Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il dopoguerra in Italia fu caratterizzato da una profonda crisi sociale ed economica, con il sentimento di tradimento legato alla "Vittoria Mutilata".
  • Nel 1919, la formazione dei Fasci di Combattimento rappresentò l'inizio del movimento fascista, sostenuto da una varietà di gruppi sociali preoccupati per il comunismo.
  • L'ascesa di Mussolini al potere fu facilitata dalla debolezza del governo, dal supporto di piccoli borghesi e industriali e dalla sua abilità strategica durante la Marcia su Roma.
  • La crisi Matteotti del 1924 portò a un aumento della repressione fascista, con Mussolini che, assumendosi la responsabilità dell'omicidio del deputato, consolidò ulteriormente il suo potere.
  • Il regime fascista implementò politiche economiche favorevoli agli agrari e stabilizzò la lira, abolendo lo sciopero e cercando l'appoggio della Chiesa attraverso i Patti Lateranensi.

Il dopoguerra in Italia

Il dopoguerra in Italia e in Europa non fu facile. Infatti subito ci si rese conto che gli scopi della guerra, delle potenze vittoriose, Francia e Inghilterra erano di fatto ampliare i territori coloniali. In realtà si trattava di ampliare la leadership Anglo-Francese, in Europa per contrastare la paura del Comunismo. Anche in Italia al termine della guerra si crea una situazione di difficoltà, anche perché l’Italia si sentì tradita dalle promesse che erano state fatte a Londra, prima dell’entrata in guerra, cioè la spartizione di parete del bottino coloniale oltre ai territori irredenti e alla Dalmazia. Per questa ragione si parlò in Italia di Vittoria Mutilata. Per la maggior parte degli Italiani, tutte quelle illusioni di successo economico e di espansione territoriale legate alla vittoria furono frantumate. Per di più in Italia gli anni immediatamente successivi alla I guerra mondiale avevano visto il progressivo affermarsi dei movimenti operai, sia di ispirazione cattolica che comunista. Non è un caso che a proposito del biennio 1920-1921, si parli di biennio rosso proprio a voler mettere in evidenza che quegli anni in Italia come nel resto dell’Europa ci fu la paura del Comunismo.

La nascita del fascismo

Il 1919 politicamente fu un anno importante poiché vide progressivamente la formazione dei Fasci di Combattimento. Il 23 Marzo 1919 furono istituiti a Milano i fasci di combattimento, a cui prendevano parte studenti, ex combattenti, intellettuali ed artisti come i futuristi e rappresentanti della piccola borghesia impiegatizia, i quali erano preoccupati della crescente diffusione del comunismo.

A questo riguardo bisogna però precisare che esiste una differenza tra i farsi di combattimento e il partito fascista che si formerà successivamente.

Infatti nel partito nazionale fascista confluiranno soprattutto i piccoli borghesi i quali vedevano in Mussolini colui il quale avrebbe difeso gli interessi economici dei piccoli proprietari .

L'ascesa di Mussolini

Quando alla fine del 1921, infatti Mussolini aveva l’appoggio di quanti temevano ‘allargamento delle idee di sinistra al governo: l’ascesa politica di Mussolini infatti fu favorita tanto dai piccoli borghesi, dai finanziamenti degli industriali e degli agrari in funzione dell’antisocialismo. Si spiega dunque come Mussolini ed il suo partito potessero facilmente prendere il potere: infatti il governo particolarmente debole favorì la presa di potere di Mussolini già deputato del Parlamento del Regno.

La marcia su Roma

Poiché infatti il debole governo Facta non si era mostrato in grado di arginare gli scioperi che si susseguivano, i fascisti avevano deciso di organizzare un’imponente manifestazione a Roma. Mentre 25.000 fascisti guidati da uomini fedeli a Mussolini, come Italo Balbo marciavano verso Roma, occupando stazioni ferroviarie e prefetture, Mussolini, a Milano, negoziava con il Re e con il governo, appoggiato dagli agrari e dai capitalisti. Mussolini in vagoni-letto da Milano doveva raggiungere Roma e lì presentandosi al Re Vittorio Emanuele III giurava la sua fedeltà alla monarchia e accettava l’incarico di Capo del Governo.

« Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto. » Con queste parole Mussolini si presentava alla camera il 16 Novembre ricevendo piena fiducia e dando vita ad un governo di coalizione conservatrice. Il governo appena insediatosi prese dei provvedimenti di natura fiscale che favorivano i capitalisti e gli agrari.

In breve prende sempre più potere anche perché alla fine dell’anno organizza una milizia fascista alle dirette dipendenze di Mussolini con il compito di garantire la sicurezza nazionale. Questa svolta autoritaria fece si che quei partiti e quegli uomini non si erano opposti al fascismo, guardassero ora Mussolini ed il governo con paura: Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare, (partito dei cattolici) ad esempio nel Marzo de 1923 uscì dal governo e poco dopo anche altri partiti finivano all’opposizione, anche perché nelle elezioni del 1924 ormai vigeva il regime autoritario: vi era infatti un unico listone e per cui di fatto la maggioranza degli eletti apparteneva al partito fascista.

La crisi Matteotti

Quando nel Maggio del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti denunciò alla camera le violenze ed i brogli elettorali, dopo pochi giorni fu rapito e si aprì una crisi di governo. In quel momento le opposizioni sperarono che Mussolini annunciasse le sue dimissioni e per rafforzare le loro idee si ritirarono sull’Aventino p, rifiutandosi di partecipare alle sedute di governo fino a quando non fosse rientrata nel paese la totale Legalità. Quando nell’Agosto del 1924 fu ritrovato il corpo di Matteotti , l’indignazione fu enorme e si chiese al Re Vittorio Emanuele III di intervenire. Poiché Mussolini davanti alla camera si assunse «la responsabilità politica, morale e storica» di quanto accaduto affinché però fosse messa la parola fine ai Sovversivi, il governo invece di perdere potere lo accrebbe anche perché da quel momento in poi iniziò la pratica, da parte della milizia fascista di picchiare i nemici così da intimorirli e costringerli a fuggire all’estero, quando addirittura non erano incarcerati come nel caso di Nenni e Gramschi.

Le leggi fascistissime

A partire dal 1925 lo Statuto Albertino che era modificabile, introdusse le leggi fascistissime in base alle quali pur rimanendo formalmente l’Italia una monarchia, in realtà era una dittature guidata da Benito Mussolini.

La politica economica fascista

Da un punto di vista economici il fascismo condusse una politica a favore degli agrari(la battaglia del grano), stabilizzò a lira con una politica deflattiva che intaccò la capacità di spesa dei lavoratori. Socialmente attraverso il sistema corporativo, ovvero le organizzazioni associative per categoria di lavoro favorì la piccola borghesia, abolì lo sciopero e soprattutto cercò e ottenne nel 1929 l’appoggio dello Stato Pontificio con i patti Lateranesi , grazie ai quali la religione cattolica diventa religione di Stato. Ma il momento più duro del fascismo sarà l’alleanza con il regime Nazista che porterà con il Patto d’Acciaio alla II Guerra Mondiale e alle leggi razziali.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali difficoltà che l'Italia affrontò nel dopoguerra?
  2. L'Italia si trovò in una situazione di difficoltà a causa della "Vittoria Mutilata", sentendosi tradita dalle promesse fatte a Londra riguardo alla spartizione coloniale e ai territori irredenti, mentre cresceva la paura del Comunismo e si affermavano i movimenti operai.

  3. Come si sviluppò il fascismo in Italia?
  4. Il fascismo emerse nel 1919 con la formazione dei Fasci di Combattimento, che riunivano studenti, ex combattenti e piccoli borghesi preoccupati per la diffusione del comunismo, culminando nella creazione del partito nazionale fascista che sosteneva Mussolini come difensore degli interessi economici.

  5. Quale ruolo ebbe Mussolini nell'ascesa del fascismo?
  6. Mussolini, sostenuto dai piccoli borghesi e dagli industriali, approfittò della debolezza del governo per prendere il potere, culminando nella marcia su Roma e nella sua nomina a Capo del Governo, dove iniziò a implementare politiche favorevoli ai capitalisti.

  7. Cosa accadde dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti?
  8. Dopo l'omicidio di Matteotti, ci fu una crisi di governo e le opposizioni si ritirarono, ma Mussolini si assunse la responsabilità dell'accaduto, accrescendo il suo potere e intensificando la violenza della milizia fascista contro i nemici politici.

  9. Quali furono le conseguenze delle leggi fascistissime?
  10. Le leggi fascistissime, introdotte nel 1925, trasformarono formalmente l'Italia in una monarchia, ma di fatto instaurarono una dittatura sotto Mussolini, che portò a politiche economiche favorevoli agli agrari e all'alleanza con il regime nazista, culminando nella II Guerra Mondiale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community