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Concetti Chiave

  • La nascita della Serie A è legata al regime fascista di Mussolini, che utilizzò il calcio per consolidare il proprio potere e comunicare con le masse.
  • Il calcio si diffuse in Italia grazie ai mercanti inglesi a Genova, iniziando a guadagnare popolarità soprattutto al Nord, dove l'industrializzazione era più avanzata.
  • Nel 1926, il fascismo influenzò il calcio con la Carta di Viareggio, che riorganizzò il sport secondo le direttive del regime e portò alla creazione di una nuova lega nazionale.
  • Mussolini non trasformò radicalmente il calcio in uno sport fascista, poiché il suo fascino già attirava le masse, con squadre capeggiate da membri del regime.
  • L'AS Roma fu creata nel contesto fascista attraverso l'unione di diverse squadre, sotto la guida di un fascista, come parte della strategia di controllo delle squadre di calcio.

Fascismo e nascita della serie A

Ecco alcune informazioni sul fascismo e sulla nascita della serie A.
Nell’agosto del 2015, precisamente il 2 agosto, ci fu una protesta da parte dei tifosi messinesi, i quali bloccarono lo stretto per protesta verso la regressione in serie B della squadra. Tutto ciò avvenne quando si stava giocando il campionato della serie A Italiana. Tale serie nacque con Mussolini ed il suo governo fascista ma tutto ciò non viene nominato solitamente. Il calcio divenne all’istante uno sport pieno di sostenitori e popolarità intorno agli anni 80-90 del 1800 e proprio per questo motivo, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, il gioco divenne quasi mondiale ed i fascisti ne videro un modo per avere ulteriore potere nelle loro mani.
Ci sono diverse voci discordanti che affermano la provenienza del calcio: alcuni affermavano che provenisse dal calcio fiorentino, altri da sud (Napoli), ma la maggior parte era d’accordo sul fatto che fu portato dai mercanti inglesi nella città di Genova. L'influenza del fascismo sulla nascita e sviluppo della Serie A italiana articoloDopo questa introduzione si sviluppò un po' ovunque, soprattutto al Nord, in cui l’industrializzazione era più incalzante, nello specifico a Genova, Torino e Milano. Proprio li perché le pubblicità, mostrano immagini di calcio e questo attirava uomini e ragazzi. Mentre al sud non c’era molta diffusione perché l’industrializzazione era molto arretrata e mancavano i tifosi per sostenere le partite.
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Altri aspetti

Ecco altri aspetti su fascismo e nascita della serie A.
Conseguentemente, visto che questo sport iniziava ad attrarre molti sostenitori in poco tempo, iniziò a attirare l’attenzione del fascismo che, intorno al 1920, aveva bisogno di affermare il proprio potere. Infatti il fascismo iniziò ad inserirsi nel calcio nel 1926, testimoniato con la Carta di Viareggio. Prima di tale anno, il fascismo era interessato ad altri generi di sport, come la caccia, scherma o boxe.
Dopo il 1926 la Carta di Viareggio cercò di modificare tutto ciò che serviva per l’organizzazione del calcio in base a direttive che rientravano nel pensiero di Mussolini. Infatti da questo momento in poi si iniziò a parlare di “calcio in camicia nera”. Mussolini iniziò a servirsi di questo sport per comunicare con le masse in modo molto efficiente. Il calcio riusciva ad attirare molta gente rispetto ad un semplice teatro fascista. Su questo spirito venne creata una nuova lega nazionale intorno al 1928-29, inizialmente con due divisioni, nord e sud, e poi si unificò nella “serie A” nel 1930. Successivamente vennero costruiti degli stadi e nuovi programmi di educazione fisica.
Mussolini non fece nulla di eclatante per trasformare il calcio in uno sport fascista, perché già naturalmente il calcio attirava le masse. In questo contesto, le squadre venivano capeggiate da una persona fascista. In seguito si capì che la lega doveva avere delle squadre forti e non mini squadre. Ad esempio a Roma c’erano diverse squadre che si unirono per formare l’AS Roma guidata da Italo Foschi, un fascista. Tutto ciò veniva fatto in automatico senza forzature, in quanto le città erano sotto il partito fascista.
A cura di Anny.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra il fascismo e la nascita della Serie A?
  2. La Serie A nacque sotto il regime fascista di Mussolini, che vide nel calcio un'opportunità per affermare il proprio potere e comunicare con le masse, come evidenziato dalla Carta di Viareggio del 1926.

  3. Come si sviluppò il calcio in Italia durante il periodo fascista?
  4. Il calcio si diffuse principalmente al Nord, in città come Genova, Torino e Milano, grazie all'industrializzazione e alla crescente popolarità dello sport, mentre al Sud la mancanza di industrializzazione limitava la sua diffusione.

  5. Quali erano le principali modifiche apportate al calcio dalla Carta di Viareggio?
  6. La Carta di Viareggio del 1926 modificò l'organizzazione del calcio in Italia secondo le direttive fasciste, portando alla creazione di una nuova lega nazionale e alla fusione delle divisioni in Serie A nel 1930.

  7. In che modo il fascismo influenzò la gestione delle squadre di calcio?
  8. Le squadre di calcio erano spesso capeggiate da membri del partito fascista, come nel caso dell'AS Roma, formata da diverse squadre romane e guidata da un fascista, Italo Foschi, senza forzature evidenti.

  9. Perché il calcio divenne uno strumento efficace per il regime fascista?
  10. Il calcio attirava un vasto pubblico, superando l'appeal di altri eventi culturali, e il regime fascista sfruttò questa popolarità per consolidare il proprio potere e comunicare con le masse in modo diretto ed efficace.

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