Concetti Chiave
- L'ascesa del regime fascista di Mussolini inizia ufficialmente nel 1925, attraverso un discorso che afferma la sua autorità e segna l'inizio della dittatura.
- Nel suo discorso, Mussolini esprime la volontà di affrontare gli oppositori interni, sottolineando l'importanza della violenza come parte della sua strategia politica.
- Mussolini controlla le milizie trasformandole in un'organizzazione per la difesa dello stato e limita il diritto d'espressione, colpendo i giornali critici.
- Per ottenere il controllo sulle masse operaie, Mussolini implementa un sistema corporativo attraverso il giurista Rocco, garantendo la stabilità del regime.
- Mussolini affronta l'inflazione con la rivalutazione della lira a "Quota 90" e cerca il supporto della Chiesa, liquidando il Partito Popolare per rafforzare il suo potere.
Qual è l'ascesa del regime fascista?
Il regime dittatoriale fascista di Mussolini nasce ufficialmente nel 1925 dopo il discorso tenutosi alla Camera dei Deputati. Con tale intervento, colui che prenderà il nome di “Duce”, vuole affermare la propria autorità in modo definitivo, non tanto sugli avversari esterni, ormai troppo indeboliti per tentare una qualsiasi opposizione, quanto sugli oppositori interni contrari alla direzione presa dal Duce. Egli impose in modo definitivo la sua personalità sul partito.
Il discorso di Mussolini
Nel suo discorso Mussolini dice di non voler ricorrere a nessun voto di fiducia parlamentare affermando la necessità di una “sosta per vedere se la stessa strada con gli stessi compagni può essere ancora percorsa nell'avvenire” e ciò proprio in riferimento agli oppositori interni a cui è diretto il suo discorso. Afferma inoltre che la violenza continuerà ad essere una caratteristica del suo agire, prendendosi quindi la colpa del delitto Matteotti, tuttavia essa non verrà utilizzata come fece la Ceka russa (polizia segreta) ma terrà conto del suo aspetto “risolutivo”. Con ciò concludeva il suo discorso, iniziando la dittatura.
Controllo delle milizie e della stampa
Primo problema che Mussolini si trovò ad affrontare fu quello delle squadre d'azione. Il Duce voleva infatti mantenere le milizie in quanto il fascismo non era ancora consolidato e perciò esse potevano tornare utili in ogni momento. Per perseguire tale scopo Mussolini trasformò le milizie in un organizzazione avente il compito di difendere lo stato e la pubblica sicurezza, unicamente sotto il solo controllo di Dio e del capo di stato. Esse sarebbero state formate da volontari il cui servizio era gratuito.
In secondo luogo il Duce si impegnò nella limitazione del diritto d'espressione. Dopo gli attacchi alla sua persona, in seguito al delitto Matteotti, qualunque giornale fosse stato diffidato per due volte nell'anno, sarebbe stato privato della possibilità di proseguire nella propria attività.
Mussolini si impegnò poi, al fine di assicurare la propria stabilità, ad ottenere il controllo delle grandi masse operaie e per fare ciò si servì dell'operato del giurista Rocco, ministro della Giustizia. Grazie a lui fu creato uno schema di sistema corporativo che permetteva al regime di avere il pieno controllo su sindacati e corporazioni.
Inflazione e relazioni con la Chiesa
Uno degli ultimi provvedimenti fu quello riguardante l'inflazione. Per rallentare il fenomeno e assicurarsi quindi la propria base elettorale, Mussolini si batté per la rivalutazione della lira a “Quota 90”. Questa mossa economica servì a Mussolini sì per un vantaggio dal punto di vista finanziario ma anche per dimostrare a tutti, stranieri e non, le proprie capacità di governo.
Un ultimo punto molto importante da ricordare nella politica mussoliniana è quello della liquidazione del Partito Popolare e dell'appoggio del Papa e quindi della Chiesa. Mussolini cambiò infatti le sue direttive e grazie alla legge sull'obbligo dell'insegnamento della religione si assicurò le simpatie di Papa Pio XI. Una volta fatto ciò il Duce si concentrò sull'eliminazione del partito popolare, di ostacolo al rapporto fra Chiesa e Stato. Pio XI decise così, su pressione di Mussolini e Rocco, di liquidare il partito invitando don Sturzo a dare le proprie dimissioni.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il momento cruciale per l'affermazione del regime fascista di Mussolini?
- Come si è espresso Mussolini riguardo all'uso della violenza nel suo discorso?
- Quali misure ha adottato Mussolini per controllare le milizie e la stampa?
- Qual è stata la strategia di Mussolini per affrontare l'inflazione e rafforzare la sua posizione?
- In che modo Mussolini ha cercato di ottenere il supporto della Chiesa?
L'affermazione ufficiale del regime fascista avvenne nel 1925, durante un discorso alla Camera dei Deputati, in cui Mussolini dichiarò la sua autorità e la necessità di affrontare gli oppositori interni.
Mussolini ha affermato che la violenza sarebbe stata una caratteristica del suo operato, prendendosi la responsabilità del delitto Matteotti, ma specificando che non sarebbe stata usata come la Ceka russa, bensì in modo “risolutivo”.
Mussolini ha trasformato le milizie in un'organizzazione per la difesa dello stato e ha limitato il diritto d'espressione, privando i giornali diffidati della possibilità di continuare le loro attività.
Mussolini ha cercato di rallentare l'inflazione attraverso la rivalutazione della lira a “Quota 90”, un'azione che mirava a consolidare la sua base elettorale e a dimostrare le sue capacità di governo.
Mussolini ha liquidato il Partito Popolare e ha ottenuto l'appoggio di Papa Pio XI attraverso la legge sull'insegnamento della religione, assicurandosi così le simpatie della Chiesa e facilitando il rapporto tra Chiesa e Stato.