Concetti Chiave

  • La razza piemontese è considerata autoctona e risale a bovini del tipo Aurochs che popolavano il Piemonte fin dal pleistocene.
  • La fusione tra Aurochs e Zebù, migrati dal Pakistan, ha dato origine alla razza piemontese attuale, caratterizzata da adattamenti unici all'ambiente locale.
  • Nel diciottesimo secolo, il Prof. Domenico Vallada descrisse cinque varietà di bovini piemontesi, evidenziando la diversità delle razze nella regione.
  • La mutazione della groppa doppia, emersa nel 1886, ha trasformato la razza piemontese, inizialmente osteggiata, in un elemento chiave per migliorare la qualità della carne.
  • Dopo la prima guerra mondiale, si è assistito a un cambiamento nell'allevamento verso la specializzazione per la produzione di carne, formalizzata con uno standard approvato nel 1976.

Quali sono le origini della razza piemontese?

Parlando oggi di razza piemontese si intende una razza cosmopolita dalle caratteristiche da carne che fino a non molti anni or sono era limitata e circoscritta entro i confini della regione da cui è derivato il nome. I nostri allevatori amano ritenere che la loro sia una razza autoctona, vissuta da sempre nelle vicine vallate pedemontane, dalla quale i loro antenati ricavavano un valido aiuto nel lavoro dei campi ed il necessario sostentamento con il latte e la carne prodotti da questi animali.

Teorie sull'origine

Esistono tuttavia numerose e suggestive teorie che ne spiegherebbero l'origine. Fra queste ricordiamo quella recente del Prof. Maletto, sicuramente la più avvincente.

Sulla base dei reperti archeologici, delle iscrizioni rupestri e dei residui fossili rinvenuti si è tracciata la storia antica che vede come progenitore un bovino del tipo Aurochs, che già fin dal pleistocene e cioè prima ancora che in altre regioni del continente euro-asiatico avesse inizio la domesticazione, popolava tutto il settore piemontese, dove da un lato le montagne e dall'altro vaste zone lacustri e acquitrinose rappresentavano una sorta di barriera naturale, di trappola. E' così che abbondanti per numero e ben isolati per ragioni geografiche, questi lontani progenitori dei bovini attuali, ebbero modo di esaltare e di mantenere in condizioni di relativa purezza le loro caratteristiche genetiche adattandole agli effetti millenari del particolare ambiente.

Fusione etnica e sviluppo

Su questa vita tranquilla, caratterizzata da una lenta curva di adattamenti, in un periodo compreso tra il paleolitico medio e superiore, e cioè circa 25000-30000 anni or sono, nell'area Piemontese si assiste ad una penetrazione massiccia di un altro gruppo etnico che si mescola e si fonde con quello preesistente determinando una nuova razza che presenta le nette caratteristiche della Piemontese attuale.

Si tratta di Zebù, provenienti dal Pakistan Occidentale, da dove, per ragioni ignote e in breve tempo, sono giunti in diversi settori del continente europeo. L'ondata migratoria chiude la sua corsa nella trappola piemontese; l'arco alpino sbarra il passo ed il soggiorno diventa obbligato.

Con gradualità la popolazione Aurochs e quella Zebuina si fondono originando nel tempo quella che è la razza piemontese.

Storia recente e varietà

Storia recente. Dalla storia antica, con un salto di millenni si passa direttamente alla fine del diciottesimo secolo, quando testi di medicina veterinaria ci aiutano a capire ciò che era l'allevamento della nostra zona. In particolare il Prof. Domenico Vallada nel suo "Abbozzo di Taurologia" del 1872 descrive ben cinque tipi di bovini viventi nel secolo scorso nel Piemonte ed in qualche modo collegati all'attuale razza Piemontese:

- Razza Scelta della Pianura, la più pregiata, diffusa in pianura alla destra del Po, di grandi dimensioni, con mantello, grigio-bianco, da lavoro e da carne;

- Razza Ordinaria di Pianura: diffusa nelle zone di collina, Monferrato, Langa e Monregalese, più piccola di dimensione, tarchiata e meno fine della precedente, il mantello è fromentino, animali per lavoro e carne;

- Razza di Luserna: dal manto grigio porcellana;

- Razza Canavese: non molto grande, corporatura tarchiata e robusta, rustica, dal mantello fromentino;

- Razza di Demonte: indirizzata alla produzione di latte e carne, dalla piccola statura e dal mantello fromentino carico.

Evoluzione e selezione

La Piemontese sarebbe forse rimasta una razza minore e sconosciuta se sul finire del secolo scorso non si fosse verificato quel caratteristico fenomeno al quale ancora oggi si attribuisce la sua fortuna: la comparsa, probabilmente per mutazione del carattere coscia o groppa doppia o ancora groppa di cavallo.

La prima comparsa dei soggetti a groppa doppia si fa tradizionalmente risalire al 1886 esattamente nel comune di Guarene d'Alba frazione Forcellini (gli allevatori locali con un eccessi di campanilismo la definirono sotto-razza Albese); altri documenti dell'epoca tuttavia asseriscono che da oltre un decennio soggetti dalla groppa di cavallo affluivano ai mercati zootecnici. Fin dall'inizio la diffusione del carattere fu osteggiata dalle istituzioni zootecniche, don un seguito di polemiche tra i sostenitori dell'indirizzo selettivo favorevole e coloro che ne vedevano un indebolimento della razza originaria.

Con il trascorrere degli anni, constatando la possibilità di selezionare ed "addomesticare" il carattere, l'opinione negativa dei tecnici si trasformò e l'opera dei sostenitori venne accettata ed indirizzata.

Miglioramento e specializzazione

E' sul finire della prima guerra mondiale che si assiste ad un cambiamento nell'allevamento della Piemontese, in quanto, a seguito degli aumentati consumi e all'incrementi del reddito, gli allevatori del Piemonte pur continuando ad utilizzare il bestiame per il lavoro, cercano di perfezionare la produzione lattea e carnea.

L'azione ufficiale di miglioramento risale quindi all'inizio degli anni trenta, con l'istituzione del Libro Genealogico nel quale vennero iscritti gli animali che, nei cosiddetti "nuclei di selezione", rispondevano ai caratteri fissati dallo standard dell'epoca.

I bovini Piemontesi si avviano a diventare una popolazione omogenea: ciò è facilitato dalla diffusione di riproduttori provenienti dagli allevamenti migliori, scelti sotto la guida dei Comizi agrari e delle Cattedre ambulanti di agricoltura.

In questa fase grande importanza hanno avuto le mostre e di conseguenza le valutazioni morfologiche che hanno contribuito a perfezionare e migliorare la qualità dei bovini piemontesi. Si è passati dalla triplice attitudine di fine ottocento, alla duplice attitudine, latte in primis, degli anni cinquanta, alla preminente attitudine alla produzione di carne degli anni sessanta dove lo standard di razza riferiva: "la selezione della razza bovina Piemontese si propone la produzione di bestiame sano, fecondo, di robusta costruzione, precoce, nel quale la preminente attitudine della carne sia integrata con quella del latte".

La svolta verso una razza specializzata per la produzione della carne è del 1976 dove lo standard della razza approvato dal Ministero dell'agricoltura recita: "l'azione di miglioramento della Piemontese dovrà riguardare la precocità intesa come conseguimento anticipato dell'età di macellazione, la velocità di accrescimento, l'indice di conversione degli alimento, la resa al macello, le caratteristiche di carcassa e la qualità della carne nonché la fecondità e la longevità del bestiame da riproduzione pur non trascurando la produzione lattea".

Tappa fondamentale è la costruzione dell'ANABORAPI avvenuta nel 1960: ad essa sono affidati dallo Stato compiti di interesse generale inerenti l'attività di miglioramento genetico della razza Piemontese e la valorizzazione economica di tale attività a favore degli allevatori.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della razza piemontese?
  2. La razza piemontese è considerata una razza cosmopolita con radici storiche nella regione piemontese, dove gli allevatori la ritengono autoctona, utilizzata per il lavoro nei campi e per la produzione di latte e carne.

  3. Quali teorie esistono riguardo all'origine della razza piemontese?
  4. Una delle teorie più affascinanti, proposta dal Prof. Maletto, suggerisce che i progenitori della razza siano bovini Aurochs, che popolavano il Piemonte già nel Pleistocene, e che si siano mescolati con Zebù provenienti dal Pakistan, dando origine alla razza attuale.

  5. Come si è evoluta la razza piemontese nel corso della storia?
  6. La razza piemontese ha subito una fusione etnica tra Aurochs e Zebù, creando una nuova razza con caratteristiche distintive, e ha visto un'evoluzione significativa nel diciottesimo secolo con la descrizione di vari tipi di bovini da parte del Prof. Vallada.

  7. Qual è stato il ruolo della selezione nella razza piemontese?
  8. La selezione ha avuto un ruolo cruciale, specialmente dopo la comparsa della groppa doppia nel 1886, che ha portato a un cambiamento nell'allevamento e alla creazione di un Libro Genealogico per migliorare le caratteristiche della razza.

  9. Come è cambiato l'allevamento della razza piemontese nel ventesimo secolo?
  10. Dopo la prima guerra mondiale, l'allevamento si è orientato verso la specializzazione nella produzione di carne, culminando nel 1976 con uno standard che enfatizzava la precocità, la velocità di accrescimento e la qualità della carne, supportato dalla creazione dell'ANABORAPI nel 1960.

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