Concetti Chiave
- L'età vittoriana, dal 1877 al 1901, rappresentò un periodo di grande prosperità per la Gran Bretagna, coincidente con il regno della regina Vittoria.
- La Gran Bretagna era considerata "l'officina del mondo", deteneva un primato industriale e commerciale grazie a una rete ferroviaria estesa e una flotta mercantile dominante.
- Il sistema politico britannico si basava sull'alternanza tra i partiti whigs e tories, diventando un modello per i liberali europei.
- Le politiche liberali contribuirono a ridurre le disuguaglianze sociali e a integrare la classe operaia nel sistema borghese senza rivoluzioni violente.
- Numerose riforme sociali, come la regolamentazione del lavoro minorile e l'estensione del diritto di voto, furono attuate per migliorare le condizioni di vita e prevenire conflitti sociali.
L'età vittoriana e la prosperità britannica
La Gran Bretagna non fu toccata dall'ondata rivoluzionaria del 1848 e visse in quell'epoca un periodo di grande prosperità, che fu detto età vittoriana perchè l'apice della potenza economica, coloniale e politica dell'Impero britannico coincise con il lungo regno, dal 1877 al 1901, della regina Vittoria.
Il primato industriale e commerciale britannico
La Gran Bretagna era "l'officina del mondo"; il suo primato industriale, pur insidiato dalle economie emergenti di Germania e Stati Uniti, non era in discussione: aveva la rete ferroviaria più estesa in rapporto al territorio, una flotta mercantile pari alla metà di tutte quelle europee messe assieme, produceva due terzi del carbone e la metà del ferro di tutto il mondo, era il centro finanziario e commerciale di tutti i traffici internazionali.
Il sistema politico e le riforme liberali
Il suo sistema politico parlamentare, ormai consolidato, si basava sull'alternanza al governo di due partiti, i whigs (liberali) e i tories (conservatori), ed era considerato un modello perfetto dai liberali europei.
L'integrazione della classe operaia
L'età vittoriana si caratterizzò per la predominante egemonia dei liberali, la cui politica contribuì ad attenuare le fortissime disuguaglianze che avevano caratterizzato la società britannica nelle prime fasi della rivoluzione industriale. Lo sviluppo economico, del resto, migliorò le condizioni di vita dei ceti medi e della classe operaia specializzata. Il movimento operaio e quello socialista in Gran Bretagna non avevano assunto come in Europa orientamenti rivoluzionari, ma avevano adottato politiche rivendicative che si ispiravano ai principi di un prudente riformismo. Questo fatto facilitava la mediazione dei conflitti sociali e la progressiva integrazione della classe operaia specializzata nel sistema di vita e di valori proposto dalla borghesia inglese.
Le riforme sociali e il movimento operaio
Le tensioni che avevano provocato il Quarantotto in Europa erano state prevenute in Gran Bretagna da una stagione di riforme liberali. Erano state abolite le leggi che vietavano agli operai di organizzarsi nelle Trade Unions; nel 1832 una legge riorganizzò le circoscrizioni elettorali ed estese il diritto di voto portandolo dal 3% al 6-7% della popolazione; nel 1833 una legge sul lavoro nelle fabbriche vietò il lavoro notturno per i bambini fino ai 12 anni e limitò a 8 ore il loro orario giornaliero, mentre fissò a un massimo di 12 ore quello per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. Nel 1834 la legge sui poveri definì interventi pubblici di sussidio per le persone e le famiglie bisognose. Nel 1847 le rivendicazioni sindacali conquistarono la limitazione dell'orario giornaliero di lavoro a 10 ore per tutti i settori produttivi.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'età vittoriana per la Gran Bretagna?
- Quali erano i punti di forza dell'industria britannica durante il XIX secolo?
- Come si è evoluto il sistema politico britannico nell'età vittoriana?
- Quali riforme sociali hanno caratterizzato l'età vittoriana e come hanno influenzato la classe operaia?
L'età vittoriana rappresenta un periodo di grande prosperità per la Gran Bretagna, coincidente con il lungo regno della regina Vittoria, durante il quale l'Impero britannico raggiunse il suo apice economico, coloniale e politico (dal 1877 al 1901).
La Gran Bretagna era considerata "l'officina del mondo", con la rete ferroviaria più estesa, una flotta mercantile dominante e la produzione di due terzi del carbone e della metà del ferro a livello globale, mantenendo un primato industriale nonostante la concorrenza di Germania e Stati Uniti.
Il sistema politico britannico si basava sull'alternanza tra i partiti whigs (liberali) e tories (conservatori), diventando un modello di riferimento per i liberali europei, grazie alla sua stabilità e alle riforme liberali che hanno contribuito a migliorare la società.
Durante l'età vittoriana, furono introdotte riforme significative, come l'abolizione delle leggi contro le Trade Unions e la limitazione dell'orario di lavoro per i bambini e i ragazzi, che hanno migliorato le condizioni di vita e facilitato l'integrazione della classe operaia nel sistema borghese.