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Concetti Chiave

  • Augusto, in qualità di princeps senatus, centralizzò il potere nella politica estera, trattando direttamente con ambasciatori e stipulando accordi, riducendo l'autonomia del Senato.
  • La sua leadership è caratterizzata da una forte propaganda che gli permise di apparire come un uomo di pace, nonostante le trasformazioni radicali dopo le guerre civili.
  • Augusto riorganizzò l'amministrazione statale includendo membri dell'ordine equestre in cariche importanti, creando un sistema che favoriva la concordia tra i due ordini.
  • Il suo approccio innovativo portò a un privilegio dell'ordine equestre, contribuendo a risolvere le tensioni storiche tra equesti e senatori.
  • La prefettura d'Egitto, affidata ai cavalieri, divenne una carica di grande prestigio, permettendo al prefetto di essere onorato come un dio dagli Egiziani grazie alla loro organizzazione faraonica.

Il potere di Augusto

Augusto, in virtù delle sue cariche, scardinò il potere del Senato soprattutto per quanto concerneva la politica estera: chi arrivava a Roma si rivolgeva ad Augusto (legazioni straniere, capi di tribù, di popoli) e lui, in quanto princeps senatus, trattava personalmente con ambasciatori stranieri, stipulava accordi ed alleanze, in Senato o a casa propria: sotto l’apparenza di una forma che sembrava mantenere intatti gli ordinamenti repubblicani, Augusto governo da vero e proprio monarca; il fascino di questa figura è legato al fatto che riuscì a realizzare un’immensa trasformazione dopo le guerre civili, le tavole di proscrizione, ma passando come un uomo di pace e riuscì a creare una propaganda così sentita da far sì che anche intellettuali di enorme livello aderissero al programma augusteo, non per emulazione ma perché interiormente sentito.

La politica del Principato

Altro dato interessante della soluzione augustea del Principato fu la ricomposizione e l’utilizzo di membri dei due ordini, equestre e senatorio, che soprattutto da Gracco in poi erano stati in collisione (l’esclusione degli equites dalla politica, nel 218, era diventato un terreno di competizione per i tribuni della plebe che volessero far approvare le proprie leggi, sulla base dei seggi della quaestio perpetua de repetundis): Augusto, forse perché figlio di un cavaliere, non solo creò un sistema amministrativo in cui anche i membri dell’ordine equestre potessero avere cariche di grandissima rilevanza, ma di fatto privilegiò questo ordine, quindi ricompose la divisione e riorganizzò l’amministrazione dello Stato sulla base della concordia ordinum. Tra le principali cariche affidate ai cavalieri c’era la prefettura d’Egitto (praefectus Aegypti scelto nell’ordine equestre ed inviato come governatore di quella provincia, non pro-console o pro-pretore), in quanto l’Egitto aveva un’organizzazione faraonica che tendeva alla divinizzazione del capo e dunque qualunque uomo avesse assunto la carica di prefetto poteva essere (e fu infatti) onorato dagli Egiziani come un dio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Augusto nella politica estera romana?
  2. Augusto ha scardinato il potere del Senato nella politica estera, trattando personalmente con ambasciatori e stipulando accordi, governando di fatto come un monarca pur mantenendo l'apparenza di un sistema repubblicano.

  3. Come ha influenzato Augusto la relazione tra gli ordini equestre e senatori?
  4. Augusto ha ricomposto e riorganizzato l'amministrazione dello Stato, integrando membri dell'ordine equestre in cariche di grande rilevanza, privilegiando questo ordine e promuovendo la concordia ordinum.

  5. Qual è stata l'importanza della prefettura d'Egitto sotto Augusto?
  6. La prefettura d'Egitto, affidata a membri dell'ordine equestre, era cruciale poiché l'Egitto aveva un'organizzazione che tendeva alla divinizzazione del capo, permettendo ai prefetti di essere onorati come divinità dagli Egiziani.

Domande e risposte

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