Concetti Chiave
- Il termine "etica" deriva dal greco "ethos", interpretato da Aristotele come "costume etico" e legato all'idea di "abitudine".
- La morale rappresenta i valori condivisi che guidano il comportamento, mentre l'etica è la riflessione filosofica su tali valori e norme.
- Le teorie etiche descrivono le regole della condotta morale e ne valutano la legittimità, offrendo indicazioni normative per l'agire umano.
- Le teorie etiche possono essere descritte come prevalentemente descrittive o normative, ma i due aspetti sono generalmente interconnessi nella riflessione filosofica.
- Le risposte alla domanda "Perché agire moralmente?" si dividono in etiche eudaimonistiche, che collegano la moralità alla felicità, e etiche deontologiche, che vedono l'agire morale come un dovere.
Origine del termine etica
II termine "etica" entra nel lessico filosofico con Aristotele, il quale fa derivare il sostantivo ethos, nel senso di "costume etico", e il corrispondente aggettivo ethik6s (al femminile, ethiké) dalla parola ethos, "abitudine".
Qual è la differenza tra etica e morale?
Secondo la terminologia filosofica contemporanea, il termine "morale" designa, in generale, il complesso dei valori e delle regole condivisi ai quali individui e gruppi fanno riferimento quando scelgono tra condotte diverse e quando formulano norme di carattere generale cui debbono ispirarsi le scelte di comportamento. L'etica è invece la teoria filosofica che ha come oggetto questi valori e queste regole.
Teorie etiche e loro obiettivi
Le teorie etiche, da un lato, si propongono la descrizione delle regole e dei valori che orientano di fatto la condotta morale di determinati individui o gruppi. Dall'altro, si interrogano intorno alla loro legittimità razionale e mirano a fornire indicazioni di carattere normativo in-torno ai criteri cui dovrebbe attenersi la condotta umana.
Interconnessione tra descrizione e normativa
Benché sia possibile distinguere teorie etiche prevalentemente descrittive da teorie etiche in cui più forte è la spinta a una definizione normativa dei criteri dell'agire umano, nella riflessione filosofica sulla morale i due aspetti si trovano per lo più strettamente interconnessi.
Risposte all'agire morale
Le teorie filosofiche sulla condotta umana sono distinte anche in base alla risposta che esse forniscono all'interrogativo di fondo riguardante l'agire morale: «Perché si deve agire moralmente?». Le risposte ricorrenti si riducono sostanzialmente a due.
Etiche eudaimonistiche e deontologiche
La prima è: «Perché solo agendo moralmente si consegue la felicità» (in greco, eudaimonfa - per questo motivo parliamo di etiche eudaimonistiche). Questa risposta è caratteristica di tutte le teorie etiche anti-che, anche se ciascuna di esse intende la felicità in modo differente.
Come sappiamo, secondo Aristotele, per esempio, la felicità consiste nell'esercizio al più alto livello delle facoltà proprie dell'uomo.
La seconda risposta è: «Perché agire moralmente è un dovere» (in greco, to déon, e per questo motivo parliamo di etiche deontologiche).
Questa risposta è caratteristica della filosofia moderna e verrà formulata con particolare rigore da Immanuel Kant (1724-1804) nella Critica della ragion pratica.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "etica" e il suo significato?
- Qual è la differenza tra etica e morale?
- Quali sono le due principali risposte all'interrogativo sull'agire morale?
Il termine "etica" entra nel lessico filosofico con Aristotele, derivando dal sostantivo "ethos", che significa "costume etico", e dall'aggettivo "ethik6s", legato all'idea di "abitudine".
La "morale" si riferisce ai valori e alle regole condivisi che guidano le scelte comportamentali, mentre l'"etica" è la teoria filosofica che analizza questi valori e regole, come spiegato nel testo.
Le due risposte principali sono: 1) "Si deve agire moralmente per conseguire la felicità" (etiche eudaimonistiche) e 2) "Si deve agire moralmente perché è un dovere" (etiche deontologiche), come evidenziato nel testo.