Concetti Chiave
- Mosca rifiuta di aderire al piano Marshall e all'OECE, promuovendo il Quarto piano quinquennale per evitare la dipendenza dal blocco occidentale.
- Le Democrazie popolari emergono in Europa orientale, con elezioni pilotate dall'Unione Sovietica che portano al potere i partiti comunisti, come in Polonia e Romania.
- In Ungheria e Cecoslovacchia, colpi di stato favoriscono l'instaurazione di governi comunisti, nonostante iniziali forze democratiche e liberali significative.
- Tito guida la Jugoslavia verso l'autonomia, rompe con Stalin e cerca di formare una Federazione balcanica, portando all'espulsione dal Kominform e a un interesse economico occidentale.
- In Grecia, la guerra civile culmina con la vittoria dei monarchici nel 1949, dopo che Stalin abbandona il supporto ai comunisti, riportando il paese nell'orbita occidentale.
Mosca e il piano Marshall
Mosca non partecipa all'OECE, Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea, e non accetta la proposta americana di aderire al piano Marshall, e ribatte con il Quarto piano quinquennale, non volendo dipendere politicamente dal blocco occidentale.
Democrazie popolari e elezioni pilotate
Nascono le Democrazie popolari, termine che serve per distinguere l'Occidente dall'Oriente, poiché Stalin sostiene che in Occidente la democrazia è finta e controllata dalla borghesia, mentre la vera democrazia, ovvero il potere del popolo, è solo quella bolscevica. Nella quarta conferenza di Mosca la Gran Bretagna e l’Unione Sovietica si sono accordate per un futuro incerto della Polonia. Dopo una fase di collaborazione tra forze democratiche e comuniste, si giunge ad elezioni, pilotate dall'Unione Sovietica, che vedono il blocco controllato dal Pep stravincere.
Bulgaria e Romania sotto il comunismo
In Bulgaria, dopo un governo di coalizione, nel novembre del 1945 le elezioni vedono un plebiscito a favore del Partito comunista, mentre vengono disciolti gli altri partiti. In Romania, invece, il re Michele allontana il moderato generale Radescu, in favore di uno comunista. Nel 46, alle elezioni, vince il partito comunista rumeno; in seguito il re abdica, viene dichiarata la Repubblica popolare che tutti i partiti ad eccezione di quello comunista.
Ungheria e Cecoslovacchia: colpi di stato
In Ungheria c'è una situazione confusa tra Pc e partito dei piccoli proprietari, che vede la vittoria del fronte filosovietico nell'agosto del 1947. In Cecoslovacchia le forze socialdemocratiche e liberali sono consistenti, mentre il partito comunista è debole; il governo guidato da Masaryk, però, viene distrutto da un colpo di stato il 10 marzo del 1948. Le successive elezioni truccate portano i comunisti di Gottwald al potere (colpo di Praga), che viene accolto da Truman con una dichiarazione aggressiva contro l'Unione Sovietica.
Jugoslavia e la rottura con Stalin
In Jugoslavia Tito ha liberato il paese autonomamente: inizialmente è favorevole ad un'alleanza con l'Unione Sovietica. Nel 1946 avviene una collettivizzazione forzata, che però non fa ripartire l'economia jugoslava. E', inoltre brutale nella gestione del potere ed elimina tutta la classe economica borghese, accusandola di essere al servizio degli occidentali.
Stalin, però, non sopporta Tito, che nel mentre si sta muovendo nell'area balcanica prefigurando una Federazione balcanica con la Bulgaria e la Grecia, cosa che sfuggirebbe al controllo di Stalin (la federazione risponderebbe a Tito, non a Mosca). Tito e il partito jugoslavo, nel marzo del 1948, vengono espulsi dalla nuova organizzazione che riunisce i partiti comunisti dell'Europa orientale (Kominform). Il blocco occidentale trae vantaggio dalla rottura tra i due, e gli Stati Uniti iniziano ad interessarsi alla Jugoslavia, indipendente da Stalin, inviando segretamente aiuti che finanzino la sua economia. Questa rottura, però, ha una conseguenza sull'Italia. Non volendo inimicarsi Tito, gli occidentali rifiutano agli italiani l'ottenimento della zona B, in quanto può impedire ai sovietici di arrivare al Mediterraneo.
Albania e la guida di Hoxha
In Albania Hoxha, dopo la fuga dei tedeschi nel dicembre 1944, assume una guida ferrea del Paese. E' uno stalinista filosovietico, per cui rompe anche lui con Tito. Nel dicembre del 1945 organizza un plebiscito a favore del leader comunista, che pian piano si avvicina alla politica cinese, diventando l'unico stato europeo filo-cinese.
Grecia: guerra e influenza occidentale
La Grecia, dal 1940, è sottoposta ad una lunghissima e sanguinosa guerra. Nel 1944 c'è lo scontro tra l'esercito popolare di Markos e l'esercito nazionale di Zervas. Dopo Yalta, Stalin abbandona i comunisti greci, affidati ora all'influenza occidentale, lasciando la situazione a favore dell'esercito nazionale. Nell'ottobre del 49 anche Tito ritira l'appoggio alla resistenza comunista greca, non potendo più sostenere l'aiuto dato. Vincono, così, nel 1949 i monarchici e nazionalisti, ricollocando la Grecia nell'ambito occidentale.
Domande da interrogazione
- Perché Mosca rifiuta il piano Marshall?
- Cosa sono le Democrazie popolari secondo Stalin?
- Qual è l'esito delle elezioni in Bulgaria e Romania nel 1945?
- Come si sviluppano i colpi di stato in Ungheria e Cecoslovacchia?
- Qual è la posizione di Tito rispetto a Stalin e l'Occidente?
Mosca non partecipa all'OECE e rifiuta il piano Marshall per non dipendere politicamente dal blocco occidentale, rispondendo con il Quarto piano quinquennale.
Le Democrazie popolari sono un concetto usato da Stalin per affermare che la vera democrazia è quella bolscevica, contrapposta a quella "finta" dell'Occidente, dove il potere è controllato dalla borghesia.
In Bulgaria, il Partito comunista vince un plebiscito e discioglie gli altri partiti, mentre in Romania il re abdica dopo che il partito comunista vince le elezioni, instaurando la Repubblica popolare.
In Ungheria, il fronte filosovietico vince nel 1947, mentre in Cecoslovacchia un colpo di stato nel 1948 porta i comunisti al potere, nonostante la debolezza del partito comunista inizialmente.
Tito inizialmente cerca un'alleanza con l'Unione Sovietica, ma dopo la rottura con Stalin nel 1948, diventa un punto di riferimento per l'Occidente, ricevendo aiuti economici segreti.