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Concetti Chiave

  • Leopardi sviluppò un sistema filosofico personale, distaccandosi dall'ideologia culturale della sua famiglia e abbracciando un materialismo opposto al cattolicesimo del padre Monaldo.
  • Durante la sua "conversione filosofica" dal 1819 al 1822, Leopardi scrisse idilli e canzoni patriottiche, mentre il suo pessimismo si intensificò nel 1823.
  • Il pessimismo cosmico di Leopardi si espresse nelle Operette morali, scritte in forma di dialogo filosofico, abbandonando la forma canzone per una prosa ispirata al latino.
  • Nel 1825, Leopardi si trasferì a Milano, collaborando con l'editore Stella e scrivendo antologie sulla letteratura italiana, oltre a pubblicare parte delle Operette morali su Antologia.
  • Leopardi ebbe relazioni complesse con il cattolicesimo moderato dell'Italia settentrionale, ma nel 1827 pubblicò tutte le Operette morali e nel 1828 visse il periodo pisano, culminando nella produzione dei Grandi idilli.

La Conversione Filosofica di Leopardi

Leopardi prese le distanze dall’ideologia culturale ufficiale della famiglia. In questi anni si preparò anche a elaborare un suo sistema filosofico, la sua personale visione del mondo. Dal 1819 al 1822 accadde la “conversione filosofica”: Leopardi rifiutò nettamente la cultura della famiglia e aderì a un materialismo che si contrapponeva fortemente al cattolicesimo reazionario del padre Monaldo. Negli anni della conversione filosofica continuò la produzione di idilli e scrisse diverse canzoni civili di stampo patriottico. Nel 1823 il suo pessimismo si incupì e il suo materialismo ateo si fece cupo, pessimistico e combattivo nei confronti di tutte le illusioni. La visione cupa del Leopardi causò l’abbandono della canzone e l’utilizzo di una prosa ispirata al latino Luciano. Leopardi scrisse le Operette morali in cui veniva descritto in forma di dialogo filosofico il suo pessimismo cosmico.

Leopardi a Milano e Collaborazioni

Nel 1825 abbandonò Recanati e si recò a Milano, lavorando per diverso tempo con l’editore Stella. In questo periodo scrisse un commento al Canzoniere di Petrarca e due antologie sulla letteratura italiana, una per la prosa e una per la poesia. Pubblicò parte delle Operette morali su una rivista chiamata Antologia. Prese contatti con il circolo fiorentino di Pietro Viesseux. La collaborazione di Leopardi con questo gruppo di letterati fu positiva, ma il suo rapporto con il cattolicesimo moderato tipico dell’Italia settentrionale fu sempre abbastanza difficoltoso. Nel 1827 Leopardi pubblicò tutte le Operette morali dall’editore Stella. Nello stesso anno lesse I Promessi Sposi e scrisse delle pagine di apprezzamento. Il 1828 fu il cosiddetto periodo pisano - recanatese poiché Leopardi si trasferì a Pisa. Questa fu la stagione dei Grandi idilli.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale trasformazione filosofica di Leopardi tra il 1819 e il 1822?
  2. Durante questo periodo, Leopardi rifiutò l'ideologia culturale della sua famiglia e abbracciò un materialismo che si opponeva al cattolicesimo reazionario del padre, sviluppando così una sua personale visione del mondo.

  3. Come si manifestò il pessimismo di Leopardi nella sua produzione letteraria?
  4. Il pessimismo di Leopardi si intensificò nel 1823, portandolo ad abbandonare la canzone in favore di una prosa ispirata al latino, culminando nella scrittura delle Operette morali, dove esprime il suo pessimismo cosmico attraverso dialoghi filosofici.

  5. Quali furono le principali attività di Leopardi durante il suo soggiorno a Milano?
  6. A Milano, Leopardi collaborò con l'editore Stella, scrisse un commento al Canzoniere di Petrarca, due antologie sulla letteratura italiana e pubblicò parte delle Operette morali sulla rivista Antologia, mantenendo però un rapporto difficile con il cattolicesimo moderato dell'epoca.

Domande e risposte

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