Concetti Chiave
- La cottura della ceramica può avvenire in modo ossidante o riducente, influenzando il colore finale del prodotto.
- Le ceramiche preistoriche si dividono in due categorie principali: impasto, con bassa resistenza e colore scuro, e depurata, più resistente e di colore chiaro.
- Nel Neolitico, la ceramica impressa segna l'inizio dell'uso di decorazioni, mentre diverse facies si sviluppano in Italia con stili distintivi regionali.
- La facies di Stentinello è nota per le decorazioni complesse, mentre le ceramiche bicromiche presentano motivi dipinti in rosso su argilla chiara.
- Durante il Neolitico medio, emergono ceramiche tricromiche con decorazioni più elaborate, come quelle trovate a Ripoli e Capri-Lipari.
Metodi di cottura della ceramica
La ceramica veniva cotta in focolari o forni, e la cottura poteva essere ossidante (quando circola molto ossigeno che ossida il ferro contenuto nell’argilla rendendo la ceramica rossiccia o comunque chiara) o riducente (il vaso cotto senza ossigeno diventa scuro).
Categorie di ceramiche preistoriche
Le ceramiche possono essere di 2 categorie:
- Impasto: la più diffusa nella preistoria. Veniva cotta a temperature basse. Bassa resistenza agli urti. Colore scuro. Veniva dipinta per decorarla
- Depurata: appare all’inizio del Neolitico e riappare durante la protostoria. Cotta ad alta temperature. Più resistente agli urti. Colore chiaro. Per decorarla si procedeva a impressione, incisione o intaglio.
Facies del Neolitico in Italia
Facies del Neolitico in Italia: all’inizio del Neolitico inferiore abbiamo la ceramica impressa, dove con l’unghia ad esempio venivano fatte delle impressioni.
Nel corso del Neolitico a sud ovest c’è la facies di Stentinello, con decorazione impressa complessa e ordinata, mentre a sud est e in Abruzzo ci sono le ceramiche bicromiche con decorazioni dipinte in rosso su argilla chiara.
Al nord infine c’erano le ceramiche lineari, decorate con semplici motivi geometrici lineari che venivano incisi (ad esempio la facies di Fiorano)
Nel Neolitico medio a sud appaiono le ceramiche tricromiche, dipinte con motivi più complessi di colore rosso bordato da linee brune (Ripoli, Capri-Lipari).
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali metodi di cottura della ceramica e come influenzano il colore finale?
- Quali sono le differenze tra le ceramiche di impasto e depurata?
- Come si caratterizzano le facies del Neolitico in Italia?
La ceramica può essere cotta in focolari o forni con due metodi principali: ossidante, che rende la ceramica rossiccia o chiara, e riducente, che produce ceramiche scure.
Le ceramiche di impasto, più diffuse nella preistoria, sono cotte a basse temperature, hanno bassa resistenza e colore scuro, mentre le ceramiche depurate, che appaiono nel Neolitico, sono cotte ad alta temperatura, più resistenti e di colore chiaro.
Le facies del Neolitico in Italia includono la ceramica impressa, la facies di Stentinello con decorazioni complesse, ceramiche bicromiche nel sud-est, e ceramiche lineari al nord, con motivi geometrici incisi. Nel Neolitico medio, si sviluppano ceramiche tricromiche con motivi complessi.