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Concetti Chiave

  • Tra le due guerre, la Gran Bretagna sviluppò un sistema politico democratico con una significativa espansione del diritto di voto, inclusivo per le donne sopra i 30 anni.
  • La crisi economica del 1929 colpì duramente la Francia, portando a una svalutazione delle valute e a un’alternanza di governi di centro-destra che cercarono di affrontare la disoccupazione.
  • La Repubblica di Weimar, istituita nel 1919, affrontò sfide politiche e sociali significative, inclusa l'occupazione della Ruhr che causò inflazione e disoccupazione estrema.
  • In Francia, il Fronte popolare, guidato da Blum, attuò importanti riforme sociali come l’aumento salariale e la riduzione dell’orario di lavoro, ma si disfece dopo il 1937.
  • Nei paesi dell'Europa centro-orientale, i nuovi stati affrontarono debolezze strutturali e contrasti etnici, mentre solo Austria e Cecoslovacchia avevano una base industriale solida.

Quali furono le dinamiche della Gran Bretagna tra le due guerre?

Nel periodo tra le due guerre la Gran Bretagna incarnò un modello di sistema politico democratico, fondato sull’alternanza dei partiti di governo. Nel 1918 una riforma elettorale portò il numero degli elettori da 8 a 21 milioni, per la prima volta votarono anche le donne con più di 30anni, consentendo la vittoria della coalizione dei conservatori e liberali guidata da Lloyd George. Nel 1919 con la conquista di 73 seggi al parlamento britannico il partito nazionalista irlandese ‘noi soli’, proclamò l’indipendenza, scatenando la repressione inglese terminata nel ’21 col riconoscimento delle stato libero d’Irlanda da Londra. La recessione e la disoccupazione(al 9%) portò alle elezioni del ’22-’23 all’avanzamento dei laburisti col governo McDonald nel ’24. I conservatori tornati al governo col premier Baldwin e il ministro Churchill, attuarono una politica economica di rigore per restituire alla sterlina la supremazia internazionale: nel ’25 ci fu il raggiungimento della parità aurea. Il rigore dei Conservatori,che esclusero misure protezionistiche a favore dell’industria nazionale, non riuscirono a portare il paese fuori dalla stagnazione economica(nel ’31 aumentarono disoccupazione, e il debito della banca d’Inghilterra e il bilancio dello stato era in ‘rosso’). MacDonald formato un governo di unità nazionale(4laburisti, 4 conservatori, 2 liberali), adottò pesanti tagli alla spesa pubblica,prelievi sugli stipendi pubblici. Nel ’31 abbandonata la parità aurea la sterlina si svalutò di un terzo, con l’aumento degli investimenti e delle esportazioni e la creazione del Commonwealth. Nel ’35 MacDonald fu sostituito alla guida del governo dal conservatore Baldwin.

Crisi economica e politica in Francia

Anche in Francia le ripercussioni della crisi del ’29 ebbero l’effetto di una svolta: sterlina e dollaro si svalutarono penalizzando le esportazioni, la produzione industriale scese sotto i livelli postbellici e i conti pubblici erano in rosso. Dal ’29-’32 si succedettero 8 governi di centro-destra,che cercarono di evitare una crisi occupazionale, con misure protezionistiche e severe limitazioni delle uscite a scapito di pensioni e stipendi pubblici. Nel ’30 fu varata l’assicurazione contro le malattie,anzianità e infortuni, che permisero di diminuire la disoccupazione. Nel ’34 sotto la guida di Thorez, il partito comunista, strinse un patto di unità d’azione con i socialisti, formando il Fronte popolare che con a capo il leader Blum (socialista) promosse un accordo sindacati-imprenditori, che portò ad aumenti salariali, 40 ore di lavoro settimanale, la nazionalizzazione dell’industria bellica e un ufficio del grano che regolamentò i prezzi e il mercato dei cereali. Nel ’37 il governo Blum si dimise, (per il senato che respinse la richiesta di poteri fiscali straordinari); gli accordi di Monaco firmati dal nuovo premier Daladier, posero fine al Fronte popolare, perché i radicali li approvarono, i socialisti si astenettero e i comunisti vi si opposero.

La Repubblica di Weimar e le sue sfide

La costituzione promulgata nel 1919 dette alla Repubblica di Weimar un regime federale, dando larga autonomia ai 17 stati regionali(lander). Il parlamento era bicamerale con un Reichstag eletto a suffragio universale maschile e femminile e un Reichsrat composto dai delegati dei Lander. Il presidente delle repubblica era eletto direttamente, con ampi poteri, che gli consentivano di emettere ordinanze con valore di legge. Il primo obbiettivo delle repubblica fu il ripristino della tutela della legalità. Nel 1920 fallito un tentativo di push dei gruppi paramilitari cappeggiati da Kapp; alle successive elezioni la SPD fu sconfitta, mentre crebbero le opposizioni di sinistra e di destra. Il partito cattolico del Centro ruppe l’alleanza con i socialisti e costituì un governo minoritario, assieme al Partito Tedesco del Popolo. Nel ’23 l’occupazione della Ruhr, da parte delle truppe franco-belghe, per ritorsione per il mancato pagamento delle riparazioni, umiliò la repubblica, minandone il consenso, lasciando piombare la Germania in una inflazione e disoccupazione mai vista prima. Solo grazie a Stresemann che avviò una politica di risanamento finanziario, creando una nuova valuta Rentenmark, (convertibile su ipoteche e immobili), l’inflazione tornò nella norma, col sostegno del suo ‘creditore’ principale ovvero, gli Stati Uniti(prestito di 800 milioni di marchi). Nel ’25 il Trattato di Locarno sancì una distensione dei rapporti franco-tedeschi, sancendo l’intangibilità delle frontiere tra Germania, Francia e Belgio e la smilitarizzazione della Renania. Alle elezioni presidenziali del ’25 la vittoria di un uomo legato al passato militare e imperiale tedesco, Hindenburg, segnò lo spostamento a destra dell’elettorato: dal 19 al 28 i tedeschi andarono 5 volte alle urne, col parlamento paralizzato dall’opposizione delegittimante della sinistra comunista e della destra nazionalista.

Problemi postbellici in Europa centro-orientale

La sistemazione postbellica aveva lasciato molti problemi nei paesi dell’Europa centro-orientale. I nuovi stati costruiti anche in funzione antitedesca erano deboli e spesso minati da contrasti etnici interni, che in alcuni casi(Polonia, Ungheria) prendevano a bersaglio le minoranze ebraiche. La struttura sociale rispecchiava, in genere un agricoltura arretrata, dominata da una proprietà autoritaria e chiusa all’innovazione. Solo in Romania e Bulgaria la distribuzione delle terre ebbe dimensioni rilevanti. In tale quadro fecero eccezione l’Austria e la Cecoslovacchia, contraddistinte da una importante base industriale, ma ciò non valse ad evitare la fine della democrazia alla prima e la perdita dell’indipendenza alla seconda.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme elettorali in Gran Bretagna tra le due guerre?
  2. Nel 1918, una riforma elettorale aumentò il numero degli elettori da 8 a 21 milioni, permettendo per la prima volta il voto alle donne sopra i 30 anni, il che influenzò notevolmente il panorama politico britannico.

  3. Come si manifestò la crisi economica in Francia durante il periodo tra le due guerre?
  4. La crisi del '29 portò a una svalutazione della sterlina e del dollaro, riducendo le esportazioni e causando un calo della produzione industriale, con conseguenti conti pubblici in rosso e un susseguirsi di governi di centro-destra che cercarono di affrontare la crisi occupazionale.

  5. Quali furono le sfide principali della Repubblica di Weimar?
  6. La Repubblica di Weimar affrontò sfide significative, tra cui tentativi di colpi di stato, inflazione estrema e disoccupazione, culminando in una crisi di consenso popolare e un crescente spostamento a destra dell'elettorato.

  7. Quali misure furono adottate dal Fronte popolare in Francia?
  8. Sotto la guida di Blum, il Fronte popolare promosse aumenti salariali, la riduzione dell'orario di lavoro a 40 ore settimanali e la nazionalizzazione dell'industria bellica, cercando di migliorare le condizioni lavorative e sociali.

  9. Quali problemi affrontarono i nuovi stati dell'Europa centro-orientale dopo la Prima Guerra Mondiale?
  10. I nuovi stati, spesso deboli e segnati da contrasti etnici, si trovarono a fronteggiare una struttura sociale arretrata e una proprietà agricola autoritaria, con eccezioni come Austria e Cecoslovacchia che, nonostante una base industriale, non evitarono la fine della democrazia e la perdita di indipendenza.

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