Concetti Chiave
- Il Taylorismo, sviluppato da F.W. Taylor, è un modello di organizzazione gerarchica rigida con una chiara divisione del lavoro e un'alta intercambiabilità degli operai.
- La produzione di massa consente di ridurre i costi unitari e di offrire vendite su larga scala a prezzi più competitivi.
- Il lavoro sotto il Taylorismo è caratterizzato da una ripetizione meccanica delle attività, che porta a fenomeni di estraniamento tra i lavoratori.
- Negli anni '30, la teoria delle relazioni umane riconosce la necessità di responsabilizzare i lavoratori, contrastando l'eccesso di rigidità del Taylorismo.
- Con l'avvento del Web 2.0 e del CRM, le aziende sviluppano interazioni più dinamiche con i clienti e utilizzano il crowdsourcing per migliorare le loro strategie.
Taylorismo e organizzazione gerarchica
'800: F.W. Taylor ingegnere e imprenditore statunitense. La forma più tradizionale di organizzazione venne chiamata "Scientific Management" e in seguito "Taylorismo". Si tratta di un'organizzazione gerarchica rigida, basata su una divisione del lavoro precisa (catena di montaggio). Ogni addetto aveva il suo capo diretto. E' un sistema basato sulla totale intercambiabilità degli operai, che svolgevano la loro attività in modo meccanico e ripetitivo, con un ruolo subordinato a quello della macchina.
-Grandi volumi di produzione i cui costi unitari risultavano calanti al crescere della quantità;
-Vendite su larga scala a prezzi sempre più bassi.
-Parcellizzazione del lavoro;
-Ripetizione all'infinito degli stessi gesti;
-Fenomeni di estraniamento (i lavoratori non sapevano bene che cosa stessero producendo, non vedevano nè l'inizio, nè la fine della catena).
Aspetto positivo: il lavoro era facile, ordinato, più che la prestazione era richiesta la presenza. Noia e routine, ma anche tranquillità e sicurezza.
Evoluzione del lavoro e produttività
1920: Henry Foyal imprenditore e ingegnere francese propose di affiancare ai lavoratori produttivi (LINE), altri che dovevano svolgere un ruolo attivo di controllo (STAFF). Si tratta di un sistema più flessibile.
1930: Si capì l'eccesso di rigore e la spersonalizzazione diminuivano la produttività dei lavoratori. Sorse quindi la teoria delle relazioni umane basata sulla responsabilizzazione degli addetti.
1950: L'azienda viene considerata come un organismo collocato all'interno di un ambiente e di un mercato. Viene posto l'accento sull'aspetto dinamico.
Sistemi di qualità e globalizzazione
1980: Nascono i sistemi di qualità, cioè organizzazioni che sono in grado di garantire standard produttivi, di distribuzione e controllo minuziosamente predefiniti. Ciò è molto importante in un mondo globalizzato: ogni addetto conosce esattamente i suoi compiti ed è in grado di compierli sempre nello stesso modo con la conseguenza che l'attività produttiva fornisce sempre gli stessi risultati.Le certificazioni ISO (International Standardisation Organisation), rilasciate da organismi riconosciuti, costituiscono pubblica garanzia di sistemi di qualità. L'organismo pubblico che in Italia presiede alle certificazioni di qualità è il Sincert.
CRM e Web 2.0
CRM: (Customer Relationship Management), gestione razionalizzata del rapporto con il cliente che si propone, raccogliendo più dati possibili che lo riguardano, di fornirgli il miglior servizio.
WEB 2.0: stretto rapporto fra azienda e mondo esterno.
Wiki: assumono la forma del Crowdsourcing ovvero attraverso la rete, le imprese ricevono gli impulsi sui quali basano le loro scelte (richiesta di idee, suggerimenti, opinioni.).
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale del Taylorismo e come influisce sull'organizzazione del lavoro?
- Come si è evoluta la concezione del lavoro e della produttività nel corso del XX secolo?
- Qual è l'importanza dei sistemi di qualità nel contesto della globalizzazione?
Il Taylorismo, sviluppato da F.W. Taylor, si basa su un'organizzazione gerarchica rigida e una precisa divisione del lavoro, caratterizzata da una catena di montaggio e dalla totale intercambiabilità degli operai, che svolgono compiti meccanici e ripetitivi (come descritto nel testo).
Negli anni '20, Henry Foyal introdusse un sistema più flessibile che affiancava i lavoratori produttivi a quelli di controllo. Negli anni '30, si riconobbe che l'eccesso di rigore diminuiva la produttività, portando alla teoria delle relazioni umane, mentre negli anni '50 si iniziò a considerare l'azienda come un organismo dinamico all'interno di un mercato (come evidenziato nel testo).
I sistemi di qualità, nati negli anni '80, garantiscono standard produttivi e di controllo, essenziali in un mondo globalizzato. Ogni addetto conosce i propri compiti e li esegue in modo uniforme, assicurando risultati costanti, come indicato nel testo riguardo alle certificazioni ISO e al ruolo del Sincert in Italia.