Concetti Chiave
- La lavorazione dei metalli nobili, come oro e argento, si sviluppa notevolmente nel periodo Villanoviano, con tecniche come sbalzo, granulazione e filigrana.
- Le tecniche orafe, come la granulazione, sono influenzate da orafi provenienti dall'area levantina, come dimostra un pettorale rinvenuto a Palestrina.
- Etruria meridionale, in particolare Cere, è il centro di botteghe orafe attive, i cui prodotti vengono esportati in diverse regioni dell'Italia antica.
- Gli anelli-sigillo etruschi, realizzati in oro o con pietre, servivano sia per sigillare documenti che come ornamenti, spesso decorati con simboli come scarabei.
- Nel corso del tempo, l'oreficeria etrusca si arricchisce di influenze microasiatiche e ellenistiche, evidenziando il potere economico delle comunità produttrici.
Lavorazione dei metalli nobili
Tutto il Villanoviano vede in grande sviluppo la lavorazione dei metalli nobili, gli orafi affinano le tecniche con lo sbalzo, la granulazione e la filigrana fra i prodotti di questo artigianato spiccano le fibule (che sono le odierne spille da balia), i pettorali e i braccialetti. L'uso dell'oro e di altri metalli preziosi, evidenzia il processo di differenziazione socio – economica già evidente nelle comunità Villanoviane, visto che tali metalli non erano reperibili localmente.
Quali sono le tecniche orafe e le influenze culturali?
Le tecniche della granulazione e della filigrana, si devono al trasferimento di orafi di estrazione levantina. A Palestrina è stato ritrovato un pettorale di donna che raffigura tanti leoni ed altri soggetti, tutto è stato ottenuto dall'unione di tante sferette d'oro (tecnica della granulazione).
Espansione e influenza dell'oreficeria
Le botteghe più feconde le possiamo trovare nell' Etruria meridionale, a Cere in particolare, i loro prodotti vengono esportati in tutto il territorio Etrusco, e raggiungono anche i principi di Preneste e di altre comunità del Lazio e della Campania.
Anelli-sigillo e simbolismo etrusco
Già al tempo degli Etruschi esistevano degli anelli – sigillo, che erano completamente d'oro, oppure il sigillo era fatto con una pietra, venivano usati proprio per apporre dei sigilli e per abbellirsi. Spesso raffiguravano degli stemmi, come ad esempio degli scarabei, simboli molto ricorrenti in Etruria. L'oro viene anche usato per costruire vasi preziosi.
Evoluzione dell'oreficeria nel tempo
Dopo il periodo intensissimo dell'orientalizzante, l'oreficeria non cessa la sua produzione, ma anzi si arricchisce di influenze micro asiatiche del periodo arcaico, della moda ellenistica, e di modelli classici, evidenzia ad ogni modo il potere economico del periodo di produzione.
Domande da interrogazione
- Quali tecniche orafe hanno influenzato la lavorazione dei metalli nobili nel periodo Villanoviano?
- Qual è il ruolo delle botteghe etrusche nell'espansione dell'oreficeria?
- Come si è evoluta l'oreficeria nel tempo e quali influenze ha subito?
Nel periodo Villanoviano, la lavorazione dei metalli nobili si sviluppa grazie a tecniche come lo sbalzo, la granulazione e la filigrana, con prodotti distintivi come fibule, pettorali e braccialetti, evidenziando una differenziazione socio-economica nelle comunità (testo).
Le botteghe più prolifiche si trovano nell'Etruria meridionale, in particolare a Cere, da dove i loro prodotti vengono esportati in tutto il territorio etrusco e oltre, raggiungendo anche comunità del Lazio e della Campania (testo).
L'oreficeria, dopo il periodo orientalizzante, continua a produrre arricchendosi di influenze microasiatiche, ellenistiche e classiche, riflettendo il potere economico del periodo di produzione (testo).