Concetti Chiave
- La separazione tra uomo e natura è una visione troppo schematica; l'uomo è parte integrante della natura e deve riconoscere i propri limiti per la propria sopravvivenza.
- La bioetica è emersa come risposta a questioni etiche fondamentali, come il diritto alla vita e l'autonomia della ricerca scientifica, affermandosi dal 1971 grazie a V.R. Potter.
- Potter sostiene che le innovazioni biotecnologiche offrono all'umanità un'opportunità unica per migliorare la qualità della vita, ponendo l'accento su un imperativo morale da seguire.
- Il concetto di bioetica si è diffuso nelle università, diventando un insegnamento fondamentale per affrontare le sfide etiche contemporanee.
- Il testo mette in guardia contro l'uso della scienza per giustificare la soppressione di parti dell'umanità, evidenziando i pericoli di tale approccio etico.
L'uomo e la natura
Come abbiamo visto, la concezione dell'uomo e della natura come due dimensioni separate, di volta in volta vittima o preda l'una dell'altra, è troppo schematica.
L'uomo, in realtà, è parte integrante della natura ma, in quanto "animale culturale", elabora al massimo grado gli strumenti per manipolare a suo favore l'ambiente, di cui egli stesso è componente. I diritti della natura, in questo senso, non alludono solo alla tutela dei mari, dei fiumi, delle montagne e della biosfera dall'aggressione dell'uomo, ma paradossalmente indicano all'uomo i limiti imposti alla sua capacità manipolatrice, per salvaguardare la sua stessa sopravvivenza.
La nascita della bioetica
Per affrontare questi complessi problemi, che mettono in gioco valori fondamentali quali, per esempio, il diritto alla vita, la libertà intellettuale, l'autonomia della ricerca scientifica, è nata una nuova branca dell'etica, denominata bioetica. Il termine si è affermato dal 1971, grazie a un libro del medico statunitense V.R. Potter, Bioetica: un ponte per il futuro, e alla fondazione a Washington dell'Istituto Kennedy per lo studio della riproduzione umana e di bioetica. Da quel momento il concetto si è diffuso al punto che oggi in molte università esiste un insegnamento di bioetica.
Il ruolo della bioetica secondo Potter
Secondo Potter le nuove conoscenze offerte dalla rivoluzione biotecnologica danno all'uomo, per la prima volta nella storia, la possibilità di lavorare per la «sopravvivenza dell'umanità e per il miglioramento della qualità della vita». Questo diviene l'imperativo morale che la scienza bioetica deve perseguire abbandonando tutti i pregiudizi del passato: le conoscenze scientifiche dovrebbero perciò indicare quali sono i nuovi valori etici da realizzare.
Questo modo di concepire il rapporto tra scienza ed etica è assai diffuso anche nell'opinione comune; ma esso appare immediatamente inaccettabile se si pensa che teorie scientifiche o pseudoscientifiche potrebbero giustificare, come è successo nella storia, l'eliminazione di parte dell'umanità per la qualità della vita della rimanente parte.
Domande da interrogazione
- Qual è la relazione tra uomo e natura secondo il testo?
- Che cos'è la bioetica e quando è nata?
- Qual è l'imperativo morale della bioetica secondo V.R. Potter?
L'uomo è parte integrante della natura e, come "animale culturale", manipola l'ambiente a suo favore, ma deve riconoscere i limiti imposti dalla natura per garantire la propria sopravvivenza.
La bioetica è una nuova branca dell'etica che affronta questioni fondamentali come il diritto alla vita e la libertà intellettuale, nata nel 1971 grazie al libro di V.R. Potter e alla fondazione dell'Istituto Kennedy.
L'imperativo morale della bioetica è lavorare per la "sopravvivenza dell'umanità e per il miglioramento della qualità della vita", abbandonando pregiudizi passati e utilizzando le conoscenze scientifiche per definire nuovi valori etici.