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Concetti Chiave

  • Nel terzo millennio, i settori economici principali in Europa sono il secondario e il terziario, con una prevalenza del settore dei servizi.
  • Negli ultimi vent'anni, l'occupazione femminile nei Paesi sviluppati è aumentata significativamente, toccando il 54% degli occupati nell'Unione Europea.
  • La disoccupazione è un problema centrale in Europa, con tassi più elevati nelle aree industrializzate e una maggiore incidenza tra le donne e gli adulti con bassa qualificazione.
  • L'Europa occidentale continua ad attrarre emigrati, ma ha imposto regole per limitare temporaneamente la circolazione dei lavoratori dai nuovi Paesi membri.
  • Le innovazioni tecnologiche hanno generato nuove opportunità lavorative qualificate e modalità di lavoro flessibili, come il telelavoro e il part-time.

Settori economici europei

Nel terzo millennio i più importanti settori dell’economia europea sono il secondario e soprattutto il terziario.

All’inizio del 2004 nell’Unione Europea la ripartizione degli occupati nei vari settori rispecchiava il tipico andamento dell’economia dei Paesi industrializzati, dove il secondario e il terziario sono i settori trainanti dell’economia.

Infatti, sui circa 187 milioni di persone occupate, la maggior parte lavora nel settore dei servizi; seguono l’industria e infine l’agricoltura.

L’economia russa sta puntando sullo sfruttamento delle sue immense risorse minerarie, sul miglioramento della produttività delle aziende e l’ammodernamento del settore agricolo.

Le percentuali più alte di occupazione di registrano nel settore dei servizi tradizionali e nell’industria, mentre una percentuale più bassa di popolazione lavora in un settore agricolo poco meccanizzato

Occupazione femminile in Europa

Negli ultimi vent’anni, nei Paesi sviluppati l’occupazione femminile regolare è cresciuta in media di cinque volte rispetto a quella maschile, anche se rimane nel complesso piuttosto bassa.

Nell’Unione Europea il lavoro femminile riguarda in media il 54% degli occupati, mentre nei Paesi scandinavi detengono il record di occupazione femminile, insieme al Regno Unito e all’Austria.

A partire dagli anni 70, l’aumento dell’occupazione femminile è stato favorito in particolare dallo sviluppo terziario.

All’inizio del 2000 un terzo delle donne lavorava come impiegata d’ufficio.

Tra le donne europee di età compresa fra i 25 e i 59 anni, in media una su tre è casalinga.

In generale la percentuale di casalinghe è il triplo tra le donne con istruzione media inferiore rispetto a quelle con istruzione universitaria.

In quasi tutti i Paesi europei sono generalmente le donne ad assumersi i maggiori compiti nella cura dei figli e a svolgere la maggior parte del lavoro domestico.

Nei Paesi nordici il lavoro femminile viene facilitato anche dagli aiuti che gli Stati forniscono alle lavoratrici madri.

Disoccupazione in Europa

Da molti la disoccupazione è diventata il principale problema economico-sociale del continente europeo.

Ulteriori tagli all’occupazione sono stati causati dalle fusioni di imprese che operano nello stesso settore.

La disoccupazione nei Paesi industrializzati presenta alcune caratteristiche generali:

• Le aree dove la disoccupazione totale è alta sono quelle interessate dalle profonde trasformazioni industriali;

• La disoccupazione totale coinvolge molte più persone del passato;

• In ogni Paese è più elevata la percentuale di disoccupazione femminile rispetto a quella maschile;

• È in aumento il numero dei disoccupati estromessi dal mercato del lavoro per un lungo periodo di tempo;

• I disoccupato sono adulti, con bassa qualifica professionale e scarsa istruzione.

Negli ultimi anni, le aziende licenziano i lavoratori “anziani” e assumono, al loro posto, giovani capaci di imparare velocemente il nuovo lavoro, ma ai quali vengono pagati stipendi più bassi.

Spesso ci sono regioni più povere con poche industrie e servizi, dove la disoccupazione è più elevata e di lunga durata.

Negli anni 80 Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito presentano tassi di disoccupazione superiori alla media dei Paesi industrializzati.

Emigrazione e manodopera

Nonostante il grave problema della disoccupazione, l’Europa occidentale rimane un polo si attrazione per i cittadini extracomunitari.

Quasi la metà degli emigrati proviene da Paesi europei non aderenti all’Unione.

L’Europa dei 15 per frenare l’emigrazione dagli otto dei nuovi Paesi che hanno aderito all’Unione ha fissato delle regole che limitano per un certo periodo la libertà di circolazione dei lavoratori provenienti da quei Paesi.

Poiché nella maggior parte dei casi si tratta di manodopera non qualificata, essi finiscono spesso con lo svolgere lavori umili e precari.

Innovazioni tecnologiche e lavoro

Le innovazioni tecnologiche hanno determinato l’affermarsi di tre importanti tendenze:

• Si creano nuovi spazi per lavori altamente qualificati, che richiedono necessariamente un elevato livello di istruzione;

• Modalità lavorative diverse, come il lavoro part-time e il lavoro temporaneo che rispondo meglio alle esigenze delle aziende;

• Si diffonde il cosiddetto azionariato diffuso, in cui i lavoratori di un’impresa possiedono una certa quota delle azioni e, quindi, sono al tempo stesso dipendenti e soci.

Per restare competitive, le aziende organizzano il lavoro in modo sempre più flessibile e adattabile ai cambiamenti.

Si tratta dei cosiddetti lavoratori della conoscenza: manager professionali, esperti, tecnici, ecc.

La crescente importanza attribuita alla tutela dell’ambiente fa nascere nuovi lavori legati allo studio dell’impatto ambientale, al trattamento dei rifiuti, ecc.

Con la diffusione della telematica il luogo di lavoro si estende al di fuori dei confini tradizionali.

L’utilizzo di Internet sta dando sviluppo al telelavoro.

Negli ultimi anni in tutti i Paesi industrializzati sono sorti i call-center.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i settori economici predominanti in Europa nel terzo millennio?
  2. Nel terzo millennio, i settori predominanti dell'economia europea sono il secondario e, soprattutto, il terziario, con la maggior parte degli occupati che lavora nel settore dei servizi (circa il 54% nell'Unione Europea).

  3. Come è cambiata l'occupazione femminile negli ultimi vent'anni in Europa?
  4. Negli ultimi vent'anni, l'occupazione femminile regolare nei Paesi sviluppati è aumentata in media di cinque volte rispetto a quella maschile, con una media del 54% di donne occupate nell'Unione Europea.

  5. Quali sono le caratteristiche della disoccupazione nei Paesi industrializzati?
  6. La disoccupazione nei Paesi industrializzati presenta caratteristiche come un'alta percentuale di disoccupazione femminile, un aumento dei disoccupati di lungo periodo e una maggiore incidenza nelle aree con profonde trasformazioni industriali.

  7. Qual è il ruolo dell'emigrazione nella manodopera europea?
  8. Nonostante la disoccupazione, l'Europa occidentale attrae molti emigrati, principalmente da Paesi europei non aderenti all'Unione, che spesso svolgono lavori umili e precari a causa della loro manodopera non qualificata.

  9. In che modo le innovazioni tecnologiche influenzano il mercato del lavoro?
  10. Le innovazioni tecnologiche hanno portato alla creazione di lavori altamente qualificati, modalità lavorative flessibili come il part-time e il telelavoro, e alla diffusione dell'azionariato tra i lavoratori, rendendo il mercato del lavoro più adattabile e competitivo.

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