Concetti Chiave
- Gli STAT sono attivatori di trascrizione che rispondono all'interazione tra citochine e recettori JAK, influenzando la differenziazione dei linfociti.
- STAT1 e STAT4 sono coinvolti nella differenziazione dei linfociti TH1, mentre STAT6, STAT3 e STAT5 sono attivati rispettivamente per TH2, TH17 e TREG.
- I linfociti TH1 migrano verso i siti di infiammazione, grazie all'espressione di recettori per le chemochine e molecole di adesione, facilitando la risposta immunitaria.
- I linfociti TH1 attivano i macrofagi infettati tramite INF-γ e CD40L, migliorando la loro capacità di eliminare patogeni intracellulari.
- Questi linfociti possono indurre l'apoptosi di macrofagi non in grado di eliminare l'infezione, contribuendo così all'efficacia della risposta immunitaria.
Ruolo degli STAT nella risposta immunitaria
Gli STAT (Signal Transducer and Activator of Trascription) agiscano subito a seguito dell’interazione tra le diverse citochine con il recettore JAK che viene ad essere fosforilato.
- Nella differenziazione dei linfociti TH1 sono coinvolti STAT1 (attivato da IFN-γ) e STAT4 (attivato da IL-12) e da questi, in seguito, viene richiamato il fattore di trascrizione T-bet
- Per i linfociti TH2 viene attivato STAT6 (per la citochina IL-4) e da questo viene richiamato il fattore GATA-3
- Per i linfociti TH17 viene attivato STAT3 (per le citochine IL-6 e IL-23) e da questo viene richiamato il fattore RORγT
- Per i linfociti TFH viene attivato sempre STAT3 (sempre per IL-6) e da questo viene richiamato il fattore Bcl-6
- Per i linfociti TREG viene attivato STAT5 (per la citochina IL-2) e da questo viene richiamato il fattore FoxP3.
Differenziazione dei linfociti TH1
I virus e alcuni batteri inducono la secrezione di IL-12 (che può avvenire con diverse modalità) da parte delle cellule dendritiche, le quali possono attivare linfociti NK e indurli a produrre IFN-γ. Inoltre, nell’uomo possono venire prodotte in questa condizione anche IL-18 e IFN di tipo I. Vengono prodotte quindi le prime due citochine che sono le principali utili alla differenziazione dei linfociti T naïve che vengono captate da recettori specifici di tali cellule e che permettono così la fosforilazione di JAK e poi l’attivazione di STAT1 (da parte di IFN-γ) che richiamerà T-bet e STAT4 (da parte di IL-12).
Migrazione e azione dei linfociti TH1
Le cellule TH1 una volta attivate migrano dal linfonodo verso i siti dell’infiammazione dove sono presenti i patogeni intracellulari captati dalle APC. Esse sono infatti in grado di uscire dalle venule, a differenza dei linfociti T naïve, una volta richiamati dalle chemochine e dalle citochine infiammatorie perché esprimono delle molecole di adesione e recettori che permettono la loro migrazione. I linfociti TH1 esprimono alti livelli di recettori per le chemochine CXCR3 e CCR5 che legano le chemochine prodotte dai tessuti in seguito ad una risposta dell’immunità innata e, giunti in questi tessuti, provocano un aumento delle reazioni di quest’ultimo tipo di immunità. Infine, i linfociti esprimono anche alti livelli di ligandi per le E-selectine e le P-selectine, oltre a VLA-4, VLA-5 e CD44 per la stabilizzazione del legame con fibronectina e acido ialuronico presenti nei tessuti infiammati.
Meccanismi di azione dei linfociti TH1
I meccanismi di azione dei linfociti TH1 sono, ad esempio la produzione di INF-γ e di CD40L (o ligando CD40) che attivano un macrofago che è stato infettato o che ha fagocitato microrganismi che non riesce ad eliminare autonomamente. Questo porta all’aumento delle capacità del macrofago che gli permettono di distruggere il parassita in esso contenuto facilitando la fusione dei lisosomi con le vescicole contenenti i batteri oltre a aumentare la produzione di NO, di specie reattive dell’ossigeno, di proteasi, di TNF-α e di IL-12 per richiamare altri linfociti TH1. L’altra modalità di azione dei linfociti TH1 coinvolge la produzione da parte di questi ultimi del ligando di Fas e di LT-β che inducono l’apoptosi di quei macrofagi che non hanno modo di eliminare la causa dell’infezione che hanno fagocitato o che in essi si è insediata. Generalmente, macrofagi e neutrofili possono uccidere senza aiuto esterno da parte di anticorpi o di linfociti TH1 la maggior parte dei batteri e solo alcuni sono in grado di resistere alla loro azione. Tra questi vi sono ad esempio i micobatteri o protozoi (in cui sono inclusi il batterio della tubercolosi, della lebbra, della salmonella o i protozoi Leishmania e Toxoplasma).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo degli STAT nella differenziazione dei linfociti T?
- Come avviene la migrazione dei linfociti TH1 verso i siti di infiammazione?
- Quali sono i principali meccanismi di azione dei linfociti TH1?
- Quali citochine sono coinvolte nella differenziazione dei linfociti TH1?
- Quali patogeni sono resistenti all'azione dei macrofagi e dei neutrofili?
Gli STAT sono attivatori cruciali nella differenziazione dei linfociti T, con STAT1 e STAT4 per i linfociti TH1, STAT6 per i TH2, STAT3 per i TH17 e TFH, e STAT5 per i TREG, ciascuno attivato da specifiche citochine (IFN-γ, IL-12, IL-4, IL-6, IL-2) che richiamano fattori di trascrizione specifici.
I linfociti TH1, una volta attivati, migrano dai linfonodi verso i siti infiammatori grazie all'espressione di recettori per le chemochine e molecole di adesione, che consentono loro di uscire dalle venule e rispondere alle chemochine prodotte dai tessuti.
I linfociti TH1 agiscono principalmente attraverso la produzione di INF-γ e CD40L, che attivano i macrofagi per eliminare patogeni, e attraverso la produzione di ligandi di Fas e LT-β, che inducono l'apoptosi di macrofagi incapaci di eliminare l'infezione.
La differenziazione dei linfociti TH1 è principalmente indotta dalla secrezione di IL-12 da parte delle cellule dendritiche, che attiva i linfociti NK a produrre IFN-γ, essenziali per l'attivazione di STAT1 e T-bet.
Alcuni patogeni, come i micobatteri (inclusi quelli della tubercolosi e della lebbra) e protozoi come Leishmania e Toxoplasma, sono in grado di resistere all'azione dei macrofagi e dei neutrofili, richiedendo l'intervento dei linfociti TH1 per la loro eliminazione.