Il femminicidio e la violenza di genere: nuovi profili giuridici e dinamiche psicologiche e culturali
Catanzaro 29 novembre 2013
Il fenomeno in cifre
Dati statistici sul femminicidio
Numero di donne assassinate in Italia negli ultimi anni
Anno e donne assassinate
| Anno | Donne assassinate |
|---|---|
| 2009 | 172 |
| 2010 | 156 |
| 2011 | 137 |
| 2012 | 120 |
Fonte ISTAT-Telefono Rosa
Su 10 femminicidi 7,5 sono preceduti da denunce.
Oltre il 70% dei delitti avviene in un contesto familiare.
Fonte ISTAT-Telefono Rosa
1 donna europea su 4 ha subito una violenza fisica.
1 donna italiana su 10 ha subito una violenza sessuale.
In Italia nel 2012 una donna uccisa ogni 2 giorni.
Distribuzione territoriale dei femminicidi in Italia
Periodo 2000-2011 - casi: 2061
Regioni più colpite dal fenomeno
Lombardia: 251
Emilia Romagna 128
Piemonte: 122
Lazio: 122
8,4% Lombardia
17,2% Emilia Romagna
Piemonte
8,4% Lazio
8,8%
Dato territoriale ripartito per aree geografiche
Periodo 2000-2011 - casi: 2061
Chart Title
30,70%
Regioni del Sud 49,90%
Regioni del Nord
Regioni del Centro
19,40%
Studio: EURES
Cause femminicidi in Italia
Cause femminicidi in Italia (in percentuale) movente passionale
26,3
11,7 0,34
11,7 interesse/denaro
liti/dissapori
23,4 raptus
disturbi psichici
Rapporto Eures-Ansa
2009
Soggetti coinvolti
90%
80%
70%
60%
50% Autori
Vittime
40%
30%
20%
10%
0% Uomini Donne Minori
Soggetti coinvolti Autori Vittime
| Autori | Vittime | |
|---|---|---|
| Uomini | 79% | 33,80% |
| Donne | 22% | 50,10% |
| Minori | 0,40% | 16,01% |
Età delle vittime
130 casi dai 25 ai 54 anni
854 casi oltre 60 anni
1027 casi minorenni
Fonte: EURES
Distribuzione geografica della violenza di genere
ardanti la distribuzione geografica della violenza di ge
do Africa
25,99%
15,25% Sud-Est Asiatico
15,82% America
Pacifico Occidentale
Europa- Russia -Asia Centrale
22,60%
20,34%
Africa 46%
Sud-Est Asiatico 40%
America 36%
Pacifico Occidentale 28%
Europa- Russia -Asia
Centrale 27% Dati OMS 2013 sulla violenza di genere
Le donne che si prostituiscono nel nostro Paese
45000
37000
straniere
93% 7%
maggiorenni minorenni
Fonte dati: Persec Progetto “Fuoriluogo” padri Somaschi, gruppo Abele. Corriere della
Violenza a sfondo sessuale su minori
sessuali scopi per tratta
Ogni 2 di è bambino un mondo Nel • vittima
minuti
3000 prostituiscono si che italiani Minori •
1 sessuale
sfondo a filmati o immagini sms,
Femminicidio: perché gli uomini arrivano ad uccidere?
Il termine femminicidio (femicide) è stato diffuso per la prima volta dalla statunitense Diana Russell che, nel 1992, nel libro Femicide: The Politics of Woman Killing, attraverso l’utilizzo di questa nuova categoria criminologica, individuò la causa principale degli omicidi nei confronti delle donne: una violenza estrema da parte dell’uomo contro la donna in quanto tale.
Successivamente l’antropologa messicana Marcela Lagarde ampliò il significato indicando con il termine Femminicidio “la forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto dalla violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine (maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale) […] che possono culminare con l’uccisione.”
I dati, provenienti dai maggiori istituti statistici parlano chiaro: il fenomeno del femminicidio è in progressivo sviluppo, basti pensare che una donna europea su 4 ha subito una violenza fisica, e nel 2012 in Italia ogni due giorni una donna è stata uccisa.
- Su 10 femminicidi 7,5 sono preceduti da denuncia.
- Oltre il 70% dei delitti avviene in un contesto familiare.
Sono proprio quest’ultimi, i dati che devono farci maggiormente riflettere.
Come si è potuto notare sono tantissime le donne uccise negli ultimi tempi, per questo per avere più chiarezza non occorre conoscere semplicemente l’entità del fenomeno, ma è opportuno analizzarlo anche sotto l’aspetto psicologico, cercando di capire quali siano i veri motivi che spingono alcuni uomini a compiere gesti così estremi.
Tra le varie cause di una violenza sessuale possiamo trovare una mascolinità ostile, orientamento astioso e distruttivo verso le donne che nasce dall’insicurezza maschile e dal desiderio folle di controllare e dominare la donna; un’attività sessuale impersonale, ossia che interessa solo i corpi e non prevede coinvolgimento emotivo; il narcisismo maschile, che induce l’uomo a vivere in modo egocentrico la propria relazione tralasciando i bisogni e desideri della partner; l’incapacità di gestire la propria frustrazione maturata in ambito lavorativo, personale e relazionale, che accumulandosi conduce a molestie e maltrattamenti nei confronti della famiglia, capro espiatorio su cui proiettare il proprio senso di colpa.
Consumo di alcol e sostanze psicoattive come le droghe che vanno a toccare il sistema limbico sono variabili determinanti nello scatenare l’aggressività maschile, dal momento che contribuiscono alla perdita dei freni inibitori.
Inoltre, non è da sottovalutare il ruolo della pubblicità, la quale con i suoi spot sessisti rinforza stereotipi di genere che vedono le donne ridotte al ruolo di casalinghe disperate, acquirenti compulsive, bellezze da ammirare come fossero dei banali oggetti, e non soggetti dotati di propria personalità in grado di fare grandi cose per se stessi e per la comunità nella quale vivono.
L’ineguaglianza tra i due sessi è in fondo un fenomeno sociale secolare, perché affonda le sue radici nelle antiche famiglie patriarcali in cui le donne ricoprivano ruoli minori, di moglie e madre, mai di donna, nei cui confronti si attivavano perciò meccanismi di vicinanza particolare, che combinavano affetto e spesso dominio.
Perciò, è molto difficile intraprendere il cammino verso la parità sostanziale tra i due sessi.
Dal punto di vista giuridico, sono stati compiuti ottimi passi: oltre all’introduzione del reato di stalking, qualche mese fa è stato approvato un decreto legge che mira a rendere più incisivi gli strumenti della repressione penale nei confronti dei fenomeni di maltrattamento in famiglia, violenza sessuale e di atti persecutori.
Tuttavia la legge da sola non basta: obiettivi essenziali da raggiungere sono l’abbattimento dei modelli culturali arcaici e l’educazione al rispetto nei confronti di qualsiasi fascia sociale, entrambi elementi che contribuiscono in maniera determinante a cambiare la mentalità retrograda e sessista di molti soggetti.