si rivela l'unità del reale e l'assoluto, grazie all'intuizione estetica che esplora le espressioni concrete dell'infinito.

Origini del Romanticismo

Il Romanticismo nacque nella Germania di primo ‘800 influenzando ogni campo artistico e letterario dell’epoca. In questo contesto storico si aspirò all’infinito attraverso l’esaltazione dell’arte e del sentimento, con il conseguente superamento della ragione illuministica, e quindi della rottura tra soggetto e oggetto e dell’estraneità della “cosa in sé” kantiana, in quanto nozione estranea al soggetto. Questo desiderio di spiegare la complessità del reale riconducendola a un principio unico e unitario venne mosso da un profondo bisogno di assoluto e da una “nostalgia” delle proprie origini divine e da un senso di frustrazione causati dai limiti imposti dalla propria condizione. L’Idealismo riconduce quindi l’essere al pensiero, negando l’esistenza autonoma della realtà.

Filosofia di Fichte

La filosofia fichtiana individua nell’Io puro il principio originario da cui il mondo trae il suo significato e la sua realtà. Esso è inesauribile attività creatrice, ed è quindi Streben verso la libertà. Il Grande Io si sviluppa dialetticamente attraverso una tesi, un’antitesi e una sua sintesi. Esso si afferma come principio primo e incondizionato, poi si determina costituendo la natura come “regno dei limiti”, successivamente di concretizza nell’Io finito, e quindi nell’Io puro che si particolarizza in Io empirici e manifestazioni particolari grazie all’immaginazione produttiva del soggetto, il quale attraverso le varie fasi della conoscenza e di un processo di riappropriazione è in grado di riconoscersi come fonte di ogni cosa. Vivere in una condizione di costante auto miglioramento, in ricerca di un’assoluta libertà sia conoscitiva che ontologica, è una scelta di vita che richiede un impegno totale e incondizionato, dando all’Idealismo un forte carattere etico. L’uomo che aderisce alla missione di forgiare se stesso e che accetta di esistere per divenire egli stesso sempre migliore moralmente, deve anche comprendere il suo istinto sociale come fondamentale, considerando gli altri solo come fini; e tendendo non solo al perfezionamento individuale, ma che a quello collettivo attraverso l’educazione.

Ruolo del dotto e del popolo

È qui che Fichte sottolinea la differenza tra società e Stato, poiché il secondo ha lo scopo di controllare la prima, ed è quindi uno strumento per ottenere una migliore organizzazione possibile, esso è però destinato a rendersi superfluo, poiché la società è destinata ad autoregolarsi attraverso una libera collaborazione tra gli uomini. Ed è il dotto, il filosofo, ad avere il compito di guida per questo costante progresso, egli deve “sorvegliare dall’alto il progresso effettivo del genere umano” e promuoverlo. Compito che viene attribuito anche al popolo tedesco, il quale deve collaborare a una “missione civilizzatrice” e essere da esempio per gli altri popoli.

Contributo di Schelling

Schelling, pur condividendo la tensione verso l’infinito dell’Idealismo, afferma la centralità della natura, intrisa d’infinito e fonte di costante meraviglia. Il filosofo riconosce tuttavia l’esistenza di un’unità indifferenziata di spirito e natura, superando il concetto di realtà materiale come separato dallo spirito. Vi è dunque un’identità unica che costituisce la comune radice sia del soggetto che dell’oggetto. La filosofia, come scienza dell’assoluto, è in grado di analizzare e distinguere i dati e comprendere quest’unità attraverso due strade. La filosofia della Natura permette di giungere allo spirito attraverso lo “spirito visibile”, la filosofia dello spirito invece parte dalla “natura invisibile” per giungere alla coscienza di sé attraverso prima la sensazione, e quindi l’intuizione produttiva che permette all’individuo di scoprirsi capace di superare i limiti imposti dai dati oggettivi, poi dalla riflessione, e infine dalla volontà. Ma è l’Arte a rivelare definitivamente l’unità e il senso più profondo del reale, poiché è in grado di cogliere l’assoluto attraverso l’intuizione estetica e penetra l’infinito attraverso le sue espressioni concrete. L’attività artistica è quindi simile a quella dell’assoluto creatore, e infatti l’opera del genio si compone di ispirazione inconsapevole ed esecuzione consapevole.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del Romanticismo e quali sono i suoi principali obiettivi?
  2. Il Romanticismo nacque in Germania nel primo ‘800, aspirando all'infinito attraverso l'esaltazione dell'arte e del sentimento, superando la ragione illuministica e cercando un principio unico che spiegasse la complessità del reale.

  3. Qual è il ruolo dell'Io puro nella filosofia di Fichte?
  4. Nella filosofia fichtiana, l'Io puro è il principio originario che dà significato e realtà al mondo, rappresentando un'attività creatrice e un continuo sforzo verso la libertà, sviluppandosi attraverso un processo dialettico.

  5. Come si differenziano società e Stato secondo Fichte?
  6. Fichte distingue tra società e Stato, affermando che il secondo serve a controllare la prima e a migliorare l'organizzazione sociale, ma è destinato a diventare superfluo poiché la società si autoregola attraverso la collaborazione libera tra gli uomini.

  7. Qual è il contributo di Schelling all'Idealismo?
  8. Schelling, pur condividendo la tensione verso l'infinito, sottolinea la centralità della natura come fonte di meraviglia e propone un'unità indifferenziata tra spirito e natura, superando la separazione tra realtà materiale e spirito.

  9. In che modo l'arte rivela l'unità del reale secondo Schelling?
  10. Secondo Schelling, l'arte è in grado di cogliere l'assoluto attraverso l'intuizione estetica, rivelando l'unità e il senso profondo del reale, simile all'attività creatrice dell'assoluto.

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