Concetti Chiave
- Le potenze industrializzate avviano trasformazioni economiche e politiche per garantire nuovi sviluppi e competere a livello globale.
- L'imperialismo è alimentato dalla ricerca di nuovi mercati e dalla necessità di difendere interessi industriali organizzati.
- Le teorie di studiosi come Marx, Hobson e Lenin evidenziano le diverse motivazioni economiche e sociali alla base dell'imperialismo.
- La spartizione del mondo tra potenze europee avviene tra il 1880 e la Prima Guerra Mondiale, coinvolgendo ampie aree di Africa e Asia.
- Innovazioni scientifiche e tecnologiche in trasporti e comunicazioni sono fondamentali per il dominio coloniale europeo e la conquista di nuovi territori.
Trasformazioni economiche e tensioni politiche
Per assicurarsi nuove prospettive di sviluppo o di rilancio economico e proteggersi dalla concorrenza straniera le grandi potenze industrializzate ( Russia, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti ); avviano radicali trasformazioni nella politica economica, varano riforme, progettano iniziative e imprese coloniali. Questa tendenza si traduce sul piano politico in un aumento della tensione tra i governi nella corsa verso l’acquisizione di domini coloniali. Continenti come Africa e Asia vengono esplorati e conquistati. Regioni sconosciute, cadono sotto il dominio politico ed economico delle potenze europee. Intellettuali e studiosi analizzano il complesso intreccio dell’imperialismo.
Teorie sull'imperialismo
MARX ED ENGELS: Individuano nella ricerca di nuovi mercati il motore dell’economia capitalistica.
JOHN HOBSON: All’origine dell’imperialismo egli vede forti ed organizzati interessi industriali tesi a difendere e sviluppare i mercati privati.
LENIN: Approfondisce la tesi di Hobson mostrando come l’aggressività del capitalismo monopolistico, conduca le potenze industriali a spartirsi le terre coloniali da asservire e a scatenare conflitti per assicurarsi il predominio economico.
J.
SCHUMPETER: Riconduce l’imperialismo alla sete di dominio irrazionale e istintiva che ha animato molti popoli. In questa aggressività atavica che va ricercata l’origine dell’imperialismo. Se nelle società capitalistiche si sviluppano forme di imperialismo è perché fattori estranei al capitalismo ( interessi militari, economici ) sono di valore importante.
MOMMSEN: Ricollega la costruzione di imperi coloniali con la forza esplosiva del nazionalismo diffuso nei ceti emergenti.
FIELDHOUSE: Individua nelle aree periferiche e non nel suo centro i fattori propulsivi dell’imperialismo, la costruzione di imperi coloniali è una scelta politica e non economica.
HAEDRICK: Riporta l’attenzione dai movimenti alle condizioni che hanno permesso il dominio coloniale sui territori d’oltremare. Senza le innovazioni scientifiche e tecnologiche nei trasporti, armamenti, comunicazioni, gli europei non avrebbero potuto conquistare e controllare i territori coloniali, sopportare il clima e malattie.
Divisione del mondo e innovazioni
Il processo di spartizione del globo tra le potenze europee inizia intorno al 1880 e si conclude alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. I territori di tutta l’Africa, Oceania, e buona parte dell’Asia meridionale appartengono agli Imperi coloniali europei o giapponese.
Domande da interrogazione
- Quali sono le motivazioni principali che hanno spinto le potenze industrializzate a intraprendere trasformazioni economiche e coloniali?
- Come viene interpretato l'imperialismo secondo le diverse teorie economiche?
- Qual è il ruolo delle innovazioni scientifiche e tecnologiche nel processo di conquista coloniale?
Le grandi potenze industrializzate, come Russia, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Giappone e Stati Uniti, hanno avviato riforme e iniziative coloniali per garantire nuove prospettive di sviluppo economico e proteggersi dalla concorrenza straniera, aumentando così le tensioni politiche tra i governi.
Diverse teorie, da Marx ed Engels che vedono la ricerca di nuovi mercati come motore dell'economia capitalistica, a Lenin che analizza l'aggressività del capitalismo monopolistico, evidenziano come l'imperialismo sia influenzato da interessi economici, nazionalismo e fattori estranei al capitalismo stesso.
Le innovazioni nei trasporti, armamenti e comunicazioni sono state fondamentali per permettere agli europei di conquistare e controllare i territori coloniali, come sottolineato da Haedrick, che evidenzia come senza queste innovazioni, il dominio coloniale non sarebbe stato possibile.