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Concetti Chiave

  • Il fascismo emerge come il primo regime totalitario del Novecento, insieme a Nazismo e Stalinismo, caratterizzato da un forte culto della personalità e propaganda statale.
  • Le tre fasi del fascismo, secondo Renzo De Felice, includono la Fase Rivoluzionaria, la Fase di Normalizzazione e la Fase Totalitaria, segnando l'evoluzione del partito e del regime.
  • Il mito della vittoria mutilata del 1919 riflette il malcontento sociale in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale, contribuendo all'ascesa del fascismo in un contesto di crisi economica e politica.
  • I Patti Lateranensi del 1929 segnano un accordo tra Stato e Chiesa, rafforzando il consenso verso il fascismo e aumentando il potere di Mussolini.
  • L'alleanza con la Germania si sviluppa attraverso eventi chiave come l'impresa di Etiopia e la firma del patto di acciaio, portando l'Italia verso la Seconda Guerra Mondiale e l'adozione di leggi razziali.

I regimi totalitari del Novecento

Il fascismo è il primo regime totalitarista del Novecento. I tre regimi più importanti furono Nazismo, Stalinismo e Fascismo. Il simbolo del fascismo è formato dalla scritta PNF (partito nazionale fascista), sfondo della bandiera italiana con al centro un fascio romano e un’ascia che simboleggia il legame con il lavoro.

Quali sono le fasi del fascismo?

Lo storico italiano Renzo De Felice è conosciuto come lo storico più importante del fascismo il quale è diviso in tre fasi:

1. Fase Rivoluzionaria dal 1919 al 1922 in cui Mussolini prende il potere e trasforma il fascismo da movimento a partito ed attua la marcia verso Roma

2. Fase di Normalizzazione dal 1922 al 1924, chiamata così perché il partito fascista rispetta le norme dello statuto albertino e si conclude col delitto di Matteotti

3. Fase totalitaria dal 1924 al 1943 va dal delitto Matteotti alla caduta del fascismo.

Il Fascismo è una forma politica in cui è persa ogni autonomia, tutto è in funzione dello stato dove deve essere fatto tutto per il miglioramento della nazione. Lo stato si identifica con il capo e nasce il culto della personalità dove il capo può fare qualsiasi cosa.

Il regime totalitario si forma con il consenso, con la propaganda, con i mezzi di comunicazione. Nascono anche corruzioni verso gli altri politici (comunisti ad esempio).

Il mito della vittoria mutilata

Nel 1919 si diffonde il mito della vittoria mutilata in quanto l’Italia, dopo la prima guerra mondiale, non ottiene quasi niente di quello che gli spettava: si trova in una situazione di inflazione altissima e le terre che il governo Poselli aveva promesso non vengono distribuite, vengono organizzati scioperi per l’aumento del salario e le assunzioni permanenti. I proletari scioperano per aumentare i salari e ridurre l’orario lavorativo da 12 a 8 ore. Inizia il periodo delle occupazioni delle fabbriche, chiamato BIENNIO ROSSO poiché erano organizzate dai socialisti. (Periodo chiamato anche crisi del sistema liberale)

Il partito socialista italiano si dichiara rivoluzionario ma non fa nulla per organizzare una rivoluzione e si crea così una forte opposizione. Aumenta il pericolo rosso e per contrasto aumentano le fila del Nazionalismo.

La nascita del PPI

Nel 1919 Don Luigi Sturzo viene incaricato di fondare un partito cattolico chiamato PPI (partito popolare italiano) nel tentativo di tenere i lavoratori cattolici uniti. Esso diventa una forza moderata. Il programma di questo partito era:

• Rispetto della proprietà

• Sviluppo della solidarietà

• Riforma agraria

• Riforma tributaria

• Decentramento amministrativo

Mussolini era il direttore de “L’avanti” ma viene cacciato poiché favorevole alla guerra e fonda (con i fondi della Francia) “il secolo d’Italia”.

Nel 1919 fonda i fasci di combattimento per ristabilire l’ordine contro il movimento operaio e socialista con l’uso della violenza.

La crisi del liberalismo

L’Italia va al voto con un sistema proporzionale: avviene una crisi del liberalismo poiché il suffragio si allarga e si sfalda il sistema di controllo. Le elezioni sono vinte dal partito liberale ma con una diminuzione di voti e i due nuovi partiti PPI e PSI ottengono più voti del previsto (si ha una sorta di vittoria dei partiti di massa).

Le elezioni del 16/11/1919 portano ad una maggioranza relativa di Giolitti e il Fascismo prende solo 4000 voti.

Giolitti vuole governare ancora l’Italia come prima ma il liberalismo è ormai debole.

Dal 1920 al 1922 si hanno quattro governi deboli ed inefficaci (Giolitti / Bonomi / Facta / Facta).

L’Italia passa dal biennio rosso al fascismo.

Le cause dell’instabilità di questo biennio sono:

• Frammentazione degli schieramenti politici e del sistema proporzionale

Nel congresso di lavoro del 1921 una fazione del PSI si stacca a crea il partito comunista, fondato da Gramsci, Bordiga e Togliatti.

La CGL si stacca dal partito socialista.

I partiti PPI e PSI si rifiuteranno di collaborare con il governo. Si ha così un blocco del governo ed il partito liberale si indebolisce ancora di più.

Ci sono tre fasi della crisi liberale: perdita del potere politico ed incapacità di trovare soluzioni con altri partiti. Questo causa una stasi cioè le forze sociali causano un vuoto di potere e il fascismo sale al potere.

Con la caduta di Giolitti il governo non ha più consensi sia da DX che da SX. Bonomi tenta una cooptazione di PPI, PSI ed interventisti nella gestione del potere. Dato che dai partiti non era accettata, sale Facta – incapace di guidare il paese.

Il parlamento non da appoggio al governo ed il governo Facta è costretto a dimettersi ma viene rieletto Facta poiché non si candida nessun altro.

L’industria continua a resistere solo grazie ai finanziamenti dello Stato e delle banche ma nel 1921 c’è la crisi industriale: Ilva Ansaldo dichiarano bancarotta. Sopravvivono solo le piccole aziende che, però, devono ridimensionarsi.

Conseguenze della crisi industriale sono:

• Aumento disoccupazione

• Contratti di lavoro meno favorevoli

• Borghesia rafforzata riesce a gestire il potere.

Il fascismo diventa la forza capace di dare una svolta alla politica per renderla più autoritaria.

Nel 1921 il fascismo da movimento diventa partito PNF (Partito nazional fascista):

• Conservatore (prima rivoluzionario)

• Favorevole alle posizioni del papa e della chiesa (prima anticlericale)

• Partito favorevole alla monarchia (prima antimonarchico)

• …

Resta però un partito violento: le squadre militari sono rafforzate ed armate dal governo Giolitti. Il fascismo è forte grazie all’appoggio dei liberali.

Nel 1921 si passa a nuove elezioni: Giolitti consente di entrare alle liste del blocco nazionale. Il fascismo è in parlamento.

Nel 1922 le forze di sinistra organizzano uno sciopero legalitario (cioè appoggiato dal governo). Il fascismo dice che se entro 48h non si conclude lo sciopero interverranno i militari per aggredire gli scioperanti.

Entro 48h lo sciopero è concluso: il fascismo diventa padrone del popolo anche se con scarso valore in Parlamento.

La marcia su Roma

Il 28/10/1922 avviene la Marcia su Roma, atto rivoluzionario che porta il fascismo al potere. Organizzata da De Bono, Balbo, Vecchi e Bianchi, da esito positivo: il potere passa nelle mani fasciste grazie all’appoggio del Papa, delle forze armate, delle confederazioni delle industrie e della casa regnante.

Mussolini, oltre a preparare la marcia su Roma, avvia consultazioni diplomatiche con Giolitti per creare un nuovo governo in caso di fallimento della marcia.

Parte la marcia e non c’è nessuna resistenza:

• Facta chiede al re lo stato di assedio – Re rifiuta e chiama Mussolini

• Mussolini crea il primo governo di minoranza ottenendo consenso in Parlamento ed acquisisce pieni poteri.

La fascistizzazione dello Stato

Il 28/10/1922 si conclude la prima fase del fascismo. Dal 1922 al 1925 si ha la fascistizzazione dello Stato.

1922 nasce il Gran Consiglio fascista che ha la funzione direttiva del governo.

1923 le squadre d’azione violente sono trasformate in Milizia volontaria della sicurezza nazionale (organo politico).

I nazionalisti diventano fascisti ed il partito si avvicina alla chiesa cattolica.

PNF crea la riforma Gentile (scuola con un’ora di religione, educazione fisica, ideologia fascista) che è la legge più fascista di tutte; la legge Acerbo (nome di chi la propose) che è una legge elettorale con cui il 25% bastava per avere i 2/3 dei seggi.

Nel 1924 si passa a nuove elezioni: il fascismo si presenta con un listone di cui fanno parte i fascisti e gli scontenti degli altri partiti. Si presentano anche sei liste di opposizione in lotta fra loro e si ha un episodio di squadrismo (controllo dei voti con la violenza).

In parlamento Matteotti denuncia lo squadrismo e vuole nuove elezioni ma viene rapito e dopo un mese ritrovato ucciso sul Tevere.

Le forze non fasciste attuano in Parlamento la secessione dell’Aventino dopo la scoperta dell’uccisione di Matteotti. Esse abbandonano le aule del parlamento e non rientrano più. Questo è il momento di massima debolezza del fascismo.

Il regime fascista

Nel 1925 Mussolini assume la responsabilità storica e morale del delitto Matteotti creando un colpo di stato: il fascismo diventa regime italiano.

Nel 1925 viene emanato il codice Rocco (leggi fascistissime) che costituisce la nuova costituzione italiana:

• Tutti i partiti sono fuorilegge tranne il fascismo

• Tutte le associazioni non fasciste sono fuorilegge

• Il capo del governo ha poteri straordinari

• La libertà di stampa è limitata e controllata

• Istituito un tribunale speciale per difesa dello stato (Antonio Gramsci muore in carcere)

• Non esistono più sindacati liberi ma si creano le corporazioni di Stato.

Il fascismo diventa regime.

1° fase: Liberismo

• Privatizzazione telefoni ed assicurazioni

• Abolizione imposte sui profitti di guerra (prima guerra mondiale)

• Abolizione nominatività dei titoli

• Finanziamenti per nuove industri da parte dello Stato per aumentare e migliorare le produzioni

Nel 1925 avviene il ristagno economico (non c’è crescita) ed una sterlina corrisponde a 145 lire.

Finisce qui la fase liberista.

2° Fase: dirigista

Stato riorganizza l’economia portando una 1 sterlina a 40 lire.

La strategia usata è quello di usare ogni risorsa disponibile e di riorganizzare le imprese.

Nascono due istituti:

IMI – istituto per il credito per finanziamento dello Stato

IRI – nasce per le industrie ; in cambio del finanziamento vuole il controllo delle azioni di imprese e banche (privatizza i profitti e socializza le perdite ed orienta l’economia verso il settore chimico e siderurgico)

Nel 1934 dopo la conquista di Etiopia, la società delle nazioni unite impone delle sanzioni.

Italia si basa sull’autarchia ovvero l’autosufficienza economica (produrre in Italia senza acquistare nulla all’estero) quindi viene imposto il divieto di importazione.

I patti Lateranensi

Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi con cui finisce lo scontro Stato-Chiesa iniziato nel 1870.

3 punti importanti:

• Trattato che conferma i tre stati del Vaticano (Città del Vaticano, Castel Gandolfo, San Giovanni in Laterano)

• Concordato che riconosce il matrimonio religioso, l’insegnamento cattolico ed il veto agli spretati di poter insegnare

• Convenzione che consiste nel risarcire lo stato Pontificio

Questi patti aumentano il consenso verso il fascismo e Mussolini è considerato l’uomo della Provvidenza da Pio XI.

L'alleanza con la Germania

Nel 1934 Hitler tenta l’annessione all’Austria ma ciò è impedito da Mussolini.

Nel 1935, compiuta l’impresa di Etiopia, l’Italia entra a far parte delle potenze europee e inizia a civilizzare gli Etiopi. L’anno successivo nasce l’impero dell’africa orientale che comporta la rottura con le democrazie europee.

L’Italia resta isolata e si avvicina alla Germania.

Nel 1936 scoppia la guerra civile in Spagna dove al potere c’è Francisco Franco. Questa è la prima prova per l’alleanza Italia-Germania. Nasce l’asse Roma-Berlino (cooperazione fascismo e nazismo)

Nel 1937 l’Italia firma il patto anticomintern con Giappone e Germania contro l’Unione Sovietica.

Nel 1938 Mussolini da il consenso ad Hitler di invadere l’Austria.

Italia aderisce alle leggi razziali – 1938 è scritto il manifesto della Razza.

Nel 1939 l’Italia firma il patto di acciaio con la Germania. L’Italia va verso la seconda guerra mondiale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le fasi principali del fascismo secondo Renzo De Felice?
  2. Il fascismo si divide in tre fasi: la Fase Rivoluzionaria (1919-1922), in cui Mussolini prende il potere; la Fase di Normalizzazione (1922-1924), caratterizzata dal rispetto delle norme statutarie; e la Fase Totalitaria (1924-1943), che va dal delitto Matteotti alla caduta del regime.

  3. Che cos'è il mito della vittoria mutilata e quale impatto ha avuto sulla società italiana?
  4. Il mito della vittoria mutilata si riferisce alla delusione dell'Italia dopo la Prima Guerra Mondiale, quando non ottenne i territori promessi. Questo portò a una crisi sociale, con scioperi e occupazioni di fabbriche, contribuendo all'ascesa del fascismo.

  5. Come si sviluppa la crisi del liberalismo in Italia nel periodo post-bellico?
  6. La crisi del liberalismo si manifesta con un sistema politico frammentato e governi deboli, culminando nella perdita di potere del partito liberale e nell'emergere di partiti di massa come il PPI e il PSI, che non collaborano con il governo.

  7. Qual è il significato della Marcia su Roma nel contesto fascista?
  8. La Marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, è un atto rivoluzionario che segna l'ascesa al potere del fascismo, grazie al supporto di forze armate e istituzionali, e porta Mussolini a formare il primo governo fascista.

  9. Quali furono le conseguenze dei Patti Lateranensi per il regime fascista?
  10. I Patti Lateranensi del 1929 risolvono il conflitto tra Stato e Chiesa, conferendo legittimità al regime fascista e aumentando il consenso popolare verso Mussolini, che viene visto come l'uomo della Provvidenza da Pio XI.

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