Concetti Chiave

  • Il Partito d'azione tentò moti insurrezionali tra il 1853 e il 1856, ma fallì, portando a pesanti arresti e condanne dai servizi austriaci, indebolendo il movimento democratico.
  • Carlo Pisacane, sostenuto da Mazzini, tentò nel 1857 un'insurrezione nel Napoletano, ma fu massacrato da contadini convinti che i patrioti fossero briganti.
  • La Società nazionale italiana, fondata da Daniele Manin e Giuseppe La Farina nel 1857, unì diverse correnti politiche, ottenendo il supporto di Giuseppe Garibaldi e rafforzando il Piemonte nel processo unitario.
  • Cavour adottò una strategia diplomatica per l'Unità d'Italia, cercando alleanze contro l'Austria e partecipando alla guerra di Crimea per ottenere visibilità internazionale.
  • La conferenza di pace di Parigi del 1856 permise a Cavour di attirare l'attenzione degli stati europei sul problema italiano, creando opportunità per l'Unità d'Italia.

Il fallimento dei moti insurrezionali

A rilanciare l'iniziativa democratica fu il Partito d'azione, che fra il 1853 e il 1856 organizzò moti insurrezionali in Lombardia, Lunigiana e Valtellina. Fallirono tutti e un'ondata di arresti di patrioti effettuati dalla polizia austriaca, seguiti da pesanti condanne (anche alla pena di morte), mise in crisi il movimento.

La spedizione di Carlo Pisacane

Nel 1857, Carlo Pisacane, con l'aiuto e il sostegno di Mazzini, tentò una spedizione nel Napoletano che si proponeva di scatenare un'insurrezione popolare e abbattere il regno dei Borbone. Pisacane, quando sbarcò a Sapri, presso Salerno, non trovò ad attenderlo i rivoluzionari napoletani, ma bande armate di contadini i quali, convinti dal clero locale che quei patrioti fossero pericolosi briganti, li massacrarono tutti.

Sembrava dunque tramontare, per i democratici e per il Partito d'azione, ogni possibilità di guidare il processo risorgimentale; questo dubbio spinse molti patrioti, anche di fede repubblicana, a considerare la monarchia dei Savoia come l'unico sostegno possibile per la causa nazionale italiana.

La nascita della Società nazionale italiana

Nell'agosto del 1857, Daniele Manin, che era stato il capo del governo della Repubblica di San Marco, e il siciliano Giuseppe La Farina, entrambi esuli a Torino, fondarono la Società nazionale italiana. Il programma della società faceva appello a tutte le correnti moderate e democratiche affinchè rinviassero il confronto sulla forma del futuro stato, dichiarava necessarie all'indipendenza e all'Unità d'Italia sia il concorso del popolo sia quello della monarchia sabauda, e invitava ad appoggiare quest'ultima fin tanto che essa avesse appoggiato la causa italiana. All'appello della Società nazionale risposero moltissimi patrioti, ma fondamentale fu l'adesione di Giuseppe Garibaldi, la cui popolarità era altissima in Italia e in Europa. Il fallimento delle insurrezioni e il successo della Società nazionale italiana, che si organizzò clandestinamente in tutti gli stati della penisola, consegnarono al Piemonte la guida del processo unitario. Cavour vi vide un'opportunità per ingrandire il Regno di Sardegna e diede all'Unità italiana una nuova prospettiva politica.

Cavour e la strategia diplomatica

Per Cavour la via da seguire era quella diplomatica e militare: bisognava costruire un'alleanza con gli stati europei che avessero interesse a ridimensionare la potenza degli Asburgo e fossero disposti a muovere guerra all'Austria. L'occasione fu offerta a Cavour con la guerra di Crimea. Il Piemonte non era direttamente coinvolto nel conflitto, ma Cavour inviò un contingente di 10000 uomini a combattere a fianco dei francesi e degli inglesi contro la Russia. Questa mossa permise a Cavour di sedere tra i vincitori nella conferenza di pace di Parigi del 1856, in cui richiamò l'attenzione degli stati d'Europa sul problema italiano. L'operazione ebbe successo perchè la Gran Bretagna vedeva con favore uno stato unitario in Italia, ma soprattutto perchè Cavour trovò in Napoleone III un alleato interessato ad indebolire l'Austria.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze dei moti insurrezionali organizzati dal Partito d'azione?
  2. I moti insurrezionali in Lombardia, Lunigiana e Valtellina fallirono, portando a un'ondata di arresti di patrioti da parte della polizia austriaca e a pesanti condanne, inclusa la pena di morte, che misero in crisi il movimento democratico.

  3. Qual è stato l'esito della spedizione di Carlo Pisacane nel Napoletano?
  4. La spedizione di Pisacane, sostenuta da Mazzini, fallì tragicamente quando i patrioti furono massacrati da bande armate di contadini, convinti dal clero locale che fossero briganti, dimostrando così l'assenza di supporto popolare.

  5. Quale ruolo ha avuto la Società nazionale italiana nel processo risorgimentale?
  6. Fondata da Daniele Manin e Giuseppe La Farina, la Società nazionale italiana ha unito diverse correnti politiche e ha ottenuto l'adesione di Giuseppe Garibaldi, diventando un punto di riferimento per il movimento unitario e consegnando al Piemonte la guida del processo di unificazione.

  7. Quale strategia diplomatica ha adottato Cavour per promuovere l'Unità d'Italia?
  8. Cavour ha perseguito una strategia diplomatica e militare, cercando alleanze con stati europei contro l'Austria, e ha sfruttato la guerra di Crimea per attirare l'attenzione sulla questione italiana, guadagnando il supporto di Napoleone III e della Gran Bretagna.

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