Indice

  1. Fabbisogni, equivalenti calorici e dieta bilanciata
  2. Consumo energetico
  3. Le linee guida e la piramide alimentare
  4. Le esigenze caloriche

Fabbisogni, equivalenti calorici e dieta bilanciata

Il fabbisogno calorico complessivo deve essere soddisfatto dall'introito alimentare, in modo da raggiungere un "bilancio in pareggio". Se l'individuo ha un introito calorico superiore al suo fabbisogno, tende ad aumentare le riserve energetiche e, di conseguenza, il peso. Viceversa, se tale introito è inferiore, il peso corporeo tende a diminuire, in quanto l'organismo fa ricorso alle proprie riserve energetiche strutturali, iniziando dai carboidrati, e a seguire utilizza i grassi e, infine, nel caso di digiuno prolungato, consuma in modo irreversibile le proteine per colmare il divario energetico. Nel caso di diete sbilanciate, per esempio con quote di zuccheri estremamente ridotte, le proteine possono essere utilizzate a scopo energetico prima dei lipidi, i quali vengono metabolizzati soprattutto in un'attività fisica di tipo aerobico.
Questo è ciò che in pratica si considera quando la persona fa ricorso ai cosiddetti pasti ipocalorici che, infatti, sono iperproteici e ipolipidici allo scopo di ridurre l'indice di massa corporea.

Consumo energetico

Attualmente il consumo energetico di riferimento, negli adulti è fissato in 2000 kcal/die per un uomo e a 1600 kcal/die per una donna. I livelli di assunzione di
riferimento di nutrienti e di energia per la popolazione italiana riportano valori di 2350 calorie per un uomo adulto con un'altezza di 1,70 me di 65 kg di
peso e di 1900 calorie per una donna adulta di 1,60m con un peso di 57,6 kg Questi valori (riportati anche negli alimenti confezionati) devono essere soddisfatti da una dieta composta in modo equilibrato
da tutti e tre i macronutrienti (carboidrati, proteine, lipidi), con un corrispondente e irrinunciabile introito di micronutrienti essenziali (vitamine, minerali e oligoelementi) e di fibra.

Le linee guida e la piramide alimentare

Per trasferire in modo chiaro e fruibile le linee guida di una sana e corretta.
alimentazione ai consumatori, è stato necessario individuare una forma che desse informazioni semplici, esatte e di facile comprensione. In base a queste
considerazioni, è stata scelta la piramide come forma che abbina al concetto di quantità assoluta anche i rapporti relativi fra le varie componenti. La prima piramide alimentare nasce nel 1992 negli Stati Uniti.
A questa piramide si sono succedute altre piramidi con un approccio diverso, riferito al tipo di alimenti o a nuove raccomandazioni nutrizionali o salutistiche.
Attualmente sono state elaborate anche modalità alternative di visualizzazione per includere i recenti progressi, le diverse esigenze alimentari e facilitare
la comprensione da parte del pubblico (negli Stati Uniti la piramide alimentare è stata sostituita nel 2011 dal MyPlate che raffigura le proporzioni degli alimenti in un piatto).

Le esigenze caloriche

È impensabile, nel lungo periodo, che si possano soddisfare le esigenze caloriche solo con due dei tre macrocomponenti o, ancora peggio, con uno solo dei tre. Per esempio, i lipidi che possono dare un rilevante apporto calorico al fabbisogno energetico, non possono essere metabolizzati correttamente se non in presenza di un certo introito di carboidrati.
Inoltre, è noto che un eccesso di carboidrati, soprattutto di zuccheri semplici, potrebbe favorire l'insorgenza di alcune forme di diabete, mentre le proteine in eccesso potrebbero provocare rapidamente delle difficoltà, per esempio a livello renale o epatico. Infatti, nelle raccomandazioni inserite negli integratori proteici e/ o amminoacidi deve essere chiaramente
scritto "in caso di patologie renali o epatiche consultare il medico.

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